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DECRETO-LEGGE 15 Febbraio 2008 , n. 24

Disposizioni urgenti per lo svolgimento delle elezioni politiche ed amministrative nell'anno 2008.

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Visti gli articoli 77 e 87 della Costituzione;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 6 febbraio 2008,
n. 19, recante scioglimento del Senato della Repubblica e della
Camera dei deputati;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 6 febbraio 2008,
n. 20, recante convocazione dei comizi per le elezioni della Camera
dei deputati e del Senato della Repubblica;
Vista la normativa vigente in materia elettorale;
Ritenuta la straordinaria necessita’ ed urgenza di consentire lo
svolgimento del turno annuale ordinario delle elezioni amministrative
nell’anno 2008 contestualmente alle elezioni politiche, nonche’ di
garantire l’esercizio del voto dei cittadini temporaneamente
all’estero per motivi di servizio o di missioni internazionali;
Ritenuta, inoltre, la necessita’ ed urgenza di adottare misure per
la funzionalita’ del procedimento elettorale, anche per quanto
concerne il procedimento di scrutinio del voto degli elettori
italiani residenti all’estero, nonche’ di consentire l’accesso agli
uffici elettorali di sezione ad osservatori elettorali della
Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE);
Viste le deliberazioni del Consiglio dei Ministri, adottate nelle
riunioni del 14 e del 15 febbraio 2008;
Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri e del
Ministro dell’interno, di concerto con i Ministri per i rapporti con
il Parlamento e le riforme istituzionali, degli affari esteri, della
giustizia, della difesa e dell’economia e delle finanze;

E m a n a

il seguente decreto-legge:
Art. 1.

Modifiche alla legge 27 dicembre 2001, n. 459, recante norme per
l’esercizio del diritto di voto dei cittadini italiani residenti
all’estero.
1. Alla legge 27 dicembre 2001, n. 459, sono apportate le seguenti
modificazioni:
a) all’articolo 7, comma 1, le parole: «composto da tre
magistrati, dei quali uno con funzioni di presidente, scelti dal
presidente della Corte di appello». Sono sostituite dalle seguenti:
«composto da sei magistrati, dei quali uno con funzioni di presidente
ed uno con funzioni di vicepresidente vicario, scelti dal presidente
della Corte di appello. L’ufficio opera con la presenza di almeno tre
componenti, tra cui il presidente o il vicepresidente.»;
b) all’articolo 12, comma 3, dopo le parole: «gli uffici
consolari inviano» sono inserite le seguenti: «, con il sistema
postale piu’ affidabile e, ove possibile, con posta raccomandata, o
con altro mezzo di analoga affidabilita’,»; al medesimo comma 3 sono
soppresse le seguenti parole: «, il testo della presente legge»;
c) all’articolo 13, comma 1, le parole: «un seggio elettorale per
ogni cinquemila elettori» sono sostituite dalle seguenti: «un seggio
elettorale per un minimo di duemila ed un massimo di tremila
elettori»;
d) all’articolo 13, il comma 3 e’ sostituito dal seguente: «3.
L’ufficio elettorale costituito presso ciascun seggio e’ composto dal
presidente, dal segretario e da quattro scrutatori, di cui uno
assume, a scelta del presidente, le funzioni di vicepresidente. Il
presidente, prima dell’insediamento dell’ufficio elettorale, sceglie
il segretario tra gli elettori in possesso di titolo di studio non
inferiore al diploma di istruzione secondaria di secondo grado.»;
e) all’articolo 14, comma 3, lettera d), numero 2), le parole:
«appone la propria firma sul retro di ciascuna di esse ed» sono
soppresse. Conseguentemente, le tabelle B e D allegate alla legge
27 dicembre 2001, n. 459, sono sostituite dalle tabelle di cui agli
allegati 1 e 2 del presente decreto.

Art. 2.

Voto dei cittadini temporaneamente all’estero per motivi di servizio
o missioni internazionali in occasione delle elezioni per il rinnovo
della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica.
1. Fermo restando quanto previsto dalla normativa vigente per gli
elettori italiani residenti all’estero, in occasione delle elezioni
per il rinnovo della Camera dei deputati e del Senato della
Repubblica nell’anno 2008, esercitano il diritto di voto per
corrispondenza all’estero per le circoscrizioni del territorio
nazionale, secondo le modalita’ indicate nel presente articolo, i
seguenti elettori:
a) personale appartenente alle Forze armate e alle Forze di
polizia temporaneamente all’estero in quanto impegnato nello
svolgimento di missioni internazionali;
b) dipendenti di amministrazioni dello Stato, temporaneamente
all’estero per motivi di servizio, qualora la durata prevista della
loro permanenza all’estero, secondo quanto attestato
dall’amministrazione di appartenenza, sia superiore a sei mesi,
nonche’, qualora non iscritti alle anagrafi dei cittadini italiani
residenti all’estero, i loro familiari conviventi;
c) professori universitari, ordinari ed associati, ricercatori e
professori aggregati, di cui all’articolo 1, comma 10, della legge
4 novembre 2005, n. 230, che si trovano in servizio presso istituti
universitari e di ricerca all’estero per una durata complessiva di
almeno sei mesi e che, alla data del decreto del Presidente della
Repubblica di convocazione dei comizi, si trovano all’estero da
almeno tre mesi.
2. Gli elettori di cui alla lettera a) del comma 1, appartenenti
alle Forze armate, compresa l’Arma dei carabinieri, se gia’ effettivi
sul territorio nazionale a grandi unita’, reggimenti, battaglioni e
equivalenti, o unita’ navali, impiegati organicamente in missioni
internazionali esercitano il diritto di voto per corrispondenza per
la circoscrizione della Camera dei deputati e del Senato della
Repubblica in cui e’ compreso il comune ove hanno sede i citati enti
di appartenenza. I rimanenti elettori di cui alla stessa lettera a),
compresi gli appartenenti alle Forze di polizia, nonche’ quelli di
cui alle lettere b) e c) del medesimo comma, esercitano il diritto di
voto per corrispondenza all’estero per la circoscrizione della Camera
dei deputati e la circoscrizione del Senato della Repubblica in cui
e’ compreso il comune di Roma.
3. Ai fini dell’esercizio del diritto di voto per corrispondenza
all’estero, i soggetti di cui al comma 1, lettere a) e b), presentano
apposita domanda, che deve pervenire al comando o amministrazione di
appartenenza entro e non oltre il trentacinquesimo giorno antecedente
la data della votazione in Italia, indicando il nome ed il cognome,
il cognome del coniuge per le donne coniugate o vedove, il luogo e la
data di nascita, il sesso, l’indirizzo di residenza, il comune di
iscrizione nelle liste elettorali, l’indirizzo della propria dimora
all’estero e, ove possibile, i recapiti telefonici, telematici e
telefax all’estero. I familiari conviventi dei soggetti di cui al
comma 1, lettera b), entro e non oltre il trentacinquesimo giorno
antecedente la data della votazione in Italia, fanno pervenire la
domanda all’Amministrazione di appartenenza del proprio familiare ed
unitamente ad essa rendono, ai sensi dell’articolo 47 del testo unico
delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di
documentazione amministrativa di cui al decreto del Presidente della
Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, dichiarazione sostitutiva
dell’atto di notorieta’ in ordine allo stato di familiare convivente
del dipendente. Il comando o amministrazione di appartenenza o di
impiego, entro e non oltre il trentesimo giorno antecedente alla data
della votazione in Italia, fa pervenire all’ufficio consolare i
nominativi dei richiedenti, in elenchi distinti per comune di
residenza e comprensivi dei dati di cui al primo periodo del presente
comma, unitamente all’attestazione della presentazione delle
rispettive domande entro il termine prescritto e della sussistenza,
in capo ad ognuno di essi, delle condizioni previste al comma 1.
4. I soggetti di cui al comma 1, lettera c), fanno pervenire
direttamente all’ufficio consolare la domanda per esercitare il
diritto di voto per corrispondenza all’estero, comprensiva dei dati
di cui al primo periodo del comma 3, entro e non oltre il
trentacinquesimo giorno antecedente alla data della votazione in
Italia, ed unitamente ad essa rendono, ai sensi dell’articolo 47 del
testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica
28 dicembre 2000, n. 445, dichiarazione sostitutiva dell’atto di
notorieta’ che attesti il servizio presso istituti universitari e di
ricerca all’estero per una durata complessiva di almeno sei mesi e la
presenza, alla data del decreto del Presidente della Repubblica di
convocazione dei comizi, all’estero da almeno tre mesi.
5. L’ufficio consolare, entro il venticinquesimo giorno antecedente
la data della votazione in Italia, trasmette a ciascun comune,
tramite telefax o per via telematica, l’elenco dei nominativi, con
luogo e data di nascita, dei residenti nel comune che, ai sensi del
presente articolo, hanno fatto pervenire la domanda per esercitare il
diritto di voto per corrispondenza all’estero. Ciascun comune, entro
le successive ventiquattro ore, con le stesse modalita’, invia
all’ufficio consolare l’attestazione dell’ufficiale elettorale, anche
cumulativa, in ordine alla mancanza di cause ostative al godimento
dell’elettorato attivo da parte di ciascuno degli elettori compresi
nell’elenco di cui al primo periodo. Nei due giorni successivi alla
scadenza del termine di cui al secondo periodo, l’ufficiale
elettorale redige l’elenco degli elettori per i quali e’ stata
rilasciata l’attestazione di mancanza di cause ostative all’esercizio
del diritto di voto per corrispondenza all’estero e lo trasmette alla
commissione elettorale circondariale, che provvede a depennare, entro
il ventesimo giorno antecedente alla data della votazione in Italia,
i medesimi elettori dalle liste destinate alle sezioni in cui essi
risultano iscritti, ovvero in caso di svolgimento contestuale di
altra consultazione in cui non trova applicazione la modalita’ del
voto per corrispondenza, a provvedere ad apposita annotazione sulle
medesime liste. Nei casi in cui vi siano cause ostative al godimento
dell’elettorato attivo, l’ufficiale elettorale non rilascia la
relativa attestazione ed il comune trasmette, tramite telefax o per
via telematica, apposita comunicazione all’ufficio consolare entro il
medesimo termine previsto al secondo periodo. Gli uffici consolari
iscrivono i nominativi degli elettori temporaneamente all’estero
aventi diritto al voto per corrispondenza in un apposito elenco,
distinto per circoscrizioni elettorali della Camera dei deputati.
6. I soggetti di cui al comma 1, lettere a), b) e c), che hanno
fatto pervenire la domanda per esercitare il diritto di voto per
corrispondenza all’estero, possono revocarla mediante espressa
dichiarazione, datata e sottoscritta dall’interessato, che deve
pervenire direttamente all’ufficio consolare entro e non oltre il
ventitreesimo giorno antecedente la data della votazione in Italia.
L’ufficio consolare, entro il giorno successivo, provvede a
trasmettere la dichiarazione di revoca, tramite telefax o per via
telematica, al comune di residenza del dichiarante.
7. Gli elettori che hanno revocato la domanda ai sensi del comma 6
e gli elettori che, pur essendo nelle condizioni previste al comma 1,
lettere a), b) e c), non hanno fatto pervenire la domanda nei termini
e con le modalita’ previsti dai commi 3 e 4, restano iscritti nelle
liste della sezione del comune di residenza ed ivi esercitano il
proprio diritto di voto per le circoscrizioni del territorio
nazionale in cui e’ compresa la sezione di assegnazione. Gli elettori
di cui al comma 1, lettere a), b) e c), aventi diritto al voto per
corrispondenza che non hanno revocato la domanda nei termini e con le
modalita’ previsti al comma 6, non possono esercitare il proprio
diritto di voto nel territorio nazionale. Gli elettori di cui al
comma 2, primo periodo, esercitano il diritto di voto in Italia,
qualora presentino al comune apposita attestazione del Comandante del
reparto di appartenenza o di impiego dalla quale risulti che, per
cause di forza maggiore, non hanno potuto esercitare il diritto di
voto per corrispondenza all’estero.
8. Il Ministero dell’interno, non piu’ tardi del ventiseiesimo
giorno antecedente la data della votazione in Italia, consegna, per
gli elettori che esercitano il diritto di voto per le circoscrizioni
di Roma, al Ministero degli affari esteri le liste dei candidati e i
modelli delle schede elettorali relative alla circoscrizione della
Camera dei deputati e alla circoscrizione del Senato della Repubblica
in cui e’ compreso il comune di Roma. Sulla base delle istruzioni
fornite dal Ministero degli affari esteri, le rappresentanze
diplomatiche e consolari, preposte a tale fine dallo stesso
Ministero, provvedono alla stampa del materiale elettorale da
inserire nel plico che viene inviato all’elettore temporaneamente
all’estero che esercita il diritto di voto per corrispondenza. Non
oltre diciotto giorni prima della data stabilita per le votazioni in
Italia, gli uffici consolari inviano agli elettori temporaneamente
all’estero che esercitano il diritto di voto per corrispondenza il
plico contenente il certificato elettorale, le schede elettorali
delle circoscrizioni indicate al primo periodo e la relativa busta,
le liste dei candidati, la matita copiativa, nonche’ una busta
affrancata recante l’indirizzo del competente ufficio consolare. Nel
caso in cui le schede elettorali siano piu’ di una per ciascun
elettore, esse sono spedite nello stesso plico e sono inviate
dall’elettore in unica busta. Un plico non puo’ contenere i documenti
elettorali di piu’ di un elettore. Una volta espresso il proprio voto
sulla scheda elettorale mediante la matita copiativa, l’elettore
introduce nell’apposita busta la scheda o le schede elettorali,
sigilla la busta, la introduce nella busta affrancata unitamente alla
matita copiativa e al tagliando staccato dal certificato elettorale
comprovante l’esercizio del diritto di voto e la spedisce non oltre
il decimo giorno antecedente la data stabilita per le votazioni in
Italia. Le schede e le buste che le contengono non devono recare
alcun segno di riconoscimento.
9. I responsabili degli uffici consolari inviano, senza ritardo, al
delegato del sindaco del comune di Roma le buste comunque pervenute
non oltre le ore 16, ora locale, del giovedi’ antecedente la data
stabilita per le votazioni in Italia, unitamente all’elenco di cui al
comma 5, quinto periodo. Le buste sono inviate con una spedizione
unica, per via aerea e con valigia diplomatica. I responsabili degli
uffici consolari provvedono, dopo l’invio dei plichi in Italia,
all’immediato incenerimento delle schede pervenute dopo la scadenza
del termine di cui al primo periodo e di quelle non utilizzate per i
casi di mancato recapito del plico all’elettore. Di tali operazioni
viene redatto apposito verbale, che viene trasmesso al Ministero
degli affari esteri.
10. Per gli elettori che esercitano il diritto di voto per
circoscrizioni diverse da quella di Roma di cui al comma 2, primo
periodo, sono definite, in considerazione delle particolari
situazioni locali, di intesa tra il Ministero della difesa e i
Ministeri degli affari esteri e dell’interno, le modalita’
tecnico-organizzative di formazione dei plichi, del loro recapito
all’elettore all’estero, di raccolta dei plichi all’estero, nonche’
quelle di consegna dei plichi stessi, a cura del Ministero della
difesa, ai delegati dei sindaci dei comuni interessati. Si intendono
per comuni interessati quelli in cui ha sede l’ufficio centrale
circoscrizionale della Camera dei deputati di cui alla tabella A
allegata al testo unico delle leggi recanti norme per la elezione
della Camera dei deputati di cui al decreto del Presidente della
Repubblica 30 marzo 1957, n. 361, e successive modificazioni. Per i
reparti aventi sede nelle province autonome di Trento e di Bolzano i
comuni interessati sono quelli di Trento e di Bolzano. Le intese di
cui al presente comma sono effettuate anche per consentire
l’esercizio del diritto di voto agli elettori di cui al comma 1,
lettera a), che votano per corrispondenza per le circoscrizioni in
cui e’ compreso il comune di Roma, nonche’ agli elettori in servizio
presso le rappresentanze diplomatiche e consolari e ai loro familiari
conviventi, anche nel caso in cui non siano state concluse le intese
in forma semplificata di cui all’articolo 19, comma 1, della legge
27 dicembre 2001, n. 459, o vi sia la situazione politica o sociale
di cui al comma 4 del medesimo articolo 19.
11. Le schede votate per corrispondenza dagli elettori
temporaneamente all’estero sono scrutinate negli uffici elettorali di
sezione individuati, entro e non oltre il ventesimo giorno
antecedente alla data della votazione in Italia, in un elenco
approvato dalla Commissione elettorale circondariale dei comuni
interessati, su proposta dell’ufficiale elettorale dei rispettivi
comuni. Con le stesse modalita’ ed entro il medesimo termine, vengono
istituiti fino ad un massimo di tre seggi speciali nei comuni
interessati, ciascuno dei quali e’ composto da un presidente e da due
scrutatori, nominati con le modalita’ stabilite per tali nomine. Uno
degli scrutatori assume le funzioni di segretario del seggio. I
plichi contenenti le schede votate, pervenuti ai delegati dei sindaci
dei comuni interessati, sono dai medesimi delegati proporzionalmente
distribuiti ai seggi speciali. Di tali operazioni viene redatto
apposito verbale congiunto da parte dei delegati e dei presidenti dei
seggi speciali. Successivamente, i seggi speciali procedono al
compimento delle operazioni preliminari allo scrutinio, alle quali
possono assistere i rappresentanti di lista designati presso ciascuno
di essi. L’atto di designazione dei rappresentanti di lista e’
presentato con le modalita’ e nei termini di cui all’articolo 25,
primo comma, del testo unico di cui al decreto del Presidente della
Repubblica 30 marzo 1957, n. 361, e successive modificazioni, e
comunque non oltre le ore 9 della domenica fissata per la votazione
nel territorio nazionale.
12. Insieme ai plichi contenenti le buste inviate dagli elettori, i
delegati dei sindaci dei comuni interessati consegnano ai presidenti
dei seggi speciali gli elenchi degli elettori temporaneamente
all’estero che esercitano il diritto di voto per corrispondenza di
cui al comma 5, quinto periodo.
13. A partire dalle ore 9 della domenica fissata per la votazione
nel territorio nazionale, il presidente del seggio speciale procede
alle operazioni di apertura dei plichi assegnati al seggio dal
delegato del sindaco. Coadiuvato dal segretario, il presidente:
a) apre i plichi e accerta che il numero delle buste ricevute
corrisponda al numero delle buste indicato nel verbale congiunto di
consegna dei plichi;
b) procede successivamente all’apertura di ciascuna delle buste
esterne, compiendo per ciascuna di esse le seguenti operazioni:
1) accerta che la busta esterna contenga il tagliando del
certificato elettorale di un solo elettore e la busta interna nella
quale deve essere contenuta la scheda o, in caso di votazione
contestuale per l’elezione della Camera dei deputati e del Senato
della Repubblica, le schede con l’espressione del voto;
2) accerta che il tagliando incluso nella busta esterna
appartenga ad un elettore incluso nell’elenco consolare degli
elettori temporaneamente all’estero che esercitano il diritto di voto
per corrispondenza;
3) accerta che la busta interna, contenente la scheda o le
schede con l’espressione del voto, sia chiusa, integra e non rechi
alcun segno di riconoscimento;
4) annulla le schede incluse in una busta che contiene piu’ di
un tagliando del certificato elettorale, o un tagliando di un
elettore che ha votato piu’ di una volta, o di un elettore non
inserito nell’elenco consolare, o infine contenute in una busta
aperta, lacerata o che reca segni di riconoscimento; in ogni caso
separa dal relativo tagliando del certificato elettorale la busta
interna recante la scheda o le schede annullate in modo tale che non
sia possibile procedere alla identificazione del voto;
5) forma plichi sigillati e firmati da tutti i componenti del
seggio, contenenti ciascuno centocinquanta buste interne validamente
inviate dagli elettori.
14. Delle operazioni descritte al comma 13 il presidente del seggio
speciale redige apposito verbale. I plichi contenenti le buste con le
schede di cui al comma 13, lettera b), numero 5), formati dal
presidente del seggio speciale unitamente a verbale di
accompagnamento, sono presi in consegna dal delegato del sindaco che,
anche a mezzo di propri incaricati, distribuisce un plico a ciascuno
degli uffici elettorali di sezione individuati ai sensi del primo
periodo del comma 11, fino ad esaurimento dei plichi stessi.
15. Gli uffici elettorali di sezione, individuati ai sensi del
primo periodo del comma 11, procedono alle operazioni di spoglio
delle schede votate dagli elettori di cui al comma 1. A tale fine:
a) il presidente procede all’apertura del plico formato dal
seggio speciale, previa verifica dell’integrita’ del medesimo,
accertando che il numero delle buste contenute nel plico sia
corrispondente a quello indicato nel verbale di accompagnamento;
procede successivamente all’apertura delle singole buste, imprimendo
il bollo della sezione sul retro di ciascuna scheda, nell’apposito
spazio;
b) uno scrutatore, individuato dal presidente, appone la propria
firma sul retro di ciascuna scheda e la inserisce nell’urna, una per
la Camera dei deputati ed una per il Senato della Repubblica, in uso
presso l’ufficio elettorale di sezione anche per contenere le schede
votate presso il medesimo ufficio;
c) procede, per l’elezione del Senato della Repubblica e per
l’elezione della Camera dei deputati, allo scrutinio congiunto delle
schede votate dagli elettori temporaneamente all’estero e delle
schede votate per la medesima elezione presso l’ufficio elettorale di
sezione;
d) procede, per l’elezione del Senato della Repubblica e per
l’elezione della Camera dei deputati, alla verbalizzazione unica del
risultato dello scrutinio delle schede votate presso il medesimo
ufficio e delle schede votate all’estero.
16. Alle operazioni di scrutinio delle schede votate dagli elettori
temporaneamente all’estero che esercitano il diritto di voto per
corrispondenza si applicano le disposizioni in vigore per lo
scrutinio delle schede votate nel territorio nazionale, in quanto non
diversamente disposto dal comma 15. Ai fini dell’esercizio del
diritto di voto per corrispondenza degli elettori temporaneamente
all’estero e dello svolgimento delle operazioni preliminari allo
scrutinio, si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni di
cui alla legge 27 dicembre 2001, n. 459, come modificato
dall’articolo 1 del presente decreto, e al relativo regolamento di
attuazione di cui al decreto del Presidente della Repubblica 2 aprile
2003, n. 104.
17. I comandanti dei reparti militari e di polizia impegnati nello
svolgimento di missioni internazionali ed i titolari degli uffici
diplomatici e consolari, o loro delegati, adottano ogni utile
iniziativa al fine di garantire il rispetto dei principi
costituzionali di liberta’, personalita’ e segretezza del voto.

Art. 3.

Ammissione ai seggi elettorali degli osservatori OSCE
1. In occasione delle elezioni politiche nell’anno 2008, in
attuazione degli impegni internazionali assunti dall’Italia
nell’ambito dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in
Europa (OSCE), e’ ammessa la presenza, presso gli uffici elettorali
di sezione, di osservatori elettorali internazionali. A tale fine,
gli osservatori internazionali sono preventivamente accreditati dal
Ministero degli affari esteri, che, almeno venti giorni prima della
data stabilita per il voto, trasmette al Ministero dell’interno
l’elenco nominativo per la successiva comunicazione ai prefetti di
ciascuna provincia ed ai sindaci. Gli osservatori internazionali non
possono in alcun modo interferire nello svolgimento delle operazioni
dell’ufficio elettorale di sezione.

Art. 4.

Esonero dalle sottoscrizioni delle liste
1. Per le elezioni politiche nell’anno 2008, in deroga ai primi due
periodi del comma 2 dell’articolo 18-bis del testo unico delle leggi
recanti norme per la elezione della Camera dei deputati di cui al
decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361, e
successive modificazioni, ed ai primi due periodi del comma 3
dell’articolo 9 del testo unico delle leggi recanti norme per
l’elezione del Senato della Repubblica di cui al decreto legislativo
20 dicembre 1993, n. 533, e successive modificazioni, nessuna
sottoscrizione e’ richiesta per le liste rappresentative di partiti o
gruppi politici presenti in una delle due Camere con almeno due
componenti di essa, ovvero presenti con due componenti al Parlamento
europeo alla data di entrata in vigore del presente decreto. Tale
rappresentativita’ e’ attestata, al momento della presentazione delle
liste, dalle dichiarazioni dei presidenti o segretari nazionali dei
suddetti partiti o gruppi politici ovvero dei legali rappresentanti
dei medesimi.

Art. 5.

Turno annuale ordinario delle elezioni amministrative nell’anno 2008
1. Le elezioni dei presidenti delle province, dei consigli
provinciali, dei sindaci e dei consigli comunali si svolgono,
limitatamente al turno annuale ordinario del 2008, tra il 1° aprile
ed il 15 giugno.
2. In occasione del turno elettorale di cui al comma 1, il termine
indicato dall’articolo 2 della legge 7 giugno 1991, n. 182, e
successive modificazioni, e’ posticipato al 27 febbraio 2008 e le
dimissioni del sindaco e del presidente della provincia presentate al
consiglio nei sette giorni successivi alla data del decreto di
scioglimento delle Camere diventano, in deroga a quanto previsto
dall’articolo 53, comma 3, del testo unico delle leggi
sull’ordinamento degli enti locali di cui al decreto legislativo
18 agosto 2000, n. 267, efficaci ed irrevocabili il 26 febbraio 2008.
3. Le dimissioni presentate anteriormente al periodo indicato nel
comma 2 e non ancora efficaci ed irrevocabili diventano efficaci ed
irrevocabili il 26 febbraio 2008.
4. I comuni sciolti ai sensi dell’articolo 143 del testo unico di
cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, sono inseriti nel
turno elettorale di cui al comma 1, qualora il periodo di durata
della gestione commissariale si concluda entro il termine antecedente
a quello fissato per la votazione.

Art. 6.

Commissioni elettorali circondariali
1. In previsione degli adempimenti affidati dalla legge alle
commissioni elettorali circondariali, da svolgere entro tempi
determinati e previsti dai procedimenti elettorali connessi alle
consultazioni politiche ed amministrative nell’anno 2008, il
prefetto, al fine di assicurare comunque il quorum funzionale alle
medesime commissioni, designa al presidente della Corte di appello
funzionari statali da nominare componenti aggiunti. Tali funzionari
partecipano ai lavori in caso di assenza ed impedimento degli altri
componenti titolari o supplenti e nelle more dell’eventuale
procedimento di decadenza previsto dall’articolo 23 del testo unico
delle leggi per la disciplina dell’elettorato attivo e per la tenuta
e la revisione delle liste elettorali di cui al decreto del
Presidente della Repubblica 20 marzo 1967, n. 223.

Art. 7.

Copertura finanziaria
1. All’onere derivante dall’attuazione del presente decreto si
provvede mediante utilizzo del Fondo da ripartire per fronteggiare le
spese derivanti dalle elezioni politiche, amministrative, del
Parlamento europeo e dall’attuazione dei referendum, iscritto
nell’ambito dello stato di previsione del Ministero dell’economia e
delle finanze per l’anno finanziario 2008, alla missione «Fondi da
ripartire», programma «Fondi da assegnare».

Art. 8.

Entrata in vigore
1. Il presente decreto entra in vigore il giorno stesso della sua
pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e
sara’ presentato alle Camere per la conversione in legge.
Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara’ inserito
nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica
italiana.
E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo
osservare.
Ricordiamo che l’unico testo definitivo è quello pubblicato sulla Gazzetta
Ufficiale a mezzo stampa.Fonte: http://wwww.gazzettaufficiale.it