Bambini stranieri a scuola

Attenzioni pedagogiche e didattiche per favorire lo scambio interculturale

Dal sito IL D

L’Italia si colloca oggi accanto ai grandi paesi europei di immigrazione: infatti, secondo i dati del Rapporto Immigrazione Caritas/Migrantes 2006 alla fine del 2005 gli immigrati regolari in Italia erano 3.035.000, il 5,2% della popolazione, in pratica uno ogni 20 residenti.
I minori stranieri sono 586 mila, pari ad un quinto della popolazione straniera ed hanno conosciuto quasi un raddoppio nel corso degli ultimi 5 anni (nel 2001 erano 326 mila) ed in oltre la metà dei casi (56%) si tratta di persone nate in Italia.

Gli studenti con cittadinanza straniera sono 424.683 e si stima che tra due anni supereranno il mezzo milione.

Tante e diverse sono le tipologie di bambini stranieri che vivono e studiano nel nostro Paese: figli di stranieri nati fuori dall’Italia, figli di stranieri nati in Italia, figli di un genitore italiano e di uno straniero, stranieri adottati da grandi e non registrati come stranieri.
Questi dati fanno riflettere sull’importanza e la necessità, per il sistema scolastico italiano, di promuovere forme efficaci di accoglienza contribuendo ad una piena integrazione degli alunni stranieri e delle loro famiglie nella nostra società.

Nel pensiero di Graziella Favaro, studiosa e autrice di numerosi libri su tematiche connesse all’ apprendimento/insegnamento dell’italiano come seconda lingua e all’educazione interculturale, tre sembrano essere le primarie attenzioni pedagogiche da promuovere per far sì che l’inserimento dei bambini e dei ragazzi stranieri rappresenti il primo passo per l’integrazione e lo scambio interculturale.
 
a. l’accoglienza (tanto del singolo alunno quanto della famiglia immigrata)
 
b. lo sviluppo linguistico
 
c. l’approccio interculturale…”
 
Per continuare, basterà cliccare il link successivo. Ciao, Luigi

 

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