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Tendenze attuali del fotoreportage di guerra

Uno degli assiomi della critica alla modernità asserisce che la ripetuta esposizione ad immagini cruente diminuisce l’impatto che esse hanno sul nostro sistema nervoso e che in tal modo, quindi, si alza la soglia del “vedibile”. Quanto c’è di vero in questo?

Dal sito FotoInfo.net la parte introduttiva di una delle tesi ospitate da

TENDENZE ATTUALI DEL FOTOREPORTAGE DI GUERRA

Capitolo 1.

LA FOTOGRAFIA NELLA SOCIETÀ

“Uno degli assiomi della critica alla modernità asserisce che la ripetuta esposizione ad immagini cruente diminuisce l’impatto che esse hanno sul nostro sistema nervoso e che in tal modo, quindi, si alza la soglia del “vedibile”. Quanto c’è di vero in questo? Quest’idea si limita a denunciare l’erosione del senso della realtà, criticando in modo conservatore la diffusione d’immagini cruente, perché la realtà, quella quotidiana, continua ad esistere al di là dei tentativi di indebolirne l’autorità. Nella versione più radicale di questa critica non c’è più nulla da difendere. La realtà ha abdicato per diventare immagine. Ci sono solo rappresentazioni: media.

Il critico Furio Colombo - giornalista, scrittore e Senatore della Repubblica Italiana - indica i servizi fotografici realizzati durante la guerra di Spagna (1936-1939), come l’inizio di quella “sceneggiatura delle tragedie del mondo” che ha spinto la realtà verso lo spettacolo…”

L’argomento è interessante e per approfondirlo vi basterà cliccare il link successivo.
Ciao, Luigi

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