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Quando l’ansia diventa un disturbo collettivo (comunitario)

Per coloro i quali soffrono di disturbo di ansia generalizzata, questi sono tempi duri. Il nuovo allarme terrorismo mette a dura prova la capacità di autonomia queste persone.

L’allarme terrorismo ha scatenato e scatena, in tutto il mondo occidentale reazioni ansiose in una fetta della popolazione relativamente larga. Quali sono le persone che più di altre soffrono di ansia relativamente al pericolo degli attentati?

Secondo una riflessione rapida, tutte quelle persone già sofferenti di disturbo di ansia generalizzata sono sfortunatamente ottime candidate per ricoprire il nuovo ruolo di persone ansiose per il terrorismo. L’ansia per il terrorismo può assumere varie forme per varie situazioni.

Per esempio nella metro, nella grandi città, soprattutto Roma, oppure dove ci sono grandi raduni di persone come nelle manifestazioni, concerti, eventi sportivi. E soprattutto, naturalmente, negli aerei e negli aeroporti.

Le ultime disposizioni in materia di sicurezza, sicuramente dovute, non fanno che aumentare l’ansia nelle persone di cui abbiamo parlato prima. Dal 18 agosto del 2006, il bagaglio a mano che è consentito ha subito notevoli restrizioni per parecchie destinazioni.

Mentre questo provvedimento fa rabbia (nei confronti dei terroristi, per lo più) nella maggior parte dei passeggeri abituali e non, a tutta quella fascia di persone già menzionate, il procedimento mette soprattutto ansia.

Ansia perché significa che “oggettivamente” viaggiare in aereo è diventato più pericoloso, ansia perché non ci si può portare dietro le cose che attenuano la sensazione fastidiosa (come la bottiglia d’acqua) e ansia perché le persone cominciano ad avere l’impressione di avere sempre meno controllo sul viaggio in sé.