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90 Pure all' Italghisa (RE)

Dj Cerla racconta il suo evento 90 Pure all' Italghisa di Reggio Emilia..

Arrivo all’Italghisa a mezzanotte. Uno striscione giallo col logo di A-Style è stato appeso di fronte all’ex-fonderia, presagio di selezione all’ingresso, lista tavoli, musica house, percussionisti, signorine discinte, champagne con frutta pirotecnica, boules di liquido verde, coche rum, mohito, bracciali di Pomellato, jeans a vita bassa, scolli a V con brillanti Swarowsky, camicie aperte al terzo bottone, reggiseni push-up, odore di CK One, fila al cesso davanti all’unica porta delle tre che si chiude a chiave. Moltissime ragazze, bella gente, anche gente normale, gente di 20 o 25 anni. Mi affidano la pista “piccola” - ma in realtà può contenere 600 persone - dalle 1.45 alle 3.30. Nell’altra pista c’è Ciuffo, uno dei migliori DJ house italiani. Bisogna aspettare che i camerieri finiscano di sgombrare le piste dai tavoli del ristorante, io faccio un giretto col mio gin lemon, c’è anche la festa del Fit Village, che è la palestra dove vado, si chiacchiera un po’, qualcuno mi ferma per dirmi che è venuto a sentirmi da Milano, offro perciò un gin lemon anche a lui. Poi finalmente si parte, meglio tardi che mai, i DJ di Radioreggio aprono le danze, poi ecco che tocca a me!

Parto con King of my Castle, ma in poco più di dieci minuti sono già a 140 BPM con Ice MC; parto “a schioppo”, insomma, come si dice da queste parti. Poi rallento un po’ con Open yor Mind, torno a salire, metto due o tre cose belle di Gigi, un Bakelor Symphony di Picotto, un 2 Unlimited, qualche Bliss Team. Poi ancora Kim Lucas, Eiffel, Prezioso, Corona, tre pezzi di Gala; mixo con l’accetta, ho voglia di mettere più musica possibile, e la pista reagisce in maniera eccezionale, rotonda, del tutto inaspettata. Incomincia a riempirsi all’inverosimile di ragazze, poi inevitabilmente arrivano i maschietti. Alle due non ci si muove più. Ogni brano è accolto dall’urlo della pista; la cosa è curiosa, mi stupisce, perché Reggio Emilia è da anni bastione della musica house in Italia, è la patria del Folies de Pigalle. Dopo un po’ mi rendo conto che siamo pronti per l’orgasmo musicale, e per me questo significa essenzialmente VELOCITA’. Zac, metto Dancing with an Angel di Double You. Non ho mai visto una reazione del genere a un mixaggio. La pista esplode, tutto il pubblico girato verso di me; e tutti quegli sguardi dicono una cosa sola, in coro: un grande, immenso FINALMENTE! In quell’esatto istante ho la piena certezza della fine di un’epoca, del cambio definitivo del gusto musicale di questi ragazzi. Salgo ancora, velocissimamente a 155 BPM, con tutto il pubblico in delirio, gli stessi che vengono abitualmente foraggiati ad house, poi decido che è ora di rallentare e sognare un po’, faccio spegnere le luci e metto L’Amour Toujours di d’Agostino e i miei occhi non possono credere a ciò che vedono accadere in pista. Verso le 3.30 finisco con Right in the Night di Jam&Spoon - che finale! - poi esco nella pista grande, prendo un altro gin lemon alla barra del bar, una ragazza alta con la bocca grande mi fa tap tap sulla spalla, sorride e se ne va senza una parola, io saluto ma rimango al bar e osservo la pista. Pochi ballano, malgrado il bravo Ciuffo, qualcuno semplicemente sta lì per marcare posizioni e tenere d’occhio un gruppetto di ragazze. Vedo sguardi annoiati, vedo la parodia della discoteca, una rappresentazione teatrale della discoteca.

Poi guardo al di là delle vetrate, vedo il priveé ancora colmo, inverosimilmente, e allora capisco che questo lunghissimo inverno è finito.

DJ CERLA