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Potreste inviarmi il testo della legge 689 del 24/11/1981, in particolare mi interessano gli artt. 22 e 23. Li ho citati in un\'opposizione al Giudice

Domanda

Potreste inviarmi il testo della legge 689 del 24/11/1981, in particolare mi interessano gli artt. 22 e 23. Li ho citati in un'opposizione al Giudice di Pace circa una multa mai notificatami, come da modello dettatomi da un consulente di un' associazione di difesa dei consumatori. Grazie per il prezioso servizio che svolgete ..e inboccaalLUPO! R.V.

Risposta

Ecco il testo degli articoli richiesti:



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Art. 22. Opposizione all'ordinanza-ingiunzione.

Contro l'ordinanza-ingiunzione di pagamento e contro l'ordinanza che dispone la sola confisca, gli interessati
possono proporre opposizione davanti al pretore del luogo in cui è stata commessa la violazione, entro il
termine di trenta giorni dalla notificazione del provvedimento. Il termine è di sessanta giorni se l'interessato
risiede all'estero. L'opposizione si propone mediante ricorso, al quale è allegata l'ordinanza notificata.
Il ricorso deve contenere altresì, quando l'opponente non abbia indicato un suo procuratore, la dichiarazione
di residenza o la elezione di domicilio nel comune dove ha sede il pretore adito. Se manca l'indicazione del
procuratore oppure la dichiarazione di residenza o la elezione di domicilio, le notificazioni al ricorrente vengono
eseguite mediante deposito in cancelleria. Quando è stato nominato un procuratore, le notificazioni e
le comunicazioni nel corso del procedimento sono effettuate nei suoi confronti secondo le modalità stabilite
dal codice di procedura civile. L'opposizione non sospende l'esecuzione del provvedimento, salvo che il pretore,
concorrendo gravi motivi, disponga diversamente con ordinanza inoppugnabile.

Art. 23. Giudizio di opposizione.

Il pretore, se il ricorso è proposto oltre il termine previsto dal primo comma dell'art. 22, ne dichiara
l'inammissibilità con ordinanza ricorribile per cassazione. Se il ricorso è tempestivamente proposto,
il pretore fissa l'udienza di comparizione con decreto, steso in calce al ricorso, ordinando all'autorità
che ha emesso il provvedimento impugnato di depositare in cancelleria, dieci giorni prima della udienza fissata,
copia del rapporto con gli atti relativi all'accertamento, nonchè alla contestazione o notificazione della
violazione. Il ricorso ed il decreto sono notificati, a cura della cancelleria, all'opponente o, nel caso sia stato
indicato, al suo procuratore, e all'autorità che ha emesso l'ordinanza. Tra il giorno della notificazione
e l'udienza di comparizione devono intercorrere i termini di cui al secondo e terzo comma dell'art. 313 del codice
di procedura civile. L'opponente e l'autorità che ha emesso l'ordinanza possono stare in giudizio personalmente;
l'autorità che ha emesso l'ordinanza può avvalersi anche di funzionari appositamente delegati.
Se alla prima udienza l'opponente o il suo procuratore non si presentano senza addurre alcun legittimo impedimento,
il pretore, con ordinanza ricorribile per cassazione, convalida il provvedimento opposto, ponendo a carico dell'opponente
anche le spese successive all'opposizione. Nel corso del giudizio il pretore dispone, anche d'ufficio, i mezzi
di prova che ritiene necessari e può disporre la citazione di testimoni anche senza la formulazione di capitoli.
Appena terminata l'istruttoria il pretore invita le parti a precisare le conclusioni ed a procedere nella stessa
udienza alla discussione della causa, pronunciando subito dopo la sentenza mediante lettura del dispositivo. Tuttavia,
dopo la precisazione delle conclusioni, il pretore, se necessario, concede alle parti un termine non superiore
a dieci giorni per il deposito di note difensive e rinvia la causa alla udienza immediatamente successiva alla
scadenza del termine per la discussione e la pronuncia della sentenza. Il pretore può anche redigere e
leggere, unitamente al dispositivo, la motivazione della sentenza, che è subito dopo depositata in cancelleria.
A tutte le notificazioni e comunicazioni occorrenti si provvede d'ufficio. Gli atti del processo e la decisione
sono esenti da ogni tassa e imposta. Con la sentenza il pretore può rigettare l'opposizione, ponendo a
carico dell'opponente le spese di procedimento o accoglierla, annullando in tutto o in parte l'ordinanza o modificandola
anche limitatamente all'entità della sanzione dovuta. Il pretore accoglie l'opposizione quando non vi
sono prove sufficienti della responsabilità dell'opponente. La sentenza è inappellabile ma è
ricorribile per cassazione.

raf*** - 20 anni e 6 mesi fa
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