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Intervista a Massimo Gabutti by Lukagee

Carissimi amici, ecco l'intervista realizzata a Massimo da Luca Giampetruzzi. L'intervista sarà contenuta nel libro sulla dance anni '90 scritto da Luca Giampetruzzi e Giosuè Impellizzeri, in uscita a breve. Al momento non è stato ancora definito il titolo...rimanete sintonizzati!

1) Ciao Massimo, benvenuto su queste pagine !! Iniziamo con una domanda generale sul mondo della dance anni ‘90 … cosa hanno rappresentato per te quegli anni e quel genere così di successo?

Gli anni 90 sono stati un momento molto bello e creativo per la
discografia e la musica Italiana, in cui le spinte pioneristiche che
arrivavano dagli anni 80 trovavano compimento in un ambiente e un
industria che erano diventate oramai mature per allargare l’orizzonte
oltre i confini nazionali.
Infatti si comincia in quegli anni a vedere prodotti dance italiani
inseriti con una certa regolarità nelle charts internazionali

Per Bliss Corporation, furono anni di rapida espansione e grandi
soddisfazioni.

Per me e per il mio socio Luciano Zucchet personalmente BlissCo.
rappresentava una grande responsabilità, visto che era la prima azienda
che costruivamo dedicata espressamente alla produzione discografica.
L’esperienza discografica non mi mancava in quanto avevo avuto la
fortuna e il privilegio di lavorare insieme e per conto di grandi
produttori, quali Turatti, Cecchetto,Bortolotti ,Raimondi e con artisti
quali Jovanotti, Jo squillo,Sabrina Salerno, Papa Winnie,Francesco Salvi
etc… Ma questa era la prima volta che la responsabilità ricadeva
direttamente sulle mie spalle, che per fortuna, tennero bene.

2) Parliamo allora del progetto Eiffel 65. “Blue” partì completamente in
sordina … secondo te perchè la maggiorparte delle radio non aveva
intuito le potenzialità del pezzo ?

Perché non era un brano standard,facilmente inquadrabile in un genere,e
benchè nella Gabry Ponte Ice Mix,( la versione che vendette), ci fosse
una impronta dance commerciale, il brano univa elementi di Pop con
elementi di elettronica d’ avanguardia, che alla fine si rivelarono
vincenti.

3) Le copie vendute tra singoli e album sono state alla fine più di 10
milioni. Che effetto ti ha fatto sapere di aver creato qualcosa che è
andato oltre la semplice dance ?

La sensazione più bella fu quella di aver scommesso con noi stessi che
un certo modo di lavoro, basato sul team sulla tecnologia e sulla
composizione eclettica, avrebbe potuto funzionare, non in maniera
episodica, ma su base regolare. E funzionò…

4) Raccontaci un aneddoto particolare legato al progetto …

Quando pubblicammo il Mix nel ‘98, dopo qualche giorno un promo tornò
indietro , rifiutato da un noto negozio di vinile con la seguente
scritta.” Ma che *********** mi hai mandato! Non senti che ’stò disco è
stonato?”
Penso con gratitudine a quel giudizio, in quanto mi fa capire il valore
e i limiti delle critiche affrettate…

5) Qual è stato a tuo parere il momento più esaltante dell’avventura degli Eiffel 65 ?
Sanremo. Per la prima qualcuno era profeta in patria…

6) Una domanda che si fanno in molti … ci sarà la possibilità di
rivedere questo glorioso progetto ?

Credo che la vita sia debitrice alla morte dello spazio vuoto che la
morte gli lascia in eredità. Spazio che permette alla vita di riempire
con nuove forme,nuove entità, nuove idee che altrimenti non avrebbero
potuto nascere e svilupparsi.
Il ricambio nell’arte è vita, è positivo , è ciò che permette
l’affacciarsi di nuovi artisti alla ribalta

Ieri però ho sentito che i Police hanno suonato alla cerimonia del
Grammy…