Questo sito contribuisce alla audience di

Internet, diritti e doveri, n.2

gpages30507 Abbiamo visto che tutto il contenuto di internet ha un “padrone” che conseguenzialmente ha su di esso dei diritti e dei doveri da rispettare. Mentre nessuno che non sia[...]
gpages30507
Abbiamo visto che tutto il contenuto di internet ha un “padrone” che
conseguenzialmente ha su di esso dei diritti e dei doveri da rispettare.

Mentre nessuno che non sia interdetto, è cioè incapace
di intendere e di volere , incapace di distinguere il bene dal male per
se e per gli altri ecc,  non può in alcun modo spogliarsi della
“proprietà” del proprio operato e ne sarà quindi sempre responsabile,
è possibile rinunciare ai diritti  derivanti da essa.
Per inciso il bene ed il male , il giusto e l’ingiusto, non sono concetti
assoluti ma abbastanza soggettivi,  se parliamo di concetti al di
fuori dei diritti “naturali” di ciascun uomo, suoi, o che dovrebbero essere
suoi,  nel momento stesso in cui vive. Parlo di diritto alla vita,
di diritto alla libertà, di diritto al cibo, alle cure mediche,
alla sua personale dignità, ecc

Sappiamo tutti che anche se nessuno dirà mai che questi non
sono diritti inalienabili dell’uomo, di fatto ogni giorno vengono ampiamente
disattesi.Comunque non c’è dubbio alcuno che queste “disattese”
siano “crimini”, qualunque sia il loro nome di “copertura”, contro la persona
e contro l’umanità intera. 

Al di fuori di questi diritti naturali il giusto e l’ingiusto possono
subire variazioni anche consistenti con il mutare dei costumi di vita.
In questo caso non abbiamo molte alternative, dobbiamo accettare, e comportarci
di conseguenza, il giusto e l’ingiusto della maggioranza. 

Certo possiamo pensarla come vogliamo su un concetto di giusto o ingiusto,
possiamo lottare ( nei termini e modi di legge) perchè questo concetto 
venga fatto proprio  dalla maggioranza, ma, nell’attesa, le nostre
azioni comunque dovranno essere conseguenziali non al nostro “gisto” ma
a quello sancito dalle leggi e quindi .. della maggioranza.

Caso a parte la lotta contro il giusto “dittatoriale” che certamente
lede anche i diritti natuarali dell’uomo, in quel caso è giusta
la “ribellione” e quindi la protesta al di fuori delle leggi, cercando
di fare salvi, solo, i diritti naturali degli altri
Torniamo ad internet , quindi è possibile, come detto, 
rinuciare ai diritti che ci derivano dalla proprietà di quello che
di nostro mettiamo sulla rete. Questo rinuncia deve però essere
sancita e specificata nei termini e modi di attuazione.

Non occorre invece specificare  invece il contrario.

Un diritto è mio sino a che non ci rinuncio, non è mio
nel momento in cui dico che lo è. La proprietà del diritto
non deve essere “specificata”, essendo già sancita dalle legge ,
è la sua eventuale rinuncia che deve esserlo.

Chiedo scusa per avere ripetuto il concetto diverse volte ma è
estremamente importante.

Conseguenza di questo è che posso utilizzare per scopi personali
quello che trovo su internet solo ed esclusivamente se è specificata
la rinuncia e nei termini e modi in cui questa rinuncia viene concessa.

Tutto il resto è intoccabile essendo stato concessa dal leggittimo
proprietario, con la immissione in rete del suo materiale,  solo la 
“visione”, nei termini e modi che egli  stesso ha stabilito. 

Importante definire bene questo concetto

 Io sto scrivendo questa pagina che poi pubblicherò in
supereva, con cui ho fatto un accordo preliminare, e questa stessa pagina
sarà allocata in un contesto non mio, con caratteristiche “editoriali”
non mie ecc ecc

Con questo accordo ho rinunciato in parte ad alcuni  miei diritti
di possesso che sono il modo in cui essa sarà vista, la possibilità
di  scegliere chi la vedrà, ecc

Questo accordo è perfettamente regolare e con esso io rinuncio
ad alcuni miei diritti sulla proprietà perchè considero convenienti
i vantaggi che conseguenzialmente me ne deriveranno, che sono essenzialmente
una maggiore visibilità in rete. 

Prendiamo invece il caso dei miei siti personali coperti da dominio.In
essi io non rinuncio, non essendo altrimenti specificato, a nessuno dei
miei diritti di proprietà.

Diritto ad essere visto da chi voglio io e come voglio io, ad esempio. 

Indubbiamente chi entra in rete, normalmente,  vuole essere visto
dal maggior numero di persone, e quindi gli fa piacere essere linkato sia
da altri siti sia dai motori, ma va specificato che questa deve essere
una rinuncia “espressa”
A dire il vero oggi si sta facendo il contrario, ad esempio nessuno
si pone il problema di linkare un altro, dando per scontato il suo permesso
a farlo. Questo è un “reato” se fatto in assenza del permesso espresso
del web master del sito. (se la parola reato vi sembra grossa possiamo
accordarci sull’abuso )

Alcuni tipi di motori  frugano tutta la rete alla ricerca di link
per indicizzarli. Si fermano solo davanti ai siti in cui è specificato
( nelle forme tecniche previste) che non possono entrare ( e questo neanche
sempre)

Questo è un “abuso”, poichè non deve essere specificato
il diritto, ma sola la sua rinuncia, e, quindi, i motori dovrebbero entrare
solo nei siti in cui  è loro consentito di entrare essendo
questo chiaramente specificato, nei modi tecnici previsti
 
 

 

pagina precedente Menu pagina successiva

 

Ultimi interventi

Vedi tutti