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DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 28 Gennaio 2008 , n. 27

Regolamento recante disciplina dell'organizzazione, del funzionamento e dell'ordinamento contabile della Scuola superiore per la formazione e la specializzazione dei dirigenti della Pubblica amministrazione locale e delle Scuole regionali ed interregionali.

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Visto l’articolo 87 della Costituzione;
Visto l’articolo 17, comma 1, della legge 23 agosto 1988, n. 400;
Visto l’articolo 104 del testo unico delle leggi sull’ordinamento
degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n.
267;
Visto l’articolo 1, comma 19, lettera b), del decreto-legge
18 maggio 2006, n. 181, convertito, con modificazioni, dalla legge
17 luglio 2006, n. 233;
Ravvisata l’esigenza di disciplinare l’organizzazione, il
funzionamento e l’ordinamento contabile della Scuola superiore per la
formazione e la specializzazione di dirigenti della pubblica
amministrazione locale;
Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri in data
15 giugno 2006, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 158 del
10 luglio 2006, ed in particolare l’articolo 2, primo comma,
lettera f);
Vista la deliberazione preliminare del Consiglio dei Ministri,
adottata nella riunione del 7 settembre 2007;
Acquisito il parere della Conferenza Stato-citta’ ed autonomie
locali, espresso nella seduta del 15 novembre 2007;
Udito il parere del Consiglio di Stato, espresso dalla sezione
consultiva per gli atti normativi nell’adunanza del 17 dicembre 2007;
Vista la deliberazione definitiva del Consiglio dei Ministri,
adottata nella riunione dell’11 gennaio 2008;
Sulla proposta del Ministro per gli affari regionali e le autonomie
locali, di concerto con i Ministri dell’interno, dell’economia e
delle finanze e per le riforme e le innovazioni nella pubblica
amministrazione;
E m a n a
il seguente regolamento:
Art. 1.
Compiti della Scuola superiore per la formazione
e la specializzazione dei dirigenti della pubblica amministrazione
locale
1. La Scuola superiore per la formazione e la specializzazione dei
dirigenti della pubblica amministrazione locale, di seguito
denominata: «Scuola», prevista dall’articolo 104 del testo unico
delle leggi sull’ordinamento degli enti locali, di cui al decreto
legislativo 18 agosto 2000, n. 267, di seguito denominata: «legge»,
e’ disciplinata dalle disposizioni del presente regolamento.
2. La Scuola, in attuazione degli obiettivi strategici indicati dal
Consiglio nazionale di amministrazione dell’Agenzia autonoma per la
gestione dell’albo dei segretari comunali e provinciali, di seguito
denominato «Consiglio», e nel rispetto degli indirizzi annuali e
triennali per l’attivita’ amministrativa e la gestione dallo stesso
consiglio fissati in relazione al prevedibile andamento delle risorse
finanziarie, cura:
a) la formazione professionale dei segretari comunali e
provinciali ai fini del rilascio dell’abilitazione all’iscrizione al
relativo albo, nonche’ lo svolgimento dei corsi di specializzazione e
delle relative prove selettive per il conseguimento della idoneita’ a
segretario generale previsti dall’articolo 14 del decreto del
Presidente della Repubblica 4 dicembre 1997, n. 465;
b) il perfezionamento e l’aggiornamento professionale dei
segretari comunali e provinciali;
c) la formazione d’accesso alla qualifica dirigenziale,
l’aggiornamento professionale ed il perfezionamento del personale
della pubblica amministrazione locale che svolge funzioni
dirigenziali e direttive, nonche’ lo svolgimento di corsi e seminari
di aggiornamento e riqualificazione destinati ai dirigenti e al
personale in servizio presso gli enti locali il cui Consiglio sia
stato sciolto ai sensi dell’articolo 143 del decreto legislativo
18 agosto 2000, n. 267 o per i quali sia intervenuta dichiarazione di
dissesto;
d) lo svolgimento di percorsi formativi per gli amministratori
locali;
e) l’assistenza tecnica in materia di formazione al sistema delle
autonomie locali, nonche’ l’elaborazione, anche su incarico del
Ministro per gli affari regionali e le autonomie locali, di studi e
ricerche a sostegno della funzione di governo delle comunita’
rappresentate per la piena valorizzazione del principio di pari
ordinazione e di sussidiarieta’.
3. La Scuola puo’ stipulare convenzioni con Paesi appartenenti
all’Unione europea ai fini della formazione dei dirigenti nel campo
della cooperazione europea e della gestione dei fondi strutturali.
4. Le attivita’ formative di cui al comma 2, lettere c) e d), sono
svolte d’intesa con il Ministero dell’interno.
5. Nel rispetto della normativa vigente le attivita’ di formazione,
aggiornamento e perfezionamento danno luogo al rilascio di titoli
attestanti il superamento dei corsi e dei seminari svolti ed il grado
di profitto conseguito, esprimendolo con un giudizio sintetico anche
numerico.

Art. 2.
Organi della Scuola
1. Organi della Scuola sono il comitato tecnico scientifico ed il
direttore.

Art. 3.
Comitato di indirizzo tecnico-scientifico
1. Il comitato di indirizzo tecnico-scientifico, di seguito
denominato: «comitato», e’ composto, nel rispetto dell’equilibrio di
genere, da cinque esperti di comprovata esperienza e professionalita’
in materia di formazione, di organizzazione e di funzionamento della
pubblica amministrazione e del sistema delle autonomie locali.
2. I membri del comitato sono nominati dal presidente dell’Agenzia
autonoma per la gestione dell’albo dei segretari comunali e
provinciali, di seguito denominata: «Agenzia», tra le seguenti
categorie: professori universitari, ordinari o associati, di ruolo,
magistrati ordinari, amministrativi e contabili, avvocati dello
Stato, dirigenti pubblici di prima fascia, segretari comunali e
provinciali, dirigenti privati dotati di adeguata esperienza nel
settore della formazione. Uno dei componenti, con funzioni di
presidente, e’ designato dal Ministro per gli affari regionali e le
autonomie locali, uno dal Ministro dell’interno e due dalla
Conferenza Stato-citta’ ed autonomie locali. La nomina del quinto
componente e’ effettuata previa delibera del Consiglio. I componenti
del comitato restano in carica quattro anni e possono essere
confermati una sola volta. Il presidente convoca e presiede le sedute
del comitato. Partecipano alle riunioni del comitato, senza diritto
di voto, il direttore e, ove nominati, i due vice direttori della
scuola.
3. Ai cinque componenti del comitato e’ attribuito, per ogni seduta
alla quale partecipano, un gettone di presenza stabilito dal
Consiglio. La misura di tale gettone di presenza non puo’ comunque
superare l’ottanta per cento di quello spettante ai componenti del
Consiglio.
4. Sono demandati al comitato, nei limiti delle risorse finanziarie
assegnate dal Consiglio:
a) la programmazione della attivita’ didattica della Scuola
attraverso la deliberazione, su proposta del direttore, del piano
generale della formazione, con il connesso piano finanziario, recante
la attuazione degli indirizzi annuali e triennali e degli obiettivi
strategici e gestionali definiti dal Consiglio;
b) la definizione dei piani di studio per i corsi di abilitazione
e di formazione, nonche’ la definizione dei criteri e delle modalita’
di svolgimento delle prove di esame;
c) la formulazione del parere sulle convenzioni di cui
all’articolo 7, commi 3 e 4;
d) la verifica della conformita’ ai programmi di cui alla
lettera a) delle attivita’ didattiche espletate;
e) la valutazione della qualita’ e dei risultati dell’attivita’
formativa anche mediante gli organismi di cui all’articolo 2,
comma 138, e seguenti, del decreto-legge 3 ottobre 2006, n. 262,
convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2006, n. 286.

Art. 4.
Direttore e vicedirettori
1. Il direttore della Scuola:
a) propone al comitato lo schema del piano generale della
formazione, con il connesso piano finanziario, da svolgere,
direttamente o a mezzo di convenzioni, nel corso dell’anno
successivo;
b) assicura, in conformita’ agli obiettivi indicati dal
Consiglio, l’organizzazione ed il funzionamento della Scuola ed, in
particolare, lo svolgimento dell’attivita’ didattica secondo gli atti
di programmazione del comitato, adottando i provvedimenti necessari
alla loro attuazione;
c) cura i rapporti della Scuola con gli organi dell’Agenzia e le
relazioni esterne di rilievo istituzionale;
d) coordina le strutture territoriali della Scuola e verifica il
rispetto, da parte delle stesse, delle disposizioni relative allo
svolgimento delle attivita’ formative;
e) stipula, sentito il comitato, le convenzioni di cui
all’articolo 7, commi 3 e 4, e adotta i provvedimenti necessari alla
loro attuazione;
f) svolge tutte le attivita’ non espressamente attribuite alla
competenza di altri soggetti.
2. Nello svolgimento delle attivita’ di cui al comma 1 il direttore
e’ coadiuvato, qualora nominati, da non piu’ di due vice direttori
che operano secondo le direttive dallo stesso impartite e adottano
gli atti ad essi delegati.
3. Il direttore e’ nominato dal presidente dell’Agenzia, previa
delibera del Consiglio, ed e’ scelto tra esperti di comprovata
professionalita’ nei settori della formazione e della pubblica
amministrazione centrale e locale. Dura in carica quattro anni e puo’
essere confermato una sola volta.
4. I vicedirettori, su proposta del direttore, sono nominati dal
presidente, previa delibera del comitato tecnico-scientifico, scelti
fra i soggetti di cui al comma 3. I provvedimenti di nomina indicano
il vice direttore designato a sostituire il direttore in caso di
assenza, impedimento o vacanza e la durata che non puo’ comunque
eccedere la durata dell’incarico del direttore. I vice direttori
durano in carica quattro anni e possono essere confermati una sola
volta.
5. Il direttore, qualora dipendente dalle pubbliche
amministrazioni, conserva il trattamento economico fondamentale
relativo alla qualifica posseduta presso l’amministrazione di
appartenenza. Negli altri casi, il trattamento economico fondamentale
e’ determinato dal Consiglio in misura non superiore a quello
previsto per i segretari generali di classe 1 A. Al direttore compete
altresi’ un’indennita’ di funzione stabilita dal Consiglio in misura
comunque non superiore al 60 per cento del trattamento economico
fondamentale previsto per i segretari generali di classe 1 A.
6. I vicedirettori, qualora dipendenti dalle pubbliche
amministrazioni, conservano il trattamento economico fondamentale
relativo alla qualifica posseduta presso l’amministrazione di
appartenenza. Negli altri casi, il trattamento economico fondamentale
e’ determinato dal Consiglio in misura non superiore a quello
previsto per i segretari generali di classe 1 A. Ai vice direttori
compete altresi’ un’indennita’ di funzione stabilita dal Consiglio in
misura comunque non superiore al 40 per cento del trattamento
economico fondamentale previsto per i segretari generali di classe 1
A.
7. La spesa complessiva per le figure di cui al presente
articolo e’ posta a carico della Scuola e non puo’ eccedere i limiti
fissati, per tali specifiche esigenze, dal piano finanziario di cui
all’articolo 8, commi 2 e 3.
8. Il direttore e i vice direttori svolgono la loro attivita’
esclusivamente alle dipendenze della Scuola. Se in servizio presso
pubbliche amministrazioni, per la durata dell’incarico sono collocati
fuori ruolo ovvero in aspettativa secondo i rispettivi ordinamenti.
Il conferimento di ulteriori incarichi al direttore e ai
vicedirettori da parte di soggetti esterni devono essere autorizzati
dal presidente dell’Agenzia.

Art. 5.
Personale della Scuola
1. Per l’espletamento della propria attivita’ la Scuola si avvale
di personale docente e non docente.
2. Il direttore, previa deliberazione del comitato, su proposta del
presidente del comitato, affida gli incarichi di docenza annuali o
pluriennali per l’insegnamento delle discipline fondamentali per
l’attivita’ didattica della Scuola. Tali incarichi sono affidati ad
esperti scelti tra docenti universitari, magistrati, avvocati e
procuratori dello Stato, dirigenti delle amministrazioni pubbliche,
segretari comunali e provinciali e amministratori pubblici muniti di
curriculum di eccellenza e di competenze specifiche nelle materie
oggetto del programma formativo.
3. Il trattamento economico dei docenti della Scuola e’ determinato
dal Consiglio, tenendo conto anche di quello stabilito per i docenti
delle altre scuole di formazione e di aggiornamento professionale del
personale dirigenziale delle amministrazioni pubbliche e delle scuole
di organizzazione aziendale presso le universita’, in misura comunque
non superiore a quanto corrisposto ai propri docenti dalla Scuola
superiore della pubblica amministrazione.
4. Il contingente numerico del personale non docente per le
esigenze permanenti di organizzazione e gestione della Scuola e’
stabilito dal Consiglio, nei limiti e con le modalita’ stabilite
dalla legislazione vigente per le amministrazioni statali. Per le
attivita’ di organizzazione e di gestione, la Scuola puo’ avvalersi
di segretari comunali e provinciali collocati in disponibilita’ e di
personale distaccato o comandato dalle pubbliche amministrazioni e,
in particolare, dagli enti locali. Tale personale conserva il
trattamento economico del comparto di appartenenza. Le funzioni di
cui all’articolo 1, comma 2, lettera c), possono essere svolte anche
nei confronti del personale dipendente dell’Agenzia e della Scuola.
5. La spesa complessiva per il personale e’ posta a carico della
Scuola e non puo’ eccedere i limiti fissati, per tali specifiche
esigenze, dal piano finanziario di cui all’articolo 8, commi 2 e 3.
6. I segretari comunali e provinciali in disponibilita’, previa
deliberazione del Consiglio, possono essere autorizzati a prestare
servizio presso il Dipartimento per gli affari regionali, presso la
segreteria della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato,
le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, nonche’
presso la segreteria della Conferenza Stato-citta’ ed autonomie
locali, per l’espletamento di funzioni connesse alle proprie
competenze specialistiche. Per tutta la durata dell’utilizzo del
segretario l’Agenzia mantiene la titolarita’ del rapporto di lavoro
con gli stessi segretari.

Art. 6.
Organizzazione territoriale della Scuola
1. La Scuola dispone di una propria sede, individuata dall’Agenzia,
nonche’ di attrezzature per il suo autonomo funzionamento.
2. Allo svolgimento, in forma decentrata delle attivita’ di
specializzazione e di aggiornamento professionale, la Scuola puo’
provvedere attraverso proprie strutture territoriali. L’istituzione e
l’articolazione territoriale di dette strutture, nel numero massimo
di cinque, e’ stabilita dall’Agenzia conformemente agli obiettivi
strategici di cui all’articolo 1, comma 2.
3. L’organizzazione e il funzionamento delle strutture territoriali
di cui al comma 1 sono stabiliti dal direttore della Scuola. Le
attivita’ formative alle stesse demandate sono definite con le
modalita’ previste dall’articolo 3, comma 4, tenendo conto delle
esigenze di formazione emergenti a livello regionale e
interregionale.
4. Alle strutture territoriali di cui al comma 2 sono preposti dei
responsabili, nominati dal Presidente dell’Agenzia, previa
deliberazione del Consiglio, su proposta del direttore, alle cui
dipendenze operano. I responsabili di sede sono prioritariamente
scelti fra i dirigenti delle pubbliche amministrazioni, i quali sono
collocati fuori ruolo, secondo i rispettivi ordinamenti, per la
durata dell’incarico. I responsabili possono altresi’ essere
individuati, in misura non superiore alla meta’ dei posti
disponibili, fra esperti di comprovata professionalita’ nei settori
della formazione e della pubblica amministrazione centrale e locale.
5. La durata dell’incarico dei responsabili di sede e’ prevista nel
provvedimento di nomina e non puo’ comunque eccedere la durata
dell’incarico del direttore.
6. I dirigenti responsabili di sede, qualora dipendenti da
pubbliche amministrazioni, conservano il trattamento economico
fondamentale relativo alla qualifica posseduta presso
l’amministrazione di appartenenza. Agli stessi compete altresi’
un’indennita’ di funzione stabilita dal Consiglio in misura comunque
non superiore al 40 per cento del trattamento economico fondamentale
previsto per i segretari generali di classe 1 B. Qualora i
responsabili siano scelti fra esperti esterni alle pubbliche
amministrazioni, il trattamento economico fondamentale e’ determinato
dal Consiglio nella misura stabilita per i segretari generali di
classe 1 B. Agli stessi compete altresi’ un’indennita’ di funzione
stabilita dal consiglio in misura comunque non superiore al 40 per
cento del trattamento economico fondamentale previsto per i segretari
generali di classe 1 B.

Art. 7.
Finalita’ e modalita’ di svolgimento dell’attivita’
didattica della Scuola
1. L’attivita’ didattica e’ orientata alle finalita’ di cui
all’articolo 1, comma 2.
2. L’attivita’ didattica comprende interventi formativi e di
assistenza tecnica formativa, anche in materie economiche, di tecnica
della normazione giuridica, nonche’ di tecniche di valutazione
dell’efficacia e dell’efficienza dell’azione amministrativa, ed e’
realizzata utilizzando tra l’altro lo scambio di esperienze con
esponenti dell’imprenditoria pubblica e privata, nazionale,
comunitaria e internazionale, nonche’ di pubbliche amministrazioni
estere.
3. Per la realizzazione degli interventi formativi di aggiornamento
e di specializzazione, nonche’ di assistenza tecnica formativa, anche
in sede decentrata, il direttore puo’ stipulare, previo parere del
comitato, convenzioni con l’Agenzia per la formazione, con le scuole
di cui all’articolo 1, comma 580, della legge 27 dicembre 2006, n.
296, con le universita’, nonche’ con associazioni senza fini di lucro
ed altri istituti, enti e societa’ di formazione e di ricerca,
pubblici e privati, che presentino i necessari requisiti di
organizzazione e qualificazione professionale.
4. Oltre all’attuazione dei compiti di cui all’articolo 1, comma 3,
la Scuola, nel rispetto degli indirizzi generali fissati dal
Consiglio, puo’ stipulare con amministrazioni pubbliche centrali e
locali che lo richiedano, convenzioni annuali o pluriennali per lo
svolgimento, nei riguardi del rispettivo personale che espleta
funzioni dirigenziali, anche in forma personalizzata, delle attivita’
di formazione di cui all’articolo 1, comma 2, lettere c) e d). Gli
oneri relativi a tali convenzioni gravano sulle amministrazioni
richiedenti.

Art. 8.
Ordinamento contabile della Scuola
1. Le attivita’ ed il funzionamento della Scuola sono finanziate
con il fondo di cui all’articolo 102, commi 5 e 6, del decreto
legislativo 18 agosto 2000, n. 267, e con i proventi derivanti dalle
eventuali convenzioni di cui all’articolo 7, comma 4.
2. Il direttore, previa deliberazione del comitato, presenta al
Consiglio, entro il 31 ottobre di ogni anno, il piano generale della
formazione, unitamente al piano finanziario, nel quale sono indicate
separatamente per la sede centrale della scuola e per ogni sua
struttura territoriale, le spese amministrative di funzionamento, le
spese di docenza e quelle di organizzazione di corsi. In ogni caso le
spese amministrative e di funzionamento non possono eccedere la
percentuale stabilita annualmente dal Consiglio con riferimento alle
risorse attribuite.
3. Il Consiglio, entro il successivo mese di novembre, approva il
piano generale della formazione con il connesso piano finanziario,
tenendo distinte le risorse dirette alle attivita’ formative dei
segretari comunali e provinciali da quelle destinate alle attivita’
formative del personale della pubblica amministrazione locale che
espleta funzioni dirigenziali e degli amministratori locali, nonche’
da quelle necessarie per il funzionamento generale della Scuola e
assegna i necessari finanziamenti.
4. Per la gestione delle entrate e delle spese, affidate al
direttore della Scuola, si applicano, in quanto compatibili, gli
articoli 24, 26, 27, 28, 29 e 30, commi 1 e 2, del decreto del
Presidente della Repubblica 4 dicembre 1997, n. 465.

Art. 9.
Rendiconto e relazione annuale
sull’attivita’ della Scuola
1. Ai fini dell’approvazione da parte del Consiglio del rendiconto
generale della gestione ai sensi dell’articolo 31 del decreto del
Presidente della Repubblica 4 dicembre 1997, n. 465, entro il 20 del
mese di gennaio dell’anno successivo il direttore della Scuola
presenta il rendiconto annuale redatto secondo le istruzioni dello
stesso Consiglio, comprensivo di una relazione illustrativa
dell’attivita’ svolta nell’anno precedente sia a livello centrale che
territoriale corredata del referto delle verifiche effettuate dal
comitato ai sensi dell’articolo 3, comma 4, lettera d).
2. Le disponibilita’ finanziarie non utilizzate sono
contestualmente restituite all’Agenzia.

Art. 10.
Abrogazioni e disposizioni transitorie
1. All’entrata in vigore del presente regolamento i provvedimenti
di conferimento degli incarichi di direttore, vice direttore e del
comitato tecnico scientifico della Scuola nazionale, nonche’ quelli
dei direttori delle Scuole regionali e interregionali, decadono se
non confermati nel termine di sessanta giorni. In caso di mancata
conferma i nuovi incarichi sono attribuiti nel termine di trenta
giorni dalla scadenza del termine per la conferma.
2. Fino alla adozione delle deliberazioni con le quali il
Consiglio, ai sensi dell’articolo 6, costituisce le nuove strutture
territoriali, le scuole regionali e interregionali operanti alla data
di entrata in vigore del presente regolamento provvedono allo
svolgimento dell’attivita’ didattica in forma decentrata.
3. Il decreto del Presidente della Repubblica 20 ottobre 1998, n.
396, e’ abrogato.
4. Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo a
quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana.
Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara’ inserito
nella Raccolta ufficiale della Repubblica italiana. E’ fatto obbligo
a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.
Ricordiamo che l’unico testo definitivo è quello pubblicato sulla Gazzetta
Ufficiale a mezzo stampa.Fonte: http://wwww.gazzettaufficiale.it