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La mole in pegno: provocazione o finanza creativa?

La provocazione: i gioielli della città alle Fondazioni per accendere mutui

mole La notizia che si legge su “Lastampa.it” è di quelle che fa riflettere appasionati di arte e non. Anch’io, Dire basta ai tagli alla Cultura sarebbe proprio ora anche perché tanti monumenti di secondaria importanza dovrebbero essere restaurati e se abbandoniamo anche quelli più rappresentativi… Eccovi un accenno di quanto troverete nell’articolo:

TORINO
A pensare male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca» diceva il divo Giulio al quale forse si è ispirato il vicepresidente del Consiglio comunale, Michele Coppola (FI), che ha gettato un macigno nello stagno chiedendo retoricamente «Immmediata smentita», con ben tre «m», all’ipotesi che il Comune, alla disperata ricerca di denaro voglia «vendere» Mole, Teatro Carignano e Regio.

Vendita, va da sé, è una parola grossa perché com’è possibile vendere un edificio come la Mole con destinazione d’uso «museo»? Però, per rimanere alla Fondazione Teatro Regio è certo che qualcuno negli uffici di Palazzo Civico, guardati i conti dell’ente guidato da Valter Vergnano per trovare qualche spesa superflua da eliminare, abbia concluso l’ispezione allargando sconsolato le braccia: «Non c’è trippa per gatti»…”

Per saperne di più, basterà cliccare il link correlato. Ciao, Luigi

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