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Trattamento dei dati

Trattamento e salvaguardia dei dati e responsbilità dei "gestori" delle banche dati
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Una banca dati si è visto contiene un numero enorme di dati di
un altrettanto grande gruppo di persone.

Se utilizzo la banca dati come un modo estremamete veloce di trovare
la “scheda ” o anche la “cartella” di una persona ho praticamente una catalogazione
molto simile a quella che si poteva avere prima dell’avvento del computer.
Sono sempre dati personali e vanno trattati con estrema cura ma non c’è
nessun valore aggiunto a quanto si poteva avere una volta consultando i
supporti su carta in cui erano conservati, solo una consultazione estremamente
veloce.
Questo valore aggiunto adesso è accessibile ai gestori dei data
base.

Con le possibilità tecniche attuali possiamo senza problemi 
riunire molti data base e quindi non avere più singole cartelle
che contengono solo i dati necessari per lo svolgimento di una attività
( istituzionale o meno) ma tutte le “schede” che contengono i dati per
le varie attivita.Ma non solo … facilmente si possono  controllare
anche schede di altre persone in qualche modo collegate 

Un esempio potrebbe essere quello di una assicurazione che ci rifiuta
una polizza assicurativa non perchè  non siamo “sani” ma perche
non lo sono o non lo sono stati i nostri congiunti e si presume che ci
potremmo avere “problemi” per ereditarietà

Oppure potrebbe succedere che non siamo assunti in un posto di lavoro,
non perchè non siamo in grado di farlo ma perchè veniamo
discriminati a causa delle nostre idee politiche, religiose o anche solo
sessuali.
Questi dati poi sono facilmente duplicabili e trasportabili e quindi
trafugabili e se anche non dovesse succedere sono comunque sistemi 
facilmente attaccabili dall’esterno ad esempio con internet.
Comunque il problema principale è quello della elaborazione di
questi dati.

Concentrando varie raccolte di dati più o meno eterogenei 
si posso ad esempio estrarre ( monitorare) previsioni per l’adozione di
ogni sorta di decisioni lecite o anche illecite.

Pensiamo ad asempio al censimento ( certamente lecito viste le finalità
e il non collegamento tra la persona e i dati dichiarati ae quindi anonimi
)   monitorando i dati eterogenei del quale abbiamo  un
quadro completo dei cittadini italiani, del loro modo di vivere della loro
ricchezza, delle loro esigenze,…

Se poi anche confrontiamo questi dati con quelli del censimento precedente
il quadro diventa ancora più completo e si possono fare previsioni
sul futuro, studiare il cambiamento di abitudini, individuarne le cause,…

Sino a che il censimento è fatto dallo stato con salvaguardie
di anonimità, e sicurezza dei dati possiamo anche starci ma oggi
“tutti” possono fare un “censimento”

raccogliendo i dati di banche dati eterogenee e collegandoli tra loro.

Questi “censimenti non anonimi” potranno anche avere finalità
oneste, mi viene ad esempio da pensare ad una grande raccolta dati sulle
malattie e su tutto ciò che in qualche modo può essere collegato.
Avremo un monitoraggio delle zone a rischio e la possibilità di
scoprire cosa le provoca  e possibilmente porvi rimedio, seguire l’evolversi
epidemiologico delle malattie,…
Ma ovviamente esistono “censimenti” non altrettanto “utili”.

Pensiamo ad esempio( per tornare ad un discorso già fatto) ad
un  “censimento ( non anonimo)” di tutti i dati contenuti in tutte
le banche….  e ai tanti altri possibili che la vostrà fantasia
certo individuerà
Comunque importante è che la gravità del problema sia
palese e che si stia cominciando a prendere le contromisure per arginare
il fenomeno.

Si è visto che  i soggetti pubblici debbono adottare particolari
cautele nel trattamento dei dati personali, sopratutto nella  inutizzabilità
dell’eventuale eccedenza essendo obbligati ad usare solo quelli strettamente
necessari alle loro finalità,  nel controllo della loro esattezza
ed eventuale correzione da parte del cittadino, nella loro sicurezza contro
manomissioni o trafugamenti.
Questi obblighi sono estesi dalla legge anche a tutte le banche dati
non istituzionali ed ai loro gestori

Art. 15 della legge 675 del 1996 
“I dati personali oggetto di trattamento devono essere custoditi e controllati
anche in relazione alle conoscenze acquisite in base al progresso tecnico,
alla natura dei dati ed alle specifiche caratteristiche del trattamento,
in modo da ridurre al minimo, mediante l’adozione di idonee e preventive
misure di sicurezza, i rischi di distruzione o perdita anche accidentale
dei dati stessi di accesso non autorizzato o di trattamento non consentito
o non conforme alle finalità della raccolta”.
Questa norma si applica  “al trattamento dei dati personali da
chiunque effettuato nell’ambito del territorio dello Stato” (art.2,
comma 1) 

La legge definisce anche cosa si intenda per dati personali

Art. 2 ,comma 2c “c)” per “dato personale”,
qualunque informazione relativa a persona fisica, persona giuridica, ente
od associazione, identificati o identificabili, anche indirettamente, mediante
riferimento a qualsiasi altra informazione, ivi compreso un numero di identificazione
personale”
E per finire questo intervento un ultimo articolo il 18
che sancisce ” chiunque cagiona un danno ad altri per effetto del
trattamento dei dati personali è tenuto al risarcimento ai sensi
dell’articolo 2050 del codice civile”.
 

 

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