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DECRETO LEGISLATIVO 28 febbraio 2008, n. 32

Modifiche e integrazioni al decreto legislativo 6 febbraio 2007, n. 30, recante attuazione della direttiva 2004/38/CE relativa al diritto dei cittadini dell'Unione e loro familiari di circolare e di soggiornare liberamente nel territorio degli Stati membri.

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione;
Vista la direttiva 2004/38/CE del Parlamento europeo e del
Consiglio, del 29 aprile 2004, relativa al diritto dei cittadini
dell’Unione e dei loro familiari di circolare e di soggiornare
liberamente nel territorio degli Stati membri;
Vista la legge 18 aprile 2005, n. 62, recante disposizioni per
l’adempimento di obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia
alle Comunita’ Europee - Legge Comunitaria 2004, che ha delegato il
Governo a recepire la citata direttiva 2004/38/CE, compresa
nell’elenco di cui all’allegato B della legge stessa;
Visto il decreto legislativo 6 febbraio 2007, n. 30, recante
attuazione della direttiva 2004/38/CE relativa al diritto dei
cittadini dell’Unione e dei loro familiari di circolare e di
soggiornare liberamente sul territorio degli Stati membri;
Visto l’articolo 1, comma 5, della legge 18 aprile 2005, n. 62, che
autorizza il Governo ad emanare disposizioni integrative e correttive
dei decreti legislativi di attuazione delle direttive comprese negli
elenchi allegati alla medesima legge entro diciotto mesi dalla data
di entrata in vigore dei provvedimenti stessi;
Vista la legge 23 agosto 1988, n. 400, e successive modificazioni,
recante disciplina dell’attivita’ di Governo e ordinamento della
Presidenza del Consiglio dei Ministri;
Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri,
adottata nella riunione del 28 dicembre 2007;
Acquisiti i pareri delle competenti Commissioni della Camera dei
deputati e del Senato della Repubblica;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 27 febbraio 2008;
Sulla proposta del Ministro per le politiche europee e del Ministro
dell’interno, di concerto con i Ministri degli affari esteri,
dell’economia e delle finanze e della giustizia;
E m a n a
il seguente decreto legislativo:
Art. 1.
Modifiche al decreto legislativo 6 febbraio 2007, n. 30
1. Al decreto legislativo 6 febbraio 2007, n. 30, sono apportate le
seguenti modifiche:
a) all’articolo 5 del decreto legislativo 6 febbraio 2007, n. 30,
e’ aggiunto, in fine, il seguente comma: «5-bis. In ragione della
prevista durata del suo soggiorno, il cittadino dell’Unione o il suo
familiare puo’ presentarsi ad un ufficio di polizia per dichiarare la
propria presenza nel territorio nazionale, secondo le modalita’
stabilite con decreto del Ministro dell’interno da adottare entro
trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente
disposizione. Qualora non sia stata effettuata tale dichiarazione di
presenza, si presume, salvo prova contraria, che il soggiorno si sia
protratto da oltre tre mesi.»;
b) all’articolo 18, comma 2, sono aggiunte, in fine, le seguenti
parole: «, che costituisce causa di cancellazione anagrafica»;
c) l’articolo 20 e’ sostituito dal seguente:
«Art. 20.
Limitazioni al diritto di ingresso e di soggiorno
1. Salvo quanto previsto dall’articolo 21, il diritto di ingresso e
soggiorno dei cittadini dell’Unione o dei loro familiari, qualsiasi
sia la loro cittadinanza, puo’ essere limitato con apposito
provvedimento solo per: motivi di sicurezza dello Stato; motivi
imperativi di pubblica sicurezza; altri motivi di ordine pubblico o
di pubblica sicurezza.
2. I motivi di sicurezza dello Stato sussistono anche quando la
persona da allontanare appartiene ad una delle categorie di cui
all’articolo 18 della legge 22 maggio 1975, n. 152, ovvero vi sono
fondati motivi di ritenere che la sua permanenza nel territorio dello
Stato possa in qualsiasi modo agevolare organizzazioni o attivita’
terroristiche, anche internazionali.
3. I motivi imperativi di pubblica sicurezza sussistono quando la
persona da allontanare abbia tenuto comportamenti che costituiscono
una minaccia concreta, effettiva e grave ai diritti fondamentali
della persona ovvero all’incolumita’ pubblica, rendendo urgente
l’allontanamento perche’ la sua ulteriore permanenza sul territorio
e’ incompatibile con la civile e sicura convivenza. Ai fini
dell’adozione del provvedimento, si tiene conto anche di eventuali
condanne, pronunciate da un giudice italiano o straniero, per uno o
piu’ delitti non colposi, consumati o tentati, contro la vita o
l’incolumita’ della persona, o per uno o piu’ delitti corrispondenti
alle fattispecie indicate nell’articolo 8 della legge 22 aprile 2005,
n. 69, di eventuali ipotesi di applicazione della pena su richiesta a
norma dell’articolo 444 del codice di procedura penale per i medesimi
delitti, ovvero dell’appartenenza a taluna delle categorie di cui
all’articolo 1 della legge 27 dicembre 1956, n. 1423, e successive
modificazioni, o di cui all’articolo 1 della legge 31 maggio 1965, n.
575, e successive modificazioni, nonche’ di misure di prevenzione o
di provvedimenti di allontanamento disposti da autorita’ straniere.
4. I provvedimenti di allontanamento sono adottati nel rispetto del
principio di proporzionalita’ e non possono essere motivati da
ragioni di ordine economico, ne’ da ragioni estranee ai comportamenti
individuali dell’interessato che rappresentino una minaccia concreta
e attuale all’ordine pubblico o alla pubblica sicurezza. L’esistenza
di condanne penali non giustifica di per se’ l’adozione di tali
provvedimenti.
5. Nell’adottare un provvedimento di allontanamento, si tiene conto
della durata del soggiorno in Italia dell’interessato, della sua
eta’, della sua situazione familiare e economica, del suo stato di
salute, della sua integrazione sociale e culturale nel territorio
nazionale e dell’importanza dei suoi legami con il Paese di origine.
6. I titolari del diritto di soggiorno permanente di cui
all’articolo 14 possono essere allontanati dal territorio nazionale
solo per motivi di sicurezza dello Stato, per motivi imperativi di
pubblica sicurezza o per altri gravi motivi di ordine pubblico o di
pubblica sicurezza.
7. I beneficiari del diritto di soggiorno che hanno soggiornato nel
territorio nazionale nei precedenti dieci anni o che siano minorenni
possono essere allontanati solo per motivi di sicurezza dello Stato o
per motivi imperativi di pubblica sicurezza, salvo l’allontanamento
sia necessario nell’interesse stesso del minore, secondo quanto
previsto dalla Convenzione sui diritti del fanciullo del 20 novembre
1989, ratificata con legge 27 maggio 1991, n. 176.
8. Le malattie o le infermita’ che possono giustificare limitazioni
alla liberta’ di circolazione nel territorio nazionale sono solo
quelle con potenziale epidemico individuate dall’Organizzazione
mondiale della sanita’, nonche’ altre malattie infettive o
parassitarie contagiose, sempreche’ siano oggetto di disposizioni di
protezione che si applicano ai cittadini italiani. Le malattie che
insorgono successivamente all’ingresso nel territorio nazionale non
possono giustificare l’allontanamento.
9. Il Ministro dell’interno adotta i provvedimenti di
allontanamento per motivi imperativi di pubblica sicurezza dei
soggetti di cui al comma 7, nonche’ i provvedimenti di allontanamento
per motivi di ordine pubblico o di sicurezza dello Stato. Negli altri
casi, i provvedimenti di allontanamento sono adottati dal prefetto
del luogo di residenza o dimora del destinatario.
10. I provvedimenti di allontanamento sono motivati, salvo che vi
ostino motivi attinenti alla sicurezza dello Stato. Se il
destinatario non comprende la lingua italiana, il provvedimento e’
accompagnato da una traduzione del suo contenuto, anche mediante
appositi formulari, sufficientemente dettagliati, redatti in una
lingua a lui comprensibile o, se cio’ non e’ possibile per
indisponibilita’ di personale idoneo alla traduzione del
provvedimento in tale lingua, comunque in una delle lingue francese,
inglese, spagnola o tedesca, secondo la preferenza indicata
dall’interessato. Il provvedimento e’ notificato all’interessato e
riporta le modalita’ di impugnazione e, salvo quanto previsto al
comma 11, indica il termine stabilito per lasciare il territorio
nazionale che non puo’ essere inferiore ad un mese dalla data della
notifica e, nei casi di comprovata urgenza, puo’ essere ridotto a
dieci giorni. Il provvedimento indica anche la durata del divieto di
reingresso che non puo’ essere superiore a dieci anni nei casi di
allontanamento per i motivi di sicurezza dello Stato e a cinque anni
negli altri casi.
11. Il provvedimento di allontanamento per motivi di sicurezza
dello Stato e per motivi imperativi di pubblica sicurezza e’
immediatamente eseguito dal questore e si applicano le disposizioni
di cui all’articolo 13, comma 5-bis, del decreto legislativo
25 luglio 1998, n. 286.
12. Nei casi di cui al comma 10, se il destinatario del
provvedimento di allontanamento si trattiene oltre il termine
fissato, il questore dispone l’esecuzione immediata del provvedimento
di allontanamento dell’interessato dal territorio nazionale. Si
applicano, per la convalida del provvedimento del questore, le
disposizioni del comma 11.
13. Il destinatario del provvedimento di allontanamento puo’
presentare domanda di revoca del divieto di reingresso dopo che,
dall’esecuzione del provvedimento, sia decorsa almeno la meta’ della
durata del divieto, e in ogni caso decorsi tre anni. Nella domanda
devono essere addotti gli argomenti intesi a dimostrare l’avvenuto
oggettivo mutamento delle circostanze che hanno motivato la decisione
di vietarne il reingresso nel territorio nazionale. Sulla domanda,
entro sei mesi dalla sua presentazione, decide con atto motivato
l’autorita’ che ha emanato il provvedimento di allontanamento.
Durante l’esame della domanda l’interessato non ha diritto di
ingresso nel territorio nazionale.
14. Il destinatario del provvedimento di allontanamento che rientra
nel territorio nazionale in violazione del divieto di reingresso, e’
punito con la reclusione fino a due anni, nell’ipotesi di
allontanamento per motivi di sicurezza dello Stato, ovvero fino ad un
anno, nelle altre ipotesi. Il giudice puo’ sostituire la pena della
reclusione con la misura dell’allontanamento immediato con divieto di
reingresso nel territorio nazionale, per un periodo da cinque a dieci
anni. L’allontanamento e’ immediatamente eseguito dal questore, anche
se la sentenza non e’ definitiva.
15. Si applica la pena detentiva della reclusione fino a tre anni
in caso di reingresso nel territorio nazionale in violazione della
misura dell’allontanamento disposta ai sensi del comma 14, secondo
periodo.
16. Nei casi di cui ai commi 14 e 15 si procede con rito
direttissimo. In caso di condanna, salvo che il giudice provveda ai
sensi del comma 14, secondo periodo, e’ sempre adottato un nuovo
provvedimento di allontanamento immediatamente esecutivo, al quale si
applicano le norme del comma 11.
17. I provvedimenti di allontanamento di cui al presente
articolo sono adottati tenendo conto anche delle segnalazioni
motivate del sindaco del luogo di residenza o di dimora del
destinatario del provvedimento.»;
d) dopo l’articolo 20 sono inseriti i seguenti:
«Art.20-bis.
Procedimento penale pendente a carico del destinatario
del provvedimento di allontanamento
1. Qualora il destinatario del provvedimento di allontanamento di
cui all’articolo 20, commi 11 e 12, sia sottoposto a procedimento
penale, si applicano le disposizioni di cui all’articolo 13, commi 3,
3-bis, 3-ter, 3-quater e 3-quinquies, del decreto legislativo
25 luglio 1998, n. 286.
2. Il nulla osta di cui all’articolo 13, comma 3, del decreto
legislativo 25 luglio 1998, n. 286, si intende concesso qualora
l’autorita’ giudiziaria non provveda entro quarantotto ore dalla data
di ricevimento della richiesta.
3. Non si da’ luogo alla sentenza di cui all’articolo 13,
comma 3-quater, del citato decreto legislativo n. 286 del 1998,
qualora si proceda per i reati di cui all’articolo 380 del codice di
procedura penale.
4. Quando il procedimento penale pendente sia relativo ai reati di
cui all’articolo 380 del codice di procedura penale, si puo’
procedere all’allontanamento solo nell’ipotesi in cui il soggetto non
sia sottoposto a misura cautelare detentiva per qualsiasi causa.
5. In deroga alle disposizioni sul divieto di reingresso, il
destinatario del provvedimento di allontanamento, sottoposto ad un
procedimento penale ovvero parte offesa nello stesso, puo’ essere
autorizzato a rientrare nel territorio dello Stato, dopo l’esecuzione
del provvedimento, per il tempo strettamente necessario all’esercizio
del diritto di difesa, al solo fine di partecipare al giudizio o di
compiere atti per i quali e’ necessaria la sua presenza. Salvo che la
presenza dell’interessato possa procurare gravi turbative o grave
pericolo all’ordine pubblico o alla sicurezza pubblica,
l’autorizzazione e’ rilasciata dal questore, anche per il tramite di
una rappresentanza diplomatica o consolare, su documentata richiesta
del destinatario del provvedimento di allontanamento, o del suo
difensore.
Art.20-ter.
Autorita’ giudiziaria competente per la convalida
dei provvedimenti del questore
1. Ai fini della convalida dei provvedimenti emessi dal questore ai
sensi degli articoli 20 e 20-bis, e’ competente il tribunale
ordinario in composizione monocratica.»;
e) gli articoli 21 e 22 sono sostituiti dai seguenti:
«Art. 21.
Allontanamento per cessazione delle condizioni che determinano
il diritto di soggiorno
1. Il provvedimento di allontanamento dei cittadini degli altri
Stati membri dell’Unione europea o dei loro familiari, qualunque sia
la loro cittadinanza, puo’ altresi’ essere adottato quando vengono a
mancare le condizioni che determinano il diritto di soggiorno
dell’interessato ai sensi degli articoli 6, 7 e 13 e salvo quanto
previsto dagli articoli 11 e 12.
2. Il provvedimento di cui al comma 1 e’ adottato dal prefetto,
territorialmente competente secondo la residenza o dimora del
destinatario, anche su segnalazione motivata del sindaco del luogo di
residenza o dimora, con atto motivato e notificato all’interessato.
Il provvedimento e’ adottato tenendo conto della durata del soggiorno
dell’interessato, della sua eta’, della sua salute, della sua
integrazione sociale e culturale e dei suoi legami con il Paese di
origine. Il provvedimento riporta le modalita’ di impugnazione,
nonche’ il termine per lasciare il territorio nazionale, che non puo’
essere inferiore ad un mese. Se il destinatario non comprende la
lingua italiana, si applicano le disposizioni di cui all’articolo 20,
comma 10.
3. Unitamente al provvedimento di allontanamento e’ consegnata
all’interessato una attestazione di obbligo di adempimento
dell’allontanamento, secondo le modalita’ stabilite con decreto del
Ministro dell’interno e del Ministro degli affari esteri, da
presentare presso un consolato italiano. Il provvedimento di
allontanamento di cui al comma 1 non puo’ prevedere un divieto di
reingresso sul territorio nazionale.
4. Qualora il cittadino dell’Unione o il suo familiare allontanato
sia individuato sul territorio dello Stato oltre il termine fissato
nel provvedimento di allontanamento, senza aver provveduto alla
presentazione dell’attestazione di cui al comma 3, e’ punito con
l’arresto da un mese a sei mesi e con l’ammenda da 200 a 2.000 euro.
Art. 22.
Ricorsi avverso i provvedimenti di allontanamento
1. Avverso il provvedimento di allontanamento per motivi di
sicurezza dello Stato di cui all’articolo 20, commi 1 e 2, e per
motivi di ordine pubblico puo’ essere presentato ricorso al Tribunale
amministrativo regionale del Lazio, sede di Roma.
2. Avverso il provvedimento di allontanamento per motivi di
pubblica sicurezza, per motivi imperativi di pubblica sicurezza e per
i motivi di cui all’articolo 21 puo’ essere presentato ricorso entro
venti giorni dalla notifica, a pena di inammissibilita’, al tribunale
ordinario in composizione monocratica in cui ha sede l’autorita’ che
lo ha adottato. La parte puo’ stare in giudizio personalmente.
3. I ricorsi di cui ai commi 1 e 2, sottoscritti personalmente
dall’interessato, possono essere presentati anche per il tramite di
una rappresentanza diplomatica o consolare italiana; in tale caso
l’autenticazione della sottoscrizione e l’inoltro all’autorita’
giudiziaria italiana sono effettuati dai funzionari della
rappresentanza. La procura speciale al patrocinante legale e’
rilasciata avanti all’autorita’ consolare, presso cui sono eseguite
le comunicazioni relative al procedimento.
4. I ricorsi di cui ai commi 1 e 2 possono essere accompagnati da
una istanza di sospensione dell’esecutorieta’ del provvedimento di
allontanamento. Fino all’esito dell’istanza di cui al presente comma,
l’efficacia del provvedimento impugnato resta sospesa, salvo che il
provvedimento di allontanamento si basi su una precedente decisione
giudiziale ovvero sia fondato su motivi di sicurezza dello Stato o su
motivi imperativi di pubblica sicurezza.
5. Sul ricorso di cui al comma 2, il tribunale decide a norma degli
articoli 737, e seguenti, del codice di procedura civile. Qualora i
tempi del procedimento dovessero superare il termine entro il quale
l’interessato deve lasciare il territorio nazionale ed e’ stata
presentata istanza di sospensione ai sensi del comma 4, il giudice
decide con priorita’ sulla stessa prima della scadenza del termine
fissato per l’allontanamento.
6. Al cittadino comunitario o al suo familiare, qualunque sia la
sua cittadinanza, cui e’ stata negata la sospensione del
provvedimento di allontanamento sono consentiti, a domanda,
l’ingresso ed il soggiorno nel territorio nazionale per partecipare
al procedimento di ricorso, salvo che la sua presenza possa procurare
gravi turbative o grave pericolo all’ordine pubblico o alla sicurezza
pubblica. L’autorizzazione e’ rilasciata dal questore anche per il
tramite di una rappresentanza diplomatica o consolare su documentata
richiesta dell’interessato.
7. Nel caso in cui il ricorso e’ respinto, l’interessato presente
sul territorio dello Stato deve lasciare immediatamente il territorio
nazionale.».

Art. 2.
Disposizione finanziaria
1. All’onere derivante dalla traduzione del provvedimento di
allontanamento ai sensi dell’articolo 1, comma 1, lettera c),
valutato in euro 370.000 per l’anno 2008, in euro 333.000 per l’anno
2009 ed euro 296.000 a decorrere dall’anno 2010, si provvede mediante
corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto ai fini del
bilancio triennale 2008-2010 nell’Unita’ previsionale di base «Oneri
comuni di parte corrente», istituita nell’ambito del programma «Fondi
di riserva speciali» dello stato di previsione del Ministero
dell’economia e delle finanze per l’anno 2008, allo scopo
parzialmente utilizzando l’accantonamento relativo al Ministero
dell’interno.
2. Il Ministro dell’interno provvede al monitoraggio degli oneri di
cui al comma 1, informando tempestivamente il Ministero dell’economia
e delle finanze, anche ai fini dell’adozione dei provvedimenti
correttivi di cui all’articolo 11-ter, comma 7, della legge 5 agosto
1978, n. 468, e successive modificazioni. Gli eventuali decreti
emanati ai sensi dell’articolo 7, secondo comma, n. 2), della legge
5 agosto 1978, n. 468, prima della data di entrata in vigore dei
provvedimenti o delle misure di cui al primo periodo, sono
tempestivamente trasmessi alle Camere, corredati da apposite
relazioni illustrative.

Art. 3.
Entrata in vigore
1. Il presente decreto entra in vigore il giorno successivo a
quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana.
Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara’ inserito
nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica
italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo
osservare.
Ricordiamo che l’unico testo definitivo è quello pubblicato sulla Gazzetta
Ufficiale a mezzo stampa.Fonte: http://wwww.gazzettaufficiale.it