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Legge 24 dicembre 2003, n.363

untitled in Gazzetta Ufficiale N. 3 del 5 Gennaio 2004 Norme in materia di sicurezza nella pratica degli sport invernali da discesa e da fondo. Capo I FINALITA’ E AMBITO DI APPLICAZIONE La Camera[...]

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in Gazzetta Ufficiale N. 3 del 5 Gennaio 2004

Norme in materia di sicurezza nella pratica degli sport invernali da discesa e da fondo.

Capo I FINALITA’ E AMBITO DI APPLICAZIONE

La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno

approvato;

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Promulga

la seguente legge:

Art. 1.

(Finalita’ e ambito di applicazione)

1. La presente legge detta norme in materia di sicurezza nella

pratica non agonistica degli sport invernali da discesa e da fondo,

compresi i principi fondamentali per la gestione in sicurezza delle

aree sciabili, favorendo lo sviluppo delle attivita’ economiche nelle

localita’ montane, nel quadro di una crescente attenzione per la

tutela dell’ambiente.

Capo II GESTIONE DELLE AREE SCIABILI ATTREZZATE

Art. 2.

(Aree sciabili attrezzate)

1. Sono aree sciabili attrezzate le superfici innevate, anche

artificialmente, aperte al pubblico e comprendenti piste, impianti di

risalita e di innevamento, abitualmente riservate alla pratica degli

sport sulla neve quali: lo sci, nelle sue varie articolazioni; la

tavola da neve, denominata “snowboard”; lo sci di fondo; la slitta e

lo slittino; altri sport individuati dalle singole normative

regionali.

2. Al fine di garantire la sicurezza degli utenti, sono individuate

aree a specifica destinazione per la pratica delle attivita’ con

attrezzi quali la slitta e lo slittino, ed eventualmente di altri

sport della neve, nonche’ le aree interdette, anche temporaneamente,

alla pratica dello snowboard.

3. Le aree di cui ai commi 1 e 2 sono individuate dalle regioni.

L’individuazione da parte delle regioni equivale alla dichiarazione

di pubblica utilita’, indifferibilita’ e urgenza e rappresenta il

presupposto per la costituzione coattiva di servitu’ connesse alla

gestione di tali aree, previo pagamento della relativa indennita’,

secondo quanto stabilito dalle regioni.

4. All’interno delle aree di cui al comma 1, aventi piu’ di tre

piste, servite da almeno tre impianti di risalita, i comuni

interessati individuano, nelle giornate in cui non si svolgono

manifestazioni agonistiche, i tratti di pista da riservare, a

richiesta, agli allenamenti di sci e snowboard agonistico. Le aree di

cui al presente comma devono essere separate con adeguate protezioni

dalle altre piste e tutti coloro che le frequentano devono essere

muniti di casco protettivo omologato, ad eccezione di chi svolge il

ruolo di allenatore.

5. All’interno delle aree di cui al comma 1, aventi piu’ di venti

piste, servite da almeno dieci impianti di risalita, i comuni

interessati individuano le aree da riservare alla pratica di

evoluzioni acrobatiche con lo sci e lo snowboard (snowpark). Le aree

di cui al presente comma devono essere separate con adeguate

protezioni dalle altre piste, devono essere dotate di strutture per

la pratica delle evoluzioni acrobatiche, devono essere regolarmente

mantenute, e tutti coloro che le frequentano devono essere dotati di

casco protettivo omologato.

Art. 3.

(Obblighi dei gestori)

1. I gestori delle aree individuate ai sensi dell’articolo 2

assicurano agli utenti la pratica delle attivita’ sportive e

ricreative in condizioni di sicurezza, provvedendo alla messa in

sicurezza delle piste secondo quanto stabilito dalle regioni. I

gestori hanno l’obbligo di proteggere gli utenti da ostacoli presenti

lungo le piste mediante l’utilizzo di adeguate protezioni degli

stessi e segnalazioni della situazione di pericolo.

2. I gestori sono altresi’ obbligati ad assicurare il soccorso e il

trasporto degli infortunati lungo le piste in luoghi accessibili dai

piu’ vicini centri di assistenza sanitaria o di pronto soccorso,

fornendo annualmente all’ente regionale competente in materia

l’elenco analitico degli infortuni verificatisi sulle piste da sci e

indicando, ove possibile, anche la dinamica degli incidenti stessi. I

dati raccolti dalle regioni sono trasmessi annualmente al Ministero

della salute a fini scientifici e di studio.

3. Salvo che il fatto costituisca reato, la violazione delle

disposizioni di cui al primo periodo del comma 2 comporta

l’applicazione della sanzione amministrativa del pagamento di una

somma da 20.000 euro a 200.000 euro.

Art. 4.

(Responsabilita’ civile dei gestori)

1. I gestori delle aree sciabili attrezzate, con esclusione delle

aree dedicate allo sci di fondo, sono civilmente responsabili della

regolarita’ e della sicurezza dell’esercizio delle piste e non

possono consentirne l’apertura al pubblico senza avere previamente

stipulato apposito contratto di assicurazione ai fini della

responsabilita’ civile per danni derivabili agli utenti e ai terzi

per fatti derivanti da responsabilita’ del gestore in relazione

all’uso di dette aree.

2. Al gestore che non abbia ottemperato all’obbligo di cui al comma 1

si applica la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da

20.000 euro a 200.000 euro.

3. Il rilascio delle autorizzazioni per la gestione di nuovi impianti

e’ subordinato alla stipula del contratto di assicurazione di cui al

comma 1. Le autorizzazioni gia’ rilasciate sono sospese fino alla

stipula del contratto di assicurazione, qualora il gestore non vi

provveda entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della

presente legge.

Art. 5.

(Informazione e diffusione delle cautele

volte alla prevenzione degli infortuni)

1. Per il finanziamento di campagne informative, a cadenza annuale,

volte a promuovere la sicurezza nell’esercizio degli sport invernali,

e’ stanziata la somma di 500.000 euro annui, a decorrere dall’anno

2003. Le campagne informative sono definite e predisposte, sentite la

Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le

province autonome di Trento e di Bolzano e la federazione sportiva

nazionale competente in materia di sport invernali riconosciuta dal

Comitato olimpico nazionale italiano (CONI), dal Ministro per gli

affari regionali, d’intesa con il Ministro della salute. Le campagne

provvedono alla piu’ ampia informazione dei praticanti gli sport

invernali, anche mediante la diffusione della conoscenza delle

classificazioni delle piste, della segnaletica e delle regole di

condotta previste dalla presente legge.

2. Nel limite del 20 per cento delle risorse stanziate dal comma 1,

il Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca

concorda con la federazione sportiva nazionale competente in materia

di sport invernali riconosciuta dal CONI iniziative volte alla

diffusione della conoscenza delle classificazioni delle piste, della

segnaletica e delle regole di condotta di cui al comma 1, anche

stipulando con essa apposite convenzioni e prevedendo campagne

informative da realizzare nelle scuole, da svolgere anche durante il

normale orario scolastico.

3. Nel perseguimento delle finalita’ indicate al comma 1 e’ fatto

obbligo ai gestori delle aree sciabili attrezzate di cui all’articolo

2 di esporre documenti relativi alle classificazioni delle piste,

alla segnaletica e alle regole di condotta previste dalla presente

legge, garantendone un’adeguata visibilita’.

Art. 6.

(Segnaletica)

1. Senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, entro sei

mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, il

Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, sentite la Conferenza

permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province

autonome di Trento e di Bolzano e la federazione sportiva nazionale

competente in materia di sport invernali riconosciuta dal CONI, ed

avvalendosi dell’apporto dell’Ente nazionale italiano di

unificazione, determina l’apposita segnaletica che deve essere

predisposta nelle aree sciabili attrezzate, a cura dei gestori delle

aree stesse.

Art. 7.

(Manutenzione e innevamento programmato)

1. I gestori delle aree individuate ai sensi dell’articolo 2

provvedono all’ordinaria e straordinaria manutenzione delle aree

stesse, secondo quanto stabilito dalle regioni, curando che

possiedano i necessari requisiti di sicurezza e che siano munite

della prescritta segnaletica.

2. Qualora la pista presenti cattive condizioni di fondo, il suo

stato deve essere segnalato. Qualora le condizioni presentino

pericoli oggettivi dipendenti dallo stato del fondo o altri pericoli

atipici, gli stessi devono essere rimossi, ovvero la pista deve

essere chiusa. Le segnalazioni riguardanti lo stato della pista o la

chiusura della stessa vanno poste, in modo ben visibile al pubblico,

all’inizio della pista, nonche’ presso le stazioni di valle degli

impianti di trasporto a fune.

3. In caso di ripetuta violazione delle disposizioni di cui ai commi

1 e 2, l’ente competente o, in via sostitutiva, la regione, puo’

disporre la revoca dell’autorizzazione.

4. Il gestore ha l’obbligo di chiudere le piste in caso di pericolo o

non agibilita’. Salvo che il fatto costituisca reato, la violazione

dell’obbligo di cui al presente comma comporta l’applicazione della

sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 5.000 euro a

50.000 euro.

5. In favore dei soggetti di cui al comma 1, al fine di realizzare

interventi per la messa in sicurezza delle aree sciabili, da

garantire anche attraverso condizioni di adeguato innevamento delle

piste, e’ autorizzata la spesa di 5.000.000 di euro per l’anno 2003.

A decorrere dall’anno 2004 si provvede ai sensi dell’articolo 11,

comma 3, lettera f), della legge 5 agosto 1978, n. 468, e successive

modificazioni. Il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti,

previa intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo

Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano,

ripartisce tra le regioni e le province autonome di Trento e di

Bolzano, con proprio decreto di natura non regolamentare, le risorse

di cui al presente comma, secondo criteri basati sul numero degli

impianti e sulla lunghezza delle piste. Le regioni e le province

autonome di Trento e di Bolzano definiscono le modalita’ e i criteri

per l’assegnazione e l’erogazione dei contributi.

6. Lo Stato, nel limite massimo di 5.000.000 di euro per l’anno 2003,

interviene a sostegno dell’economia turistica degli sport della neve,

mediante la concessione di finanziamenti a favore delle imprese

turistiche operanti in zone colpite da situazioni di eccezionale

siccita’ invernale e mancanza di neve nelle aree sciabili, con

particolare riguardo alla copertura degli investimenti relativi agli

impianti di innevamento artificiale. A decorrere dall’anno 2004 si

provvede ai sensi dell’articolo 11, comma 3, lettera f), della legge

5 agosto 1978, n. 468, e successive modificazioni. I finanziamenti

sono concessi nel limite del 70 per cento dell’ammontare complessivo

dell’intervento ammesso a contributo. L’efficacia delle disposizioni

del presente comma e’ subordinata alla loro preventiva comunicazione

alla Commissione europea. Le modalita’ e i criteri di riparto e di

erogazione dei finanziamenti di cui al presente comma sono

determinati con decreto di natura non regolamentare del Ministro

delle attivita’ produttive, previa intesa con la Conferenza

permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province

autonome di Trento e di Bolzano.

Capo III NORME DI COMPORTAMENTO DEGLI UTENTI DELLE AREE SCIABILI

Art. 8.

(Obbligo di utilizzo del casco protettivo per i minori di anni

quattordici)

1. Nell’esercizio della pratica dello sci alpino e dello snowboard e’

fatto obbligo ai soggetti di eta’ inferiore ai quattordici anni di

indossare un casco protettivo conforme alle caratteristiche di cui al

comma 3.

2. Il responsabile della violazione delle disposizioni di cui al

comma 1 e’ soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una

somma da 30 euro a 150 euro.

3. Entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente

legge, il Ministro della salute, di concerto con il Ministro delle

infrastrutture e dei trasporti, sentito il competente organo del

CONI, stabilisce con proprio decreto le caratteristiche tecniche dei

caschi protettivi di cui al comma 1, e determina le modalita’ di

omologazione, gli accertamenti della conformita’ della produzione e i

controlli opportuni.

4. Chiunque importa o produce per la commercializzazione caschi

protettivi di tipo non conforme alle caratteristiche di cui al comma

3 e’ soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma

da 5.000 euro a 100.000 euro.

5. Chiunque commercializza caschi protettivi di tipo non conforme

alle caratteristiche di cui al comma 3 e’ soggetto alla sanzione

amministrativa del pagamento di una somma da 500 euro a 5.000 euro.

6. I caschi protettivi non conformi alle caratteristiche prescritte

sono sottoposti a sequestro da parte dell’autorita’ giudiziaria.

7. Le disposizioni di cui ai commi 1, 2, 4, 5 e 6 si applicano a

decorrere dal 1° gennaio 2005.

Art. 9.

(Velocita)

1. Gli sciatori devono tenere una condotta che, in relazione alle

caratteristiche della pista e alla situazione ambientale, non

costituisca pericolo per l’incolumita’ altrui.

2. La velocita’ deve essere particolarmente moderata nei tratti a

visuale non libera, in prossimita’ di fabbricati od ostacoli, negli

incroci, nelle biforcazioni, in caso di nebbia, di foschia, di scarsa

visibilita’ o di affollamento, nelle strettoie e in presenza di

principianti.

Art. 10.

(Precedenza)

1. Lo sciatore a monte deve mantenere una direzione che gli consenta

di evitare collisioni o interferenze con lo sciatore a valle.

Art. 11.

(Sorpasso)

1. Lo sciatore che intende sorpassare un altro sciatore deve

assicurarsi di disporre di uno spazio sufficiente allo scopo e di

avere sufficiente visibilita’.

2. Il sorpasso puo’ essere effettuato sia a monte sia a valle, sulla

destra o sulla sinistra, ad una distanza tale da evitare intralci

allo sciatore sorpassato.

Art. 12.

(Incrocio)

1. Negli incroci gli sciatori devono dare la precedenza a chi

proviene da destra o secondo le indicazioni della segnaletica.

Art. 13.

(Stazionamento)

1. Gli sciatori che sostano devono evitare pericoli per gli altri

utenti e portarsi sui bordi della pista.

2. Gli sciatori sono tenuti a non fermarsi nei passaggi obbligati, in

prossimita’ dei dossi o in luoghi senza visibilita’.

3. In caso di cadute o di incidenti gli sciatori devono liberare

tempestivamente la pista portandosi ai margini di essa. 4. Chiunque

deve segnalare la presenza di un infortunato con mezzi idonei.

Art. 14.

(Omissione di soccorso)

1. Fuori dai casi previsti dal secondo comma dell’articolo 593 del

codice penale, chiunque nella pratica dello sci o di altro sport

della neve, trovando una persona in difficolta’ non presta

l’assistenza occorrente, ovvero non comunica immediatamente al

gestore, presso qualunque stazione di chiamata, l’avvenuto incidente,

e’ soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma

da 250 euro a 1.000 euro.

Art. 15.

(Transito e risalita)

1. E’ vietato percorrere a piedi le piste da sci, salvo i casi di

urgente necessita’.

2. Chi discende la pista senza sci deve tenersi ai bordi delle piste,

rispettando quanto previsto all’articolo 16, comma 3.

3. In occasione di gare e’ vietato agli estranei sorpassare i limiti

segnalati, sostare sulla pista di gara o percorrerla.

4. La risalita della pista con gli sci ai piedi e’ normalmente

vietata. Essa e’ ammessa previa autorizzazione del gestore dell’area

sciabile attrezzata o, in mancanza di tale autorizzazione, in casi di

urgente necessita’, e deve comunque avvenire ai bordi della pista,

avendo cura di evitare rischi per la sicurezza degli sciatori e

rispettando le prescrizioni di cui alla presente legge, nonche’

quelle adottate dal gestore dell’area sciabile attrezzata.

Art. 16.

(Mezzi meccanici)

1. E’ inibito ai mezzi meccanici l’utilizzo delle piste da sci, salvo

quanto previsto dal presente articolo.

2. I mezzi meccanici adibiti al servizio e alla manutenzione delle

piste e degli impianti possono accedervi solo fuori dall’orario di

apertura, salvo i casi di necessita’ e urgenza e, comunque, con

l’utilizzo di appositi congegni di segnaletica luminosa e acustica.

3. Gli sciatori, nel caso di cui al comma 2, devono dare la

precedenza ai mezzi meccanici adibiti al servizio e alla manutenzione

delle piste e degli impianti e devono consentire la loro agevole e

rapida circolazione.

Art. 17.

(Sci fuori pista e sci-alpinismo)

1. Il concessionario e il gestore degli impianti di risalita non sono

responsabili degli incidenti che possono verificarsi nei percorsi

fuori pista serviti dagli impianti medesimi.

2. I soggetti che praticano lo sci-alpinismo devono munirsi, laddove,

per le condizioni climatiche e della neve, sussistano evidenti rischi

di valanghe, di appositi sistemi elettronici per garantire un idoneo

intervento di soccorso.

Art. 18.

(Ulteriori prescrizioni per la sicurezza e sanzioni)

1. Le regioni e i comuni possono adottare ulteriori prescrizioni per

garantire la sicurezza e il migliore utilizzo delle piste e degli

impianti.

2. Le regioni determinano l’ammontare delle sanzioni amministrative

da applicare in caso di violazione delle disposizioni di cui agli

articoli 5, comma 3, 6, da 9 a 13 e da 15 a 17, da stabilire tra un

minimo di 20 euro e un massimo di 250 euro.

Art. 19.

(Concorso di colpa)

1. Nel caso di scontro tra sciatori, si presume, fino a prova

contraria, che ciascuno di essi abbia concorso ugualmente a produrre

gli eventuali danni.

Capo IV DISPOSIZIONI FINALI E COPERTURA FINANZIARIA

Art. 20.

(Snowboard)

1. Le norme previste dalla presente legge per gli sciatori si

applicano anche a coloro che praticano lo snowboard.

Art. 21.

(Soggetti competenti per il controllo)

1. Ferma restando la normativa gia’ in vigore in materia nelle

regioni, la Polizia di Stato, il Corpo forestale dello Stato, l’Arma

dei carabinieri e il Corpo della guardia di finanza, nonche’ i corpi

di polizia locali, nello svolgimento del servizio di vigilanza e

soccorso nelle localita’ sciistiche, provvedono al controllo

dell’osservanza delle disposizioni di cui alla presente legge e a

irrogare le relative sanzioni nei confronti dei soggetti

inadempienti.

2. Le contestazioni relative alla violazione delle disposizioni di

cui all’articolo 9, comma 1, avvengono, di norma, su segnalazione di

maestri di sci.

Art. 22.

(Adeguamento alle disposizioni della legge)

1. Le regioni, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della

presente legge, sono tenute ad adeguare la propria normativa alle

disposizioni di cui alla legge stessa e a quelle che costituiscono

principi fondamentali in tema di sicurezza individuale e collettiva

nella pratica dello sci e degli altri sport della neve.

2. Dalle disposizioni dell’articolo 2, comma 3, nonche’ degli

articoli 3, commi 1 e 2, e 4, comma 1, non devono derivare oneri a

carico dei bilanci degli enti territoriali che partecipano a societa’

o consorzi di gestione, salva la possibilita’ di una copertura dei

maggiori costi con un innalzamento delle tariffe.

3. Le norme della presente legge si applicano alle regioni a statuto

speciale e alle province autonome di Trento e di Bolzano in quanto

compatibili con i rispettivi statuti speciali e le relative norme di

attuazione.

Art. 23.

(Copertura finanziaria)

1. All’onere derivante dall’attuazione dell’articolo 5, comma 1, pari

a 500.000 euro annui a decorrere dall’anno 2003, si provvede mediante

corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del

bilancio triennale 2003-2005, nell’ambito dell’unita’ previsionale di

base di parte corrente “Fondo speciale” dello stato di previsione del

Ministero dell’economia e delle finanze per l’anno 2003, allo scopo

parzialmente utilizzando l’accantonamento relativo al Ministero

medesimo.

2. All’onere derivante dall’attuazione dell’articolo 7, commi 5 e 6,

pari a 10.000.000 di euro per l’anno 2003, si provvede mediante

corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del

bilancio triennale 2003-2005, nell’ambito dell’unita’ previsionale di

base di conto capitale “Fondo speciale” dello stato di previsione del

Ministero dell’economia e delle finanze per l’anno 2003, allo scopo

parzialmente utilizzando l’accantonamento relativo al Ministero delle

infrastrutture e dei trasporti.

3. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad

apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.

La presente legge, munita del sigillo dello Stato, sara’ inserita

nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica

italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla

osservare come legge dello Stato.