La frequenza delle scuole private come elemento utilizzabile per valutare il reddito dei contribuenti non mi sembra poi una cattiva idea ma vorrei sapere la vostra opinione.
Di seguito propongo un sondaggio che durerà un mese dalla pubblicazione dell’intervento. Dite la vostra.
Per coloro che volessero approfondire l’argomento, di seguito propongo la parte introduttiva di un articolo presente nel sito Il Sole 24 ore:
L’agenzia delle Entrate prova a smorzare le polemiche seguite alla citazione, all’interno della circolare 13/E del 9 aprile, della frequenza a scuole private come indicatore di ricchezza per il redditometro. A confermare che il Fisco non considera la scuola privata un lusso interviene con una lettera il direttore dell’agenzia delle Entrate, Attilio Befera (si veda il testo più sotto).
In realtà, operando con un confronto su cinque anni e concedendo una franchigia per far scattare l’accertamento, il redditometro porta a un numero di controlli tutto sommato estremamente limitato rispetto alle possibilità di individuazione di situazioni a rischio da parte dell’Agenzia.
Il redditometro, allo stato attuale, può rilevare solo situazioni di estrema “insostenibilità”. L’obiettivo del Fisco, però, è realizzare una cartella con tutti i dati dei contribuenti e confrontare spese effettuate e redditi dichiarati.
Per continuare la lettura, basterà cliccare il link correlato. Ciao, Luigi

Luigi Perillo








