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Francesco Farfa

(Serial Killer vinyl , BARCELONA ) Un italiano... mondiale!

La tecno e’,
chissa’ a volte troppo spesso, un mondo impersonale senza faccia ne cuore. Per
questo conforta in una maniera speciale incontrarsi con personaggi come
Francesco Farfa, un italiano che crede tuttavia nella magia della musica, che
cerca in essa l’emozione perturbante che ne deriva dal contatto con un’opera
d’arte!

E’ che, oltre
ad essere un Disc-jockey magnifico, Francesco Farfa e’ una persona
eccellente.

E’ difficile
definire al meglio questa abilita’ di Francesco nel condurre il suo pubblico da
una cima all’altra, dal tormento all’estasi, sorvolando suoni che si
attorcigliano su se stessi per poi esplodere in un arcobaleno
multicolore.

Nato a Firenze, le sue prime esperienze come DJ ebbero luogo agli inizi degli
anni 80 e nemico di clichet ed etichette, confezionava un menu vario e
saporito, con tutto quello che rientrava tra il funk e i primi ritmi
elettronici precedenti all’arrivo dell’house. A distanza di questi ultimi 10
anni, Francesco ha sviluppato un’ampia traiettoria discografica, nella quale
abbondano i discomix con il suo nome o con altri pseudonimi e le sue
collaborazioni con il collega Joy Kiticonti (come Farmakit e altri alias…),
con The Pleasure Team o il suo buon amico Tony Verdi. Dischi nei quali la sua
visione esploratoria e ballabile della musica elettronica si conferma chiara e
contundente.

Non sono mancate in questi anni produzioni di remixes per altri artisti (Caspar
Pound, Charlie Hall, Dino Lenny, Robert Armani, Ekova o Jose Padilla), la
creazione della sua propria etichetta discografica (AUDIOESPERANTO) e la sua
compagna attuale, la spagnola Serial Killer vinyl…

Ma se c’e’ un luogo dove Francesco Farfa dimostra il suo talento, la sua
ispirazione e la sua valenza e’ in cabina DJ.

Di fatto, ha lavorato nei club, festivals e raves piu’ importanti nel mondo :
Insomnia, Ministry of Sound, Drum Club, Back 2 Basics, Rex, E-Werk, Pacha’,
Amnesia, Space, Florida 135, Vinyl (invitato dal Re dei Re Danny Tenaglia),
Love Parade, Street Parade, Sonar, Dance Valley, Groove Parade, The Tribal
Gatering o Winter Music Conference. Un curriculum d’oro che si ridurrebbe a
cenere se non fosse perche’ il nostro uomo sa trasformare in emozionante una
semplice e fredda lista di nomi.

In quanto a la musica che scaturisce dai piatti, si e’ tentato molte volte di
definirla e classificarla. Trance? Cyberdelia? Progressive house? Tecno
psichedelico? Naah! L’etichette non sono fatte per qualcuno che semplicemente
(e fortunatamente), suona cio’ che gli detta il cuore.

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