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Le parole della guerra

Quali parole, quali espressioni ci permettono di comprendere l'epoca post guerra fredda, il mondo post-bipolare?

Dal sito Pianeta Scuola
 
“Prima del 1989 c’era il “muro di cemento”, fatto costruire dal regime tedesco- orientale nel 1961; oggi, sedici anni dopo la riunificazione di Berlino, c’è ancora una barriera, invisibile e insieme reale, a dividere i tedeschi. Prima i protagonisti dei rapporti tra le due Germanie erano i saltamuro; oggi sono gli Ossis e i Wessis, i tedeschi un tempo, rispettivamente, dell’Est e dell’Ovest.
 
Prima c’era il desiderio di libertà (libertà politica, di espressione, di riunione, di movimento); oggi, che questo desiderio si è realizzato nella Germania unita, è diffuso presso gli ex tedeschi orientali un senso di rimpianto, di nostalgia (l’Ostalgie: la nostalgia della Germania orientale), ma anche di rancore verso i ricchi dirimpettai, e, fra i tedeschi occidentali, un sentimento di fastidio verso i nuovi arrivati, considerati sgarbati, lamentosi, privi di stile.
 
Così, uno degli avvenimenti decisivi del XX secolo, che sembrava poter simboleggiare la vittoria dei principi delle democrazie occidentali, è divenuto invece il sintomo di un disagio e il segnale che non tutto stava svolgendosi come si sperava…”
 
Per continuare, basterà cliccare il link successivo. Ciao, Luigi
 

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