È un delitto una scuola senza musica

"Letizia Moratti il 14 gennaio ha inviato alle Camere uno schema di decreto legislativo in cui intende sopprimere l’insegnamento della materia musicale da ogni tipo di scuola superiore salvo i licei musicali"

Dal sito UNITA’.IT:

FIRENZE Altro che «chisto è o paese d’o sole», della canzone napoletana come di Verdi e Puccini, di Monteverdi come di Modugno e Vasco Rossi, qua per la musica la situazione si fa sempre più tetra. Giudicate un po’ voi: il ministro per l’Istruzione e la ricerca Letizia Moratti il 14 gennaio ha inviato alle Camere uno schema di decreto legislativo in cui intende sopprimere l’insegnamento della materia musicale da ogni tipo di scuola superiore salvo i licei musicali, i quali, come già previsto dalla riforma dei conservatori, diventano istituti che preparano professionalmente a diventare musicisti ma se uno ha altre intenzioni ne starà lontano.

In altri termini, si cancella la musica anche dagli attuali licei di formazione socio-pedagogica, ex magistrali, per cui un/una insegnante potrà mettersi dietro una cattedra, non avere la più pallida idea di cosa sia una nota, uno spartito, chi siano stati Mozart, i Beatles o Miles Davis, e andrà bene lo stesso. Perché, con questo schema, o uno si prepara alla professione o niente di niente, neppure se deve insegnare. «È gravissimo, assurdo, inqualificabile», commenta da Firenze Riccardo Muti, artista che più volte ha dimostrato di avere a cuore l’educazione e la civiltà musicale: il direttore d’orchestra, che venerdì ha diretto magnificamente la Messa di Cherubini con l’Orchestra del Maggio Musicale e che replica oggi, proprio l’altro ieri ha definito «un delitto» i tagli alla cultura di questo governo.

Sfortunatamente per la Moratti, essendo lui uno degli artisti più importanti e amati al mondo, Muti è anche la prova vivente di quanto sia devastante un’impostazione come quella concepita del nostro attuale ministro. Perché, quando a sette anni ricevette da suo padre un violino, non si sognava neppure di diventare quel che è diventato.
Maestro, per quale motivo giudica gravissimo questo progetto del ministero?…”

Per saperne di più vi basterà cliccare il link successivo. Ciao, Luigi

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