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DECRETO LEGISLATIVO 28 febbraio 2008 - , n. 35

Coordinamento delle disposizioni in materia di elezioni del Consiglio direttivo della Corte di cassazione e dei consigli giudiziari, a norma dell'articolo 7, comma 1, della legge 30 luglio 2007, n. 111.

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione;
Vista la legge 30 luglio 2007, n. 111, recante modifiche alle norme
sull’ordinamento giudiziario, in particolare l’articolo 7 che
conferisce delega al Governo per l’adozione di uno o piu’ decreti
legislativi per il coordinamento delle norme che costituiscono
l’ordinamento giudiziario e per l’abrogazione espressa delle
disposizioni ritenute non piu’ vigenti;
Visto il regio decreto 30 gennaio 1941, n. 12, recante norme
sull’ordinamento giudiziario e successive modificazioni;
Visto il decreto legislativo 27 gennaio 2006, n. 25, recante norme
sulla istituzione del Consiglio direttivo della Corte di cassazione e
nuova disciplina dei Consigli giudiziari, a norma dell’articolo 1,
comma 1, lettera c), della legge 25 luglio 2005, n. 150, e successive
modificazioni;
Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri,
adottata nella riunione dell’11 gennaio 2008;
Acquisiti i pareri delle competenti Commissioni della Camera dei
deputati e del Senato della Repubblica;
Ritenuto di non aderire alla indicazione di modifica avanzata dalla
Commissione giustizia del Senato in ordine all’articolo 3, comma 2,
nella parte in cui stabilisce che i magistrati della Direzione
nazionale antimafia votano presso uno degli uffici elettorali del
distretto della Corte di appello di Roma, indicazione, non condivisa
dalla Commissione giustizia della Camera dei deputati; infatti i
magistrati della Direzione nazionale antimafia non svolgono funzioni
di legittimita’, tanto che, diversamente da quelli esercenti tali
funzioni, sono soggetti alla disciplina di cui all’articolo 11-bis
del codice di procedura penale e, a norma dell’articolo 23, secondo
comma, lettera b), della legge 24 marzo 1958, n. 195, come modificato
dall’articolo 5 della legge 29 marzo 2002, n. 44, possono essere
eletti al Consiglio superiore della magistratura nella sola aliquota
dei magistrati requirenti di merito; cio’ impone, sul piano
sistematico, di interpretare l’articolo 1 del decreto legislativo
27 gennaio 2006, n. 25, come sostituito dall’articolo 4, comma 1,
della legge 30 luglio 2007, n. 111, nel senso che tale elettorato
compete soltanto ai magistrati «in servizio» presso la Corte di
cassazione e la Procura generale ove esplicano le proprie funzioni;
Ritenuto altresi’ di non aderire alle indicazioni di modifica
avanzate dalla Commissione giustizia del Senato in ordine
all’articolo 6, commi 2 e 3, atteso che la durata del termine per
proporre reclamo appare comunque sufficiente e non sono contemplate
ulteriori forme di impugnazione al di fuori del reclamo e che la
norma corrisponde a quella contenuta nel previgente articolo 10,
comma 4, del decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato
13 settembre 1946, n. 264;
Ritenuto di non aderire alle indicazioni di modifica avanzate dalle
Commissioni in ordine all’articolo 3, comma 2, relative alla
possibilita’ per tutti i magistrati fuori ruolo di votare
nell’ufficio elettorale del distretto della Corte d’appello di Roma,
in quanto per i magistrati fuori ruolo che svolgono incarichi presso
il Ministero della giustizia il parere per la valutazione di
professionalita’ e’ espresso dal Consiglio di amministrazione ai
sensi dell’articolo 11 del decreto legislativo 27 gennaio 2006, n.
160, mentre per i magistrati fuori ruolo in servizio presso il
Consiglio superiore della magistratura, il parere e’ gia’ espresso
dallo stesso organo cui e’ devoluta la competenza a formulare il
giudizio;
Ritenuto di non aderire alle indicazioni di modifica avanzate dalla
Commissione della Camera dei deputati in ordine all’articolo 3,
comma 1, in ordine alla costituzione di uffici elettorali distaccati
anche nelle ipotesi di uffici che nel distretto non superino le 300
unita’ per evitare la eccessiva frammentazione degli stessi e un
appesantimento dell’organizzazione delle attivita’ elettorali;
Ritenuto di accogliere le indicazioni di modifica del testo
contenute nei suddetti pareri delle Commissioni parlamentari, ad
eccezione di quelle precedentemente esposte;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 27 febbraio 2008;
Sulla proposta del Ministro della giustizia;
E m a n a
il seguente decreto legislativo:
Art. 1.
Epoca delle elezioni e termine per la nomina
dei componenti avvocato e professore universitario
1. Ogni quattro anni, nella prima domenica e nel lunedi’ successivo
del mese di aprile, i magistrati ordinari ed i giudici di pace in
servizio negli uffici compresi nella circoscrizione di ciascun
distretto di Corte di appello e presso la Corte di cassazione
procedono alle elezioni dei componenti del consiglio giudiziario e
del consiglio direttivo della Corte di cassazione.
2. Qualora nella prima domenica di aprile cada la festivita’ della
Pasqua, le elezioni si terranno la domenica ed il lunedi’
immediatamente successivi.
3. Entro i termini di cui ai commi 1 e 2 vengono nominati i
componenti avvocato e professore universitario.

Art. 2.
Uffici elettorali
1. Entro il martedi’ precedente lo svolgimento delle elezioni, sono
costituiti l’ufficio elettorale presso la Corte di cassazione e gli
uffici elettorali presso ciascuna Corte di appello.
2. L’ufficio centrale presso la Corte di cassazione e’ composto dal
primo presidente della Corte e da cinque magistrati ivi in servizio
estratti a sorte in presenza del primo presidente e dei due
presidenti di sezione con maggiore anzianita’ di servizio. Gli uffici
elettorali per i magistrati ordinari ed i giudici di pace sono
costituiti presso le Corti di appello e sono composti dal presidente
della Corte e da cinque magistrati ivi in servizio estratti a sorte
con le stesse modalita’. In caso di impedimento dei presidenti di
sezione presso la Corte d’appello l’estrazione avviene alla presenza
di due consiglieri della Corte stessa aventi la maggiore anzianita’.
3. Il primo presidente della Corte di cassazione puo’ delegare il
presidente aggiunto o uno dei presidenti di sezione della Cassazione
a presiedere l’ufficio elettorale. Il presidente della Corte di
appello puo’ delegare uno dei presidenti di sezione o uno dei
consiglieri anziani.
4. Ogni ufficio elettorale nomina un vice presidente che coadiuva
il presidente e lo sostituisce in caso di assenza; le funzioni di
segretario sono svolte dal componente avente minore anzianita’ di
servizio.
5. Le liste di candidati sono presentate all’ufficio elettorale
competente entro il giovedi’ precedente lo svolgimento delle
elezioni, unitamente alle firme dei sottoscrittori; a ciascuna di
esse viene attribuito un numero progressivo secondo l’ordine di
presentazione.
6. Scaduto tale termine, nei due giorni successivi, ogni ufficio
elettorale verifica che le liste siano conformi, in base alle
rispettive attribuzioni, alle disposizioni di cui agli articoli 4, 12
e 12-ter del decreto legislativo 27 gennaio 2006, n. 25, e successive
modificazioni.

Art. 3.
Articolazione degli uffici elettorali
1. Se l’organico dei magistrati ordinari e dei giudici di pace
degli uffici del distretto supera le trecento unita’, il presidente
della Corte costituisce, oltre agli uffici elettorali con sede nel
capoluogo del distretto, ulteriori uffici elettorali distaccati, sia
per i magistrati ordinari sia per i giudici di pace, presso uno o
piu’ degli uffici del distretto ove sono ammessi a votare
rispettivamente, in relazione al rispettivo ambito territoriale, non
piu’ di trecento magistrati e giudici di pace. Sono comunque
costituiti uffici elettorali distaccati presso le sezioni distaccate
di Corte di appello ove votano i magistrati, ordinari o onorari, in
servizio nel rispettivo ambito territoriale. I presidenti di tali
uffici elettorali sono nominati dal presidente della Corte di appello
tra i presidenti di sezione e, in mancanza, tra i giudici del
tribunale nel cui circondario sono istituiti ed i componenti tra i
magistrati, in numero di tre, in servizio negli uffici del rispettivo
ambito territoriale.
2. Il presidente della Corte di appello procede alla formazione di
appositi elenchi, distinti tra magistrati ordinari e giudici di pace,
con l’indicazione nominativa di tutti gli aventi diritto al voto e
dell’ufficio elettorale dove ciascuno di essi deve votare. Tali
elenchi sono affissi nell’atrio della Corte il giorno della votazione
e copia di essi e’ consegnata ai presidenti degli uffici elettorali.
I magistrati o i giudici di pace aventi diritto al voto, che per
qualsiasi ragione non sono stati inclusi in detti elenchi, votano
presso l’ufficio elettorale principale se ne hanno diritto. I
magistrati della Direzione nazionale antimafia votano presso
l’ufficio elettorale con sede nel capoluogo del distretto della Corte
di appello di Roma. Ai fini della partecipazione alle elezioni i
magistrati fuori ruolo per aspettativa si considerano appartenenti
all’ufficio cui erano assegnati prima dell’aspettativa. I magistrati
fuori ruolo per incarichi presso enti ed organismi diversi dal
Ministero della giustizia e dal Consiglio superiore della
magistratura votano nell’ufficio elettorale con sede nel capoluogo
del distretto della Corte di appello di Roma.
3. Tutti gli uffici elettorali funzionano con la presenza di almeno
tre componenti.

Art. 4.
Votazione
1. La votazione e’ segreta e si svolge dalle ore otto alle ore
quattordici della domenica e prosegue dalle ore otto alle ore
quattordici del lunedi’ successivo. Le schede sono fornite, almeno
tre mesi prima delle elezioni ed in numero non inferiore al doppio di
quello dei magistrati e dei giudici di pace previsti dalle piante
organiche dei rispettivi uffici, alla Corte di cassazione e a
ciascuna Corte di appello o sezione distaccata a cura del Ministero
della giustizia.
2. All’esterno di ciascun seggio elettorale devono essere affissi i
manifesti riportanti l’indicazione delle liste ammesse ed i
nominativi dei candidati per ciascuna lista.
3. Il presidente dell’ufficio elettorale, o chi ne fa le veci,
consegna a ciascun votante le schede conformi ai modelli allegati al
presente decreto. Il votante esprime il suo voto indicando su
ciascuna scheda la lista prescelta. Puo’, inoltre, indicare il nome e
cognome di un solo magistrato per ciascuna categoria di eleggibili
della lista votata, in servizio tra quelli della Corte di cassazione
o della procura generale se il votante e’ in servizio presso uffici
di legittimita’ o, del distretto di appartenenza negli altri casi. La
scheda e’ piegata e riconsegnata al presidente, il quale, dopo aver
fatto prendere nota al segretario del nome del votante, la pone
nell’urna.
4. Il giudice di pace esprime il suo voto sulla scheda indicando
sulla scheda la lista prescelta. Puo’, inoltre, indicare il nome e
cognome di un solo giudice di pace del distretto di appartenenza
scelto tra quelli compresi nella lista votata. La scheda e’ piegata e
riconsegnata al presidente, il quale, dopo aver fatto prendere nota
al segretario del nome del votante, la pone nell’urna riservata ai
giudici di pace.
5. Il voto espresso con indicazioni diverse da quelle previste dai
commi 2 e 3 e’ nullo; e’, altresi’, nullo quando sulla scheda sono
apposte indicazioni di voto eccedenti la singola preferenza
esprimibile per ciascuna categoria di eleggibili.

Art. 5.
Scrutinio e proclamazione degli eletti
1. Alle ore quattordici del lunedi’, dopo che tutti i presenti
nella sala hanno votato, il presidente di ciascun ufficio elettorale
dichiara chiusa la votazione ed accerta il numero dei votanti,
secondo la lista compilata dal segretario; la lista e’ chiusa in un
piego, su cui appongono la firma lo stesso presidente ed almeno uno
dei componenti. Il presidente di ciascun ufficio elettorale procede,
quindi, allo spoglio dei voti partendo dall’elezione dei magistrati
ordinari in servizio presso gli uffici giudicanti, estraendo da
ciascuna urna le schede una per volta; letti a voce alta la lista e i
nomi dei candidati per i quali e’ espresso il voto, la scheda e’
consegnata ad uno dei componenti che, insieme al segretario, prende
nota del numero dei voti che ciascuna lista e ciascun candidato hanno
riportato. Terminato lo spoglio, vengono formati separati elenchi per
categoria, in base ai voti riportati dalle liste ed all’interno di
esse da ciascun candidato.
2. Nel caso di costituzione di piu’ uffici elettorali nel distretto
i presidenti trasmettono, subito dopo il compimento delle operazioni
previste dal comma 1, copia del verbale della votazione e degli
elenchi al presidente dell’ufficio avente sede nel capoluogo del
distretto.
3. Se l’ufficio elettorale e’ unico, al termine delle operazioni
elettorali si procede alla proclamazione degli eletti ai sensi degli
articoli 4-bis, 12-bis e 12-quater, del decreto legislativo
27 gennaio 2006, n. 25, introdotti dalla legge 30 luglio 2007, n.
111. Se la Corte di appello comprende sezioni distaccate, o presso di
essa siano stati costituiti piu’ uffici, l’ufficio elettorale avente
sede nel capoluogo del distretto, appena pervenute le copie dei
verbali e degli elenchi degli altri uffici elettorali e di quelle
della sezione distaccata, procede alla formazione degli elenchi e
alla proclamazione degli eletti, in base alla somma dei voti
riportati da ogni lista e da ogni candidato negli uffici elettorali
istituiti nel distretto.
4. Di tutte le operazioni elettorali viene redatto verbale, copia
del quale e’ trasmessa al Ministero della giustizia ed al Consiglio
superiore della magistratura. Gli originali dei verbali e delle liste
sono conservati nell’archivio di ciascuna Corte.

Art. 6.
Contestazioni e reclami
1. L’ufficio elettorale della Corte di cassazione e quelli aventi
sede nel capoluogo del distretto risolvono a maggioranza le
contestazioni relative alla validita’ delle liste, alla eleggibilita’
dei candidati ed alle operazioni elettorali. Se taluno dei candidati
risulta ineleggibile, provvedono ad escluderlo dall’elenco. Ciascun
ufficio elettorale provvede a maggioranza sulle contestazioni sorte
durante le operazioni elettorali. In caso di parita’ prevale il voto
del presidente. Delle contestazioni e delle decisioni relative e’
dato atto nel verbale delle operazioni elettorali. L’interessato ha
la facolta’ di proporre reclamo ai sensi del comma 2.
2. I reclami relativi alla validita’ delle liste, alla
eleggibilita’ dei candidati ed alle operazioni elettorali devono
pervenire alla cancelleria della Corte di cassazione o delle Corti di
appello entro l’ottavo giorno successivo alla proclamazione dei
risultati, e non hanno effetto sospensivo. Sui reclami decide, in
camera di consiglio e sentito il procuratore generale, la prima
sezione della Corte di cassazione o della Corte di appello competente
per gli affari civili con ordinanza motivata non impugnabile adottata
entro otto giorni; copia dell’ordinanza e’ trasmessa al Ministero
della giustizia ed al Consiglio superiore della magistratura.
3. Decorso il termine di cui al comma 2 senza che sia pervenuto
alcun reclamo, il presidente di ciascuna corte ordina la distruzione
delle schede.

Art. 7.
Rinnovazione delle elezioni ed elezioni suppletive
1. La Corte con l’ordinanza che dichiara in tutto o in parte la
nullita’ delle elezioni, ne dispone la rinnovazione, fissando un
giorno festivo, compreso tra i trenta ed i quaranta giorni da quello
della pubblicazione. Il primo presidente della Corte di cassazione o
il presidente della Corte di appello da’ comunicazione della nuova
data rispettivamente al procuratore generale o ai capi degli uffici
giudiziari interessati del distretto i quali provvederanno alla
affissione all’albo di ciascun ufficio del relativo avviso almeno
dieci giorni prima della data di svolgimento delle elezioni ed alla
trasmissione della relativa notizia ai singoli magistrati anche a
mezzo di posta elettronica.
2. Fino al completamento delle nuove operazioni elettorali, rimane
in carica il precedente consiglio direttivo della Corte di cassazione
o consiglio giudiziario.
3. Se i componenti cessati dalla carica durante il quadriennio non
possono essere sostituiti con i candidati che hanno riportato il
maggior numero di voti immediatamente successivo all’ultimo degli
eletti, si procede ad elezioni suppletive, che sono indette per un
giorno, compreso tra i trenta ed i quaranta giorni successivi alla
cessazione dalla carica, con decreto del primo presidente della Corte
di cassazione o del presidente della Corte di appello. Il decreto e’
comunicato rispettivamente al procuratore generale o ai capi degli
uffici giudiziari del distretto, che provvedono in conformita’ del
comma 1.

Art. 8.
Modelli di schede elettorali
1. I modelli di scheda per le elezioni del consiglio direttivo
della Corte di cassazione e dei consigli giudiziari sono quelli
riprodotti negli allegati A1, A2, A3, A4 e A5 del presente decreto.

Art. 9.
Clausola di invarianza
1. Dalla attuazione del presente decreto non devono derivare nuovi
o maggiori oneri a carico del bilancio dello Stato.

Art. 10.
Entrata in vigore
1. Il presente decreto entra in vigore il giorno successivo a
quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.
Il presente decreto, munito dei sigillo dello Stato, sara’ inserito
nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica
italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo
osservare.
Dato a Roma, addi’ 28 febbraio 2008
NAPOLITANO
Prodi, Presidente del Consiglio dei
Ministri
Scotti, Ministro della giustizia
Visto, il Guardasigilli: Scotti

Allegati

(articolo 8)
Allegato A1 - Modello della scheda per le elezioni dei componenti del
consiglio direttivo presso la Corte di cassazione in servizio
presso la Corte di cassazione (colore rosso)
ELEZIONE DEL CONSIGLIO DIRETTIVO
PRESSO LA CORTE DI CASSAZIONE

=====================================================================
Lista | Componente in servizio presso la Corte di cassazione
=====================================================================

(articolo 8)
Allegato A2 - Modello della scheda per le elezioni dei componenti del
consiglio direttivo presso la Corte di cassazione in servizio
presso la procura generale (colore grigio)
ELEZIONE DEL CONSIGLIO DIRETTIVO
PRESSO LA CORTE DI CASSAZIONE

=====================================================================
Lista | Componente in servizio presso la procura generale
=====================================================================

(articolo 8)
Allegato A3 - Modello della scheda per le elezioni dei componenti
aventi funzioni giudicanti dei consigli giudiziari (colore verde)
ELEZIONE DEI COMPONENTI CON FUNZIONI
GIUDICANTI DEL CONSIGLIO GIUDIZIARIO
Presso la Corte di appello di

=====================================================================
Lista | Componente magistratura giudicante
=====================================================================

(articolo 8)
Allegato A4 - Modello della scheda per le elezioni dei componenti
aventi funzioni requirenti dei consigli giudiziari (colore giallo)
ELEZIONE DEI COMPONENTI CON FUNZIONI
REQUIRENTI DEL CONSIGLIO GIUDIZIARIO
Presso la Corte di appello di

=====================================================================
Lista | Componente magistratura requirente
=====================================================================

(articolo 8)
Allegato A5 - Modello della scheda per le elezioni dei componenti
giudici di pace dei consigli giudiziari (colore celeste)
ELEZIONE DEI COMPONENTI GIUDICI DI
PACE DEL CONSIGLIO GIUDIZIARIO
Presso la Corte di appello di

=====================================================================
Lista | Componente Giudice di pace
=====================================================================

Ricordiamo che l’unico testo definitivo è quello pubblicato sulla Gazzetta
Ufficiale a mezzo stampa.Fonte: http://wwww.gazzettaufficiale.it