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Legge 5 agosto 1981, n.416 (Gazz. Uff., 6 agosto n. 215)

Disciplina delle imprese editrici e provvidenze per l'editoria Art. 42 Diritto di rettifica
 L’art. 8 della legge
8 febbraio 1948, n.47, recante disposizioni sulla stampa è sostituito
dal seguente:

). - Il direttore o, comunque,
il responsabile, è tenuto a fare inserire gratuitamente nel quotidiano
o nel periodico o nell’agenzia di stampa le dichiarazioni o le rettifiche
dei soggetti di cui sono state pubblicate immagini  od ai quali siano
stati attribuiti atti o pensieri o affermazioni da essi ritenuti lesivi
della loro dignità o contrari a verità, purchè le
dichiarazioni o le rettifiche non abbiano contenuto suscettibile di incriminazione
penale.

Per i quotidiani, le dichiarazioni
o le rettifiche di cui al commma precedente sono pubblicate, non oltre
due giorni da quello in cui è avvenuta la richiesta, in testa di
pagina e collocate nella stessa pagina del giornale che ha riportato la
notizia cui si riferiscono.

Per i periodici, le dichiarazioni
o le rettifiche sono pubblicate non oltre il secondo numero successivo
alla settimana in cui è pervenuta la richiesta, nella stessa pagina
che ha riportato la notizia a cui si riferisce 

Le rettifiche o dichiarazioni
devono fare riferimento allo scritto che le ha determinate e debbono essere
pubblicate nella loro interezza, purchè contenute entro il limite
di  trenta righe, con le medesime caratteristiche tipografiche, per
la parte che si riferisce direttamente alle affermazioni contestate.

Qualora, trascorso il termine
di cui al secondo e terzo comma,  la rettifica o dichiarazione non
sia stata pubblicata o lo sia stata in violazione di quanto disposto dal
secondo, terzo e quarto comma, l’autore della richiesta di rettifica, se
non in intende procedere a norma del decimo comma dell’art 21, può
chiedere al pretore, ai sensi dell’art. 700 del codice di procedura civile,
che sia ordinata la pubblicazione.

La mancata o incompleta
ottemperanza all’obbligo di cui al presente articolo è punita con
la multa da tre a cinque milioni di lire.

La sentenza di condanna
deve essere pubblicata per estratto nel quotidiano o nel periodico o nell’agenzia.
Essa, ove sia il caso, ordina che la pubblicazione omessa sia effettuata.

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