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Cosa sono i lavori socialmente utili

Il ricorso agli interventi straordinari di integrazione salariale di certo attenua le tensioni sociali conseguenti alle riduzioni di personale, ma contribuisce anche alla diffusione del lavoro sommerso e[...]

lsuIl ricorso agli interventi straordinari di integrazione salariale di certo attenua le tensioni sociali conseguenti alle riduzioni di personale, ma contribuisce anche alla diffusione del lavoro sommerso e all’ingente appesantimento della spesa pubblica. Sicché si è pensato di impiegare i soggetti percettori di indennità varie connesse allo stato di disoccupazione in servizi o lavori di pubblica utilità (LSU) presso pubbliche amministrazioni.
Questo istituto è disciplinato dal decreto legislativo n. 468 del 1997, con il quale il legislatore dedica maggiore attenzione oltre che ai LSU per i titolari di trattamenti previdenziali per tutta la durata degli stessi, anche alla individuazione di specifiche tipologie di LSU mirati alla creazione di occupazione in nuovi bacini di impiego e alla riqualificazione professionale.
Comunque l’obiettivo perseguito dal decreto legislativo n. 468 del 1997 trova notevoli difficoltà di realizzazione, determinando un’allarmante situazione sociale connessa all’ampio utilizzo da parte di numerose amministrazioni locali dell’istituto e alle relative aspettative createsi nei lavoratori stessi.
Si giunge così ad un nuovo intervento di riforma con il decreto legislativo n. 81 del 2000 che circoscrive significativamente sia il novero di attività che possono essere oggetto di LSU sia i potenziali destinatari delle stesse.
Lo scopo dichiarato è quello di esaurire il bacino dei lavoratori socialmente utili.
L’articolo 2 comma 1 del decreto legislativo n. 81 del 2000 stabilisce che possono continuare ad essere utilizzati in attività socialmente utili soltanto quei lavoratori che nel periodo tra il 01.01.1998 ed il 31.12.1999 abbiano effettivamente maturato 12 mesi di permanenza in tali attività.

Quanto alla disciplina del rapporto tra utilizzatore e prestatore di attività sono autorizzati ad utilizzare lavoratori in attività socialmente utili le Pubbliche Amministrazioni, gli enti pubblici economici, le società a totale o prevalente partecipazione statale, le cooperative sociali e loro consorzi.
Lo svolgimento di attività socialmente utili dà al lavoratore diritto ad un sussidio economico mensile erogato dall’Inps.