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Bambini maleducati

A volte suscitano meraviglia, altre volta ilarità, altre ancora rabbia.

Dal sito PAGINEMEDICHE.it

A volte suscitano meraviglia, altre volta ilarità, altre ancora rabbia. Sono le parolacce che escono dalla bocca dei bambini e che lasciano, per un motivo o un altro, di stucco chi le ascolta. Ogni occasione è buona per tirarne fuori una, soprattutto l’ultima che ha imparato, anche se non ne conosce il significato. E soprattutto per attirare l’attenzione quando è in presenza di tanta gente.

I bambini imparano molto dall’ambiente che li circonda e si soffermano proprio sui termini o sui gesti che attirano di più l’attenzione degli altri, positiva o negativa che sia. Molti imparano a scuola le prime parolacce, ma anche la famiglia purtroppo, talvolta si rivela essere un bacino inesauribile di turpiloqui. I fratelli o le sorelle maggiori, i nonni, anche gli stessi genitori possono offrire al bambino tutta una gamma di parolacce, anche se pronunciate involontariamente, come semplice esclamazione, in macchina oppure in cucina se cade qualcosa in terra.

Solitamente nei primi anni di età, durante il periodo prescolare, il bambino dice le parolacce per emulare i grandi. È importante, in questi casi, mantenere la calma e soprattutto evitare di ridere. Il cambiamento nel tono della voce o la reazione della risata alla parolaccia appena pronunciata produrrà il solo effetto di spingerlo a continuare. Cercate invece di spiegargli che il suo modo di fare è sbagliato e che potrebbe offendere qualcuno e fategli presente che è meglio non usare parole di cui non si capisce il significato…”

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