La domanda avrebbe bisogno di una risposta da parte di molti, Ministro dell’Istruzione in testa.
In un contesto in cui ci si preoccupa delle casse dello Stato e non si trova altra soluzione che tagliare alla fonte le speranze dei giovani, sembrerebbe prioritario garantire soprattutto la formazione religiosa.
Probabilmente l’obiettivo è quello di formare dei buoni Cristiani nella speranza che la Fede, una volta adulti, li aiuti a perdonare coloro che ne hanno limitato le potenzialità proprio quando andavano stimolate con una formazione primaria ottimale.
A parte gli scherzi, troppe discipline fondamentali per la crescita degli alunni sono penalizzare in favore dell’”ora di religione” che, si badi, nella scuola elementare non è una ma due a settimana.
Di questo e altro si parla anche nel sito Ilpost.it. Di seguito la parte introduttiva dell’articolo:
“Se non appartenete alla pur nutrita categoria degli italiani con bambini che vanno a scuola, forse pensate che nella scuola italiana ci sia “l’ora di religione”: ve ne ricordate da quando eravate bambini e sapete che un’originale ingerenza di uno stato estero – il Vaticano – nelle leggi di uno stato poco laico – l’Italia – impone che parte della didattica scolastica e degli investimenti economici statali siano sacrificati in questo senso al compimento di un’ora settimanale di insegnamento della religione cattolica nelle scuole pubbliche…”
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Luigi Perillo








