La soluzione del problema precari non passo certo attraverso tempi brevi.
La sua soluzione, potremmo quasi dire, sarebbe un primo passo verso l’archiviazione della “questione meridionale”, se è vero come è vero, che il 65% risiede nel meridione della nostra penisola.
Non bisogna però sottovalutare lo squilibrio che l’aspetto geografico del problema precari porta con sè se consideriamo che, per esempio nella scuola primaria, il 36% è inserito nelle graduatorie delle scuole del Nord.
Cifre considerevoli che hanno però dell’assurdo se riflettiamo sulla penuria di docenti per alcune discipline, soprattutto tecnico-scientifiche.
Di questo e altro si parla nel sito Il Sole 24 Ore. Di seguito la parte introduttiva dell’articolo:
“Sono poco meno di 247mila i docenti precari della scuola italiana. Più precisamente, 246.847. Il dato è del 2009 e arriva dall’annuale rapporto del ministero dell’Istruzione, «Osservatorio sulle graduatorie ad esaurimento». Circa 12mila in meno rispetto al 2008 (-4,8%), ma si tratta, comunque, di numeri elevatissimi, soprattutto se si considerano i tempi per la loro stabilizzazione…”
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Luigi Perillo








