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Il maestro e la meglio gioventù. Pasolini e la scuola

A trent'anni dalla morte, esce per Aliberti editore un volume di saggi e testimonianze sulla figura dell'intellettuale a cura di Roberto Villa Lorenzo Capitani

Dal sito Emilianet.it

REGGIO EMILIA (1 nov. 2005) - Il volume sarà presentato mercoledì 2 novembre, alle ore 17,30, presso il Palazzo del Capitano del Popolo – Piazza del Monte 2 Reggio Emilia.
Interverranno:

Giovanni Catellani
– Assessore alla Cultura del Comune di Reggio Emilia
Nadia Lusetti – Assessore alla Cultura del Comune di Scandiano
Davide Ferrari - Università di Bolzano
Roberto Villa, Lorenzo Capitani, curatori del volume
Letture di Daniele Salvo

Il maestro e la meglio gioventù è dedicato alla figura di Pasolini. Intellettuale, cineasta, scrittore e poeta; in questo convegno ci si è concentrati su un aspetto meno conosciuto al grande pubblico e che tuttavia è parte integrante dell’intero percorso umano e artistico di Pasolini: il suo ruolo di maestro. Due insegnanti – Roberto Villa e Lorenzo Capitani – raccolgono in questo volume diversi interventi, che guardano a questo “collega” come ad un esempio di strenua volontà educativa. Questa straordinaria figura di intellettuale si forma negli anni giovanili in Friuli già nell’esperienza della “scuoletta” di Versuta: ai giovani che non potevano raggiungere Udine a causa dei bombardamenti, Pasolini offriva così la possibilità di non interrompere gli studi.

La sua opera di intellettuale come educatore non si pone su un piano astratto, bensì è vocazione prima, concreta e vivente. In questa prima esperienza, ancora fuori dall’Istituzione scolastica, Pasolini sviluppa una concezione della scuola come base della società. La commistione tra scuola e vita non limita l’impegno del maestro alle ore di lezione né la sua figura alla tradizionale autorità: intende invece prolungare l’impegno nel voler conoscere gli allievi, il loro contesto, il potenziale che hanno verso sé stessi.

Proprio questo è il modello che Pasolini tenterà di importare nella scuola pubblica quando riceverà i primi incarichi istituzionali come insegnante. Si tratta per lui di «sfumature, sfumature rischiose ed emozionanti», calcolare ciò che fa parte «di una pedagogia veramente positiva, che è difficile presentare in termini di un testo scolastico, e che è la competenza vivente di chi vive nel cerchio continuamente mobile dello spirito…»….”

Per saperne di più, ti basterà cliccare il link successivo. Ciao, Luigi

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