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JOSÉ PADILLA

padre spirituale della chill-out e dj producer della compilation "Café del Mar"

Ogni estate, una moltitudine di compilation dance pretende di rappresentare ‘la vera Ibiza’. Ma se ce n’è una a meritarsi questo ruolo di rappresentanza, è la celebrata serie del Café del Mar di José Padilla. José è arrivato nell’isla blanca per la prima volta nel 1975 e da allora ci ha lavorato come dj. Con la serie di compilation del ‘Café del Mar’ è diventato il padre spirituale della chill-out, un titolo che è deciso a riconfermare con The best of Café del Mar, di prossima uscita.

Le compilation di Padilla accostano eccentrici gruppi di musica pastorale inglese come la Penguin Café Orchestra a cantatutori anticonformisti come John Martyn; mescolano flamenco e bossa nova in un canovaccio senza cuciture in cui confluiscono ambient, dub e breaks. Madonna in persona ha rivelato a “Billboard” che le compilation di Padilla sarebbero la colonna sonora perfetta da portare su un’isola deserta.

Il quarantacinquenne Padilla ha fatto fare a queste atmosfere chill-out un ulteriore salto di qualità con il suo album di debutto, Souvenir, e i singoli One Day In Paradise e Agua. È passato dalla provincia spagnola alle attuali apparizioni di Londra, Parigi, Montecarlo, Amsterdam, Miami, Mosca, come un vero e proprio ambasciatore di Ibiza nel mondo.

Con il suo album più recente, Navigator, ha raggiunto un picco di creatività che gli è valso notorietà internazionale. Navigator è stato distribuito sul mercato americano con la Maverick di Madonna ed è stato lanciato con un party esclusivo nell’ambito del Miami Winter Music Conference nel 2002. Il rispetto che anche altri musicisti tributano a Padilla è evidente nella versione remix di Navigator, che presenta contributi di artisti di alto profilo come Paul Daley, Bent e Francesco Farfa.

“La musica deve avere un messaggio, qualcosa che sento davvero, qualcosa di emozionale”, dice José. “Quando vedi un quadro, se è un buon quadro, ti arriva un messaggio, anche se non è un Picasso. Con la mia musica è lo stesso”. Le sue emozioni in musica gli sono valse un ‘Latin Grammy’, lo scorso anno, nella categoria ‘Musica strumentale’. “Billboard “ha scritto: “lo spagnolo José Padilla è diventato una leggenda nel mondo della musica chill out e ambient”.

Ma gli inizi non sono stati facili: José, figlio di un operaio edile, è nato in una povera famiglia della spagna meridionale trasferitasi a Gerona, poco fuori Barcellona. José ricorda: “I meridionali hanno una potente musicalità, stanno sempre a cantare; Antonio, mio fratello maggiore, era un teppistello; ma è stato lui a comprare il nostro primo giradischi, che si apriva come una valigia”

Il giovane Josè e i suoi amici frequentano i night club di Barcellona. Lavora come cameriere nel centro artistico della città, dove conosce ed apprezza la sofisticata semplicità della bossa nova. Si innamora dell’idea di fare il DJ e gironzola intorno alle consolle aspettando che il dj in carica si allontani un attimo, magari per andare in bagno. Ed ecco che si impossessa dello stage e suona pochi, gloriosi minuti. Ma non gli basta. “Quando sei nato nel ghetto, come me, non hai niente da fare, solo poltrire tutto il giorno nel parco fumando canne e parlando dei tuoi sogni”. La sua famiglia spera per lui in un futuro da impiegato, un lavoro sicuro. “Non avevo energia per diventare quello che loro desideravano che diventassi. Ero un po’ un ribelle. Di sicuro ero un sognatore. Sapevo che dovevo allontanarmi da lì e tentare una strada diversa, e così feci”.

José se ne va al porto di Barcellona e si imbarca sulla prima nave che vede. Per caso, si tratta di un traghetto per Ibiza. “Stavo scappando da tante cose – dice adesso – stavo scappando da me stesso”. Nei 25 anni successivi José vive e lavora a Ibiza: inizia come cameriere ed arriva all’attuale posizione. Ha fatto il dj in hotel e in discoteche come Es Paradis, Playboy 2, Privilege (poi chiamato Ku), Pacha and Space. “Il pubblico di allora era fantastico, gente che ballava su tutto, – ricorda – ispirata dalla musica più che dalle droghe. Era un’atmosfera selvaggia e spirituale allo stesso tempo, e la gente comunicava meglio”. José mette su un bar chiamato il Museo di Cala Vadella e lì sviluppa il suo stile unico.

Ma quando il suo socio del Museo, nonché suo grande amico, si spara nel bar, la tragedia sembra portarlo fuori strada: “Ho perso due o tre anni”, ammette. Poi si fa forza e allestisce una bancarella nel famoso mercato hippie di Ibiza dove vende, su nastro, le sue prime, eclettiche, compilation. Nel 1991 il Café del Mar si accorge di quanto successo stiano raccogliendo quelle cassette vendute su un chiosco, tanto da offrire a José un posto da DJ… E il resto, come si dice, è storia. “Era tutto perfetto: era il momento giusto, il posto giusto, la musica giusta”, ricorda José.

Al Café del Mar, José mette musica al tramonto. “È successo spontaneamente. Hai questa fantastica vista davanti. Ho piazzato la consolle di fronte al tramonto. È meraviglioso provare nuovi tipi di musica e accordarli ai colori del cielo e del mare”.

Quei tramonti sono diventati leggendari, un aspetto essenziale di Ibiza, culminanti in caldi applausi quando alla fine il sole affonda fra le onde.

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