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A cena con Hezbollah

A cena con i terroristi. Incontri con gli uomini più ricercati del mondo

Dal sito NuoviMondiMedia.com

Gli aeroplani israeliani incrociarono sopra le nostre teste per tutto il pomeriggio, lasciando lunghe scie bianche nel cielo azzurro limpido. Hezbollah aveva una sede a J’baa, un piccolo edificio in mezzo a una fila di negozi. All’interno c’erano raccoglitori sugli scaffali, volantini e manifesti sparsi tutt’intorno insieme ad altro armamentario del partito; un portachiavi con l’immagine del leader di Hezbollah, fasce per capelli con slogan e segnalibro in pelle con goffrato il simbolo del partito, un pugno sollevato che agita in aria un Kalashnikov.

L’uomo dietro la scrivania fece una telefonata e annunciò che, per quella sera, avevo un appuntamento a cena con un comandante hezbollah. Mi era stata assegnata una guardia del corpo chiamata Abbas, un uomo accigliato sulla ventina. Forse c’era un problema nella traduzione, ma non riuscii a stabilire se stavo per incontrare il comandante militare o il leader spirituale. Lo chiamavano “Shaykh”, ma per gli hezbollah, gli uomini di Dio e gli uomini d’armi possono essere la stessa cosa.

Era una notte senza luna e io stavo per essere condotto giù per un sentiero che partiva dal centro di J’baa. In qualche angolo lontano era appesa una lampadina nuda, ma ogni passo in avanti era un atto di fede. Sospettavo che mi stessero facendo fare un percorso circolare per evitare che il giorno dopo potessi individuare l’edificio. Gli hezbollah erano ossessionati da segretezza e sicurezza. La nostra destinazione si rivelò essere una casa di tre piani con frammenti di luce che filtravano dalle fenditure nelle porte e nelle persiane…”
 
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