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Legge 8 aprile 2010 , n. 55: Disposizioni concernenti la commercializzazione di prodotti tessili, della pelletteria e calzaturieri

La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno approvato; IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA promulga la seguente legge: [...]

La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno
approvato;

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

promulga

la seguente legge:
Art. 1

Etichettatura dei prodotti
e «Made in Italy»

1. Al fine di consentire ai consumatori finali di ricevere
un’adeguata informazione sul processo di lavorazione dei prodotti, ai
sensi dell’articolo 2, comma 2, e dell’articolo 6, comma 1, del
codice del consumo, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2005,
n. 206, e successive modificazioni, e’ istituito un sistema di
etichettatura obbligatoria dei prodotti finiti e intermedi,
intendendosi per tali quelli che sono destinati alla vendita, nei
settori tessile, della pelletteria e calzaturiero, che evidenzi il
luogo di origine di ciascuna fase di lavorazione e assicuri la
tracciabilita’ dei prodotti stessi.
2. Ai fini della presente legge, per «prodotto tessile» si intende
ogni tessuto o filato, naturale, sintetico o artificiale, che
costituisca parte del prodotto finito o intermedio destinato
all’abbigliamento, oppure all’utilizzazione quale accessorio da
abbigliamento, oppure all’impiego quale materiale componente di
prodotti destinati all’arredo della casa e all’arredamento, intesi
nelle loro piu’ vaste accezioni, oppure come prodotto calzaturiero.
3. Nell’etichetta dei prodotti finiti e intermedi di cui al comma
1, l’impresa produttrice deve fornire in modo chiaro e sintetico
informazioni specifiche sulla conformita’ dei processi di lavorazione
alle norme vigenti in materia di lavoro, garantendo il rispetto delle
convenzioni siglate in seno all’Organizzazione internazionale del
lavoro lungo tutta la catena di fornitura, sulla certificazione di
igiene e di sicurezza dei prodotti, sull’esclusione dell’impiego di
minori nella produzione, sul rispetto della normativa europea e sul
rispetto degli accordi internazionali in materia ambientale.
4. L’impiego dell’indicazione «Made in Italy» e’ permesso
esclusivamente per prodotti finiti per i quali le fasi di
lavorazione, come definite ai commi 5, 6, 7, 8 e 9, hanno avuto luogo
prevalentemente nel territorio nazionale e in particolare se almeno
due delle fasi di lavorazione per ciascun settore sono state eseguite
nel territorio medesimo e se per le rimanenti fasi e’ verificabile la
tracciabilita’.
5. Nel settore tessile, per fasi di lavorazione si intendono: la
filatura, la tessitura, la nobilitazione e la confezione compiute nel
territorio italiano anche utilizzando fibre naturali, artificiali o
sintetiche di importazione.
6. Nel settore della pelletteria, per fasi di lavorazione si
intendono: la concia, il taglio, la preparazione, l’assemblaggio e la
rifinizione compiuti nel territorio italiano anche utilizzando
pellame grezzo di importazione.
7. Nel settore calzaturiero, per fasi di lavorazione si intendono:
la concia, la lavorazione della tomaia, l’assemblaggio e la
rifinizione compiuti nel territorio italiano anche utilizzando
pellame grezzo di importazione.
8. Ai fini della presente legge, per «prodotto conciario» si
intende il prodotto come definito all’articolo 1 della legge 16
dicembre 1966, n. 1112, che costituisca parte del prodotto finito o
intermedio destinato all’abbigliamento, oppure all’utilizzazione
quale accessorio da abbigliamento, oppure all’impiego quale materiale
componente di prodotti destinati all’arredo della casa e
all’arredamento, intesi nelle loro piu’ vaste accezioni, oppure come
prodotto calzaturiero. Le fasi di lavorazione del prodotto conciario
si concretizzano in riviera, concia, riconcia, tintura - ingrasso -
rifinizione.
9. Nel settore dei divani, per fasi di lavorazione si intendono: la
concia, la lavorazione del poliuretano, l’assemblaggio dei fusti, il
taglio della pelle e del tessuto, il cucito della pelle e del
tessuto, l’assemblaggio e la rifinizione compiuti nel territorio
italiano anche utilizzando pellame grezzo di importazione.
10. Per ciascun prodotto di cui al comma 1, che non abbia i
requisiti per l’impiego dell’indicazione «Made in Italy», resta salvo
l’obbligo di etichettatura con l’indicazione dello Stato di
provenienza, nel rispetto della normativa comunitaria.

Art. 2

Norme di attuazione

1. Con decreto del Ministro dello sviluppo economico, di concerto
con il Ministro dell’economia e delle finanze e con il Ministro per
le politiche europee, da emanare entro quattro mesi dalla data di
entrata in vigore della presente legge, previa notifica ai sensi
dell’articolo 8, paragrafo 1, della direttiva 98/34/CE del Parlamento
europeo e del Consiglio, del 22 giugno 1998, sono stabilite le
caratteristiche del sistema di etichettatura obbligatoria e di
impiego dell’indicazione «Made in Italy», di cui all’articolo 1,
nonche’ le modalita’ per l’esecuzione dei relativi controlli, anche
attraverso il sistema delle camere di commercio, industria,
artigianato e agricoltura.
2. Il Ministro della salute, di concerto con il Ministro dello
sviluppo economico e previa intesa in sede di Conferenza permanente
per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di
Trento e di Bolzano, adotta, entro tre mesi dalla data di entrata in
vigore della presente legge, un regolamento recante disposizioni
volte a garantire elevati livelli di qualita’ dei prodotti e dei
tessuti in commercio, anche al fine di tutelare la salute umana e
l’ambiente, con cui provvede, in particolare:
a) all’individuazione delle autorita’ sanitarie competenti per i
controlli e per la vigilanza sulla qualita’ dei prodotti e dei
tessuti in commercio, anche attraverso l’effettuazione di analisi
chimiche, al fine di individuare la presenza negli stessi di sostanze
vietate dalla normativa vigente e ritenute dannose per la salute
umana;
b) al riconoscimento, attraverso l’introduzione di disposizioni
specifiche, delle peculiari esigenze di tutela della qualita’ e
dell’affidabilita’ dei prodotti per i consumatori, anche al fine
della tutela della produzione nazionale, nei settori tessile, della
pelletteria e calzaturiero;
c) all’individuazione dei soggetti preposti all’esecuzione dei
controlli e delle relative modalita’ di esecuzione;
d) a stabilire l’obbligo della rintracciabilita’ dei prodotti
tessili e degli accessori destinati al consumo in tutte le fasi della
produzione, della trasformazione e della distribuzione.
3. Il regolamento di cui al comma 2 e’ aggiornato ogni due anni
sulla base delle indicazioni fornite dall’Istituto superiore di
sanita’.
4. All’attuazione dei controlli di cui al presente articolo le
amministrazioni interessate provvedono nell’ambito delle risorse
umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente
e, comunque, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.

Art. 3

Misure sanzionatorie

1. Salvo che il fatto costituisca reato, chiunque violi le
disposizioni di cui all’articolo 1, commi 3 e 4, e’ punito con la
sanzione amministrativa pecuniaria da 10.000 a 50.000 euro. Nei casi
di maggiore gravita’ la sanzione e’ aumentata fino a due terzi. Nei
casi di minore gravita’ la sanzione e’ diminuita fino a due terzi. Si
applicano il sequestro e la confisca delle merci.
2. L’impresa che violi le disposizioni di cui all’articolo 1, commi
3 e 4, e’ punita con la sanzione amministrativa pecuniaria da 30.000
a 70.000 euro. Nei casi di maggiore gravita’ la sanzione e’ aumentata
fino a due terzi. Nei casi di minore gravita’ la sanzione e’
diminuita fino a due terzi. In caso di reiterazione della violazione
e’ disposta la sospensione dell’attivita’ per un periodo da un mese a
un anno.
3. Se le violazioni di cui al comma 1 sono commesse reiteratamente
si applica la pena della reclusione da uno a tre anni. Qualora le
violazioni siano commesse attraverso attivita’ organizzate, si
applica la pena della reclusione da tre a sette anni.

Art. 4

Efficacia delle disposizioni degli articoli 1 e 3

1. Le disposizioni di cui agli articoli 1 e 3 acquistano efficacia
dal 1° ottobre 2010.
La presente legge, munita del sigillo dello Stato, sara’ inserita
nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica
italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge dello Stato.
Data a Roma, addi’ 8 aprile 2010

Testo gratuito. Ricordiamo che l’unico testo definitivo è quello pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale a mezzo stampa.Fonte: http://wwww.gazzettaufficiale.it