Da tempo l’opinione pubblica è stata allertata sul fenomeno del cosiddetto bullismo sia tra i bambini sia tra i ragazzi.
Le violenze rivolte a coetanei non interessa però solo i maschi e le scazzottate, pettegolezzi, e non solo rientrano ormai nel repertorio dei comportamenti aggressivi del “gentil sesso” presente tra i banchi delle scuole primarie o superiori.
L’esperienza quotidiana non chiedeva conferme accademiche ma visto che c’Ă© chi ha studiato il fenomeno, e mi riferisco allo studio pubblicato sulla rivista Child Development svolto all’UniversitĂ dell’Arizona, ora abbiamo elementi scientificamente accertati.
Anche qui in Italia non si sottovaluta il fenomeno e strutture molto radicate nel territorio cercano di correre ai ripari anche informando i genitori. Di questo e altro si parla nel sito QuotidianosanitĂ .it. Di seguito la parte introduttiva dell’articolo:
“Aggressivi o sottomessi? Bulli, leader o gregari? Agitati o esposti al riflesso del disagio tra le mura domestiche? Qual è l’identikit del bullo della classe? Come mai il fenomeno dell’“aggressivitĂ rosa” è in costante crescita? Come riconoscerli e, soprattutto, come gestirli?
All’inizio del nuovo anno scolastico, l’Ospedale Pediatrico Bambino GesĂą diffonde un dossier sul bullismo per aiutare genitori, insegnanti e anche i compagni di classe a gestire i bulli.”
Per continuare la lettura, basterĂ cliccare il link correlato. Ciao, Luigi

Luigi Perillo








