Imparare divertendosi si può... anche a scuola

Come non essere d'accordo? Ma la scuola è preparata a proporre questo approccio didattico?

Bimbo che gioca al calcio Molti sono convinti che “la scuola non è un gioco!”. Dovremmo ricrederci, almeno per quanto riguarda le attività del periodo che i bambini trascorrono in quella dell’Infanzia e Primaria. Dovremmo probabilmente anche osservare meglio proprio gli alunni e guardando la “serietà” e l’impegno che mettono nel gioco, ricordare la valenza che le motivazioni hanno nella qualità dell’apprendimento.

Come genitori ed insegnanti sanno, poche attività entusiasmano i bimbi più del giocare, pochi metodi riescono ad essere così efficaci e trasversali. Innescare la partecipazione spontanea non è sempre cosa facile quindi viva questa “risorsa didattica” che Madre Natura ha inserito nel DNA dei “cuccioli” dell’uomo e di tanti altri esseri viventi. Per saperne di più troverete un interessante articolo in mentelocale.it. Di seguito la parte introduttiva:

“Il gioco è necessario per lo sviluppo fisico, conoscitivo e sociale dell’uomo: attraverso il gioco ci si esercita a rispettare le regole e a crearne di nuove.

Si tratta inoltre di un mezzo efficace e potente per costruire la consapevolezza delle dinamiche che generano il conflitto, e formare l’attitudine alla ricerca di soluzioni creative ed eque. Permette di inscenare, di mettere in gioco, appunto, i conflitti in forma simbolica, affinando la capacità di osservare e capire anche quelli reali. Abitua alla necessità di operare scelte e prendere decisioni valutando attentamente le conseguenze possibili, quindi a proiettarsi nel futuro…”

Per continuare la lettura, basterà cliccare il link correlato. Ciao, Luigi

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