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    <title>guide</title>
    <link>http://guide.supereva.it</link>
    <description>Le guide di Supereva</description>
    <pubDate>Tue, 25 Oct 2011 14:15:24 GMT</pubDate>
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    <copyright>2008-2009 Blogo.it</copyright>
    <language>it-it</language>

    
	<item>
	<title>Cronache dallo SMAU 2003</title>
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	<pubDate>Thu, 30 Oct 2003 00:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Adriana Tisselli</dc:creator>
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    <category>domotica</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p>Cominciamo subito con un&#8217;impressione a caldo: il Salone di quest&#8217;anno si è aperto all&#8217;insegna di un generale understatement.<br />
Insomma &#8230; è ormai decisamente chiaro a tutti che i tempi d&#8217;oro della Net Economy sono solo un pallido ricordo. Spariti gli yuppies arroganti, quasi estinti i rampanti managers delle dot.com, la maggior parte dei visitatori era costituita da vere e proprie orde di rumorosi ragazzotti alla ricerca dell&#8217;ultima Play Station. </p>
<p>Tuttavia, nel marasma più totale, qualche novità ha timidamente fatto capolino. Infatti bisogna anche sottolineare che quei pochi che hanno resitito all&#8217;onda d&#8217;urto della recessione hanno saputo &#8220;fare di necessità virtù&#8221; riuscendo, anche in un periodo di forte crisi come quello attuale, ad andare avanti con buone idee e solidi progetti.</p>
<p>Tra questi segnaliamo la Bticino che quest’anno, oltre alla Digital Home ha presentato il Digital Shop. Un negozio completamente computerizzato che abbina al movimento delle merci il tracciamento delle stesse grazie a dei microchip intelligenti che – in parole semplici – sono dei codici a barre molto evoluti. Insomma gli oggetti, in questo modo, possono essere controllati, catalogati, comprati e venduti in maniera quasi totalmente automatizzata, con notevole risparmio di energie e di denaro, senza contare la sicurezza in caso di furto</p>
<p>Molto vitali anche le piccole iniziative di e-commerce: da queste probabilmente partirà la ripresa prossima ventura. </p>
<p>Altra presenza forte è stata quella del Motore di Ricerca Google, forte dei suo consolidato successo e vicino alla quotazione in borsa. Nello stand di Google si è svolta un’interessante conferenza durante la quale sono stati illustrati i prossimi obbiettivi nel campo dell’advertising a pagamento per le aziende.</p>
<p>Infine c’è da dire che si è mossa – e anche parecchio – la Pubblica Amministrazione sul fronte dell’informatizzazione dei servizi destinati ai cittadini. Il padiglione del Governo Italiano era decisamente ricco di iniziative interessanti e ben attrezzato. Notevole anche la documentazione fornita. Lo stesso si può dire dello stand della Polizia, di quello Carabinieri e di quello dell’Esercito Italiano.<br />
La tendenza consoldidata è di portare il servizio a casa del cittadino – via internet – e non più il cittadino&#8230;&#8221;allo sbando&#8221; per uffici, in interminabili giri che richiamano alla memoria certe peripezie – pervase da un sottile sadismo – di tipo kafkiano.</p>
 
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	<item>
	<title>Pubblica Amministrazione e accessibilità del web (2° parte)</title>
	<link>http://guide.supereva.it/domotica/interventi/2003/10/144527.shtml</link>
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	<pubDate>Thu, 30 Oct 2003 00:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Adriana Tisselli</dc:creator>
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    <category>future_style</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p>L’utilizzo delle tecnologie innovative nelle Pubbliche Amministrazioni mostra la sua utilità solo se ne diventa percepibile realmente il contributo al miglioramento delle prestazioni finali rese agli utenti del servizio pubblico (= i cittadini). </p>
<p>Questo approccio non deriva soltanto da una generica consapevolezza della centralità dell’utente finale, ma soprattutto dalla concreta realizzazione di ciò che costituisce l’<b>eGovernment</b>. </p>
<p>Significa quindi modificare comportamenti organizzativi spesso molto lontani dalla cultura del servizio, specie nel settore pubblico. </p>
<p>La predisposizione di un servizio on line consentirà al cittadino-utente di poter scegliere la soluzione a lui più congeniale e, nello stesso tempo, obbligherà il soggetto–erogatore del servizio (in questo caso la Pubblica Amministrazione) a riorganizzare il proprio front office puntando alla “multicanalità”.<br />
In questo modo, con la riduzione degli accessi al canale tradizionale (lo sportello) l’efficienza delle P.A. dovrebbe migliorare, elevando, di conseguenza, il livello di qualità del servizio. I canali che dovrebbero essere presenti in un sito di Pubblica Amministrazione, dovranno essere strutturati non secondo il punto di vista della P.A., ma in base alle necessità reali dell’utente (cittadino e/o impresa).<br />
Questo per facilitare l’erogazione e quindi la fruizione dei servizi offerti.</p>
<p>Per favorire l’accesso dei cittadini alle Amministrazioni Pubbliche, negli ultimi anni sono stati sviluppati un numero sempre crescente di siti Internet istituzionali.<br />
Il cittadino italiano ha mostrato un interesse particolare nella navigazione di questi siti. </p>
<p>Rispetto ad altri paesi europei, l’Italia ha accumulato ritardi sotto vari aspetti,<br />
nel pubblico e nel privato, sia nell’innovazione tramite tecnologie ICT che<br />
nello sviluppo della Società dell’Informazione.<br />
Per aiutare le Amministrazioni dello Stato nella realizzazione e nel miglioramento dei loro siti, è in corso di emanazione una direttiva che indica le linee guida da rispettare per accedere al dominio .gov.it. Queste linee definiscono gli standard minimi di qualità per i principali aspetti di ogni sito governativo. Tutti i siti Internet pubblici dovranno prevedere, accanto al riconoscimento tradizonale tramite “nome utente” e “ password” anche l’identificazione attraverso la Carta d’Identità Elettronica e la Carta Nazionale dei Servizi.</p>
<p>Le tecnologie dell’informazione e della comunicazione, con i servizi ad esse connessi, continueranno a svilupparsi in modo estremamente rapido e ad accentuare la tendenza ad integrarsi tra loro.</p>
<p>Si prevede infatti uno scenario di sviluppo straordinario per i prossimi 4 anni:<br />
gli utenti connessi alla rete saranno 10 volte quelli attuali; </p>
<p>la velocità delle reti sarà moltiplicata di 100 volte; </p>
<p>i dispositivi connessi in rete saranno 1000 volte più numerosi; </p>
<p>il numero delle transazioni in rete sarà moltiplicato per 1.000.000. </p>
<p>Questa evoluzione delle tecnologie porterà significativi impatti su cittadini, imprese e Pubbliche Amministrazioni.</p>
<p><b>Cittadino</b>: </p>
<p>navigazione Internet a grande velocità e sempre in linea; </p>
<p>fruizione dei contenuti multimediali della Rete; </p>
<p>telefonia su internet; </p>
<p>telelavoro, teleformazione, telemedicina. </p>
<p><b>Imprese</b>:  </p>
<p>imprese in rete e reti di imprese; </p>
<p>elevati modelli di conoscenza e servizi al cliente; </p>
<p>nuovi modelli di informatica (“a distanza” e “a consumo”); </p>
<p>gestione di grandi quantità di informazione rese possibili dalla progressiva riduzione dei costi. </p>
<p><b>Pubblica Amministrazione</b>:  </p>
<p>facilità di entrare in contatto e fornire servizi al cittadino; </p>
<p>miglioramento dei canali di comunicazione tra Amministrazioni che consentirà una maggiore efficienza verso cittadino e impresa; </p>
<p>ottimizzazione dell’uso delle risorse pubbliche attraverso l’applicazione delle tecnologie.</p>
 
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	</item>
    
	<item>
	<title>Pubblica Amministrazione e accessibilità del web (1° parte)</title>
	<link>http://guide.supereva.it/domotica/interventi/2003/10/144528.shtml</link>
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	<pubDate>Thu, 30 Oct 2003 00:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Adriana Tisselli</dc:creator>
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    <category>future_style</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p>La Pubblica Amministrazione si sta “modernizzando” grazie al web. Ma innanzitutto bisognerebbe fare un passo indietro e capire cos’è l’ACCESSIBILITA’ di una pagina o più in generale di un sito internet. Ecco in alcuni punti salienti, un breve riassunto.</p>
<p>Il <b>W3C</b> (Il termine significa &#8220;World Wide Web Consortium&#8221;) è un consorzio di aziende del settore informatico che si occupa di stabilire standard di riferimento per il Web.<br />
Il W3C studia i sistemi ed i linguaggi per la trasmissione di dati attraverso il Web e ne ufficializza l&#8217;utilizzo attraverso raccomandazioni definitive. </p>
<p>Nel 1999, dal W3C, nasce il <b>WAI - Web Accessibility Initiative. </b> </p>
<p>La missione del WAI è quella di rendere accessibile universalmente Internet:  si pensa ad un nuovo modo di concepire lo sviluppo delle pagine web ispirato ai Principi di Progettazione Universale, per permettere anche agli utenti disabili di accedere ai contenuti del web.  Nel maggio 1999 viene pubblicata la <b>Web Content Accessibility Guidelines 1.0 (WCAG) </b>  consistente in 14 linee guida che analizzano i problemi di accessibilità per i siti web proponendo soluzioni correttive. </p>
<p>I problemi di accessibilità si possono dividere in: </p>
<p>disabilità fisiche/sensoriali: non vedenti, ipovedenti, daltonici, non udenti, utenti con difficoltà motoria nell&#8217;uso di mouse e tastiera;</p>
<p>disabilità cognitive: scarso apprendimento, problemi di lettura e comprensione dei testi; </p>
<p>barriere tecnologiche: connessione lenta, plug-in assenti;</p>
<p>situazioni particolari: impossibilità di utilizzo dei normali strumenti di input e/o<br />
output (causa occupazione in altre attività o condizioni di disagio contingenti). </p>
<p>Per le amministrazioni pubbliche è obbligatorio il rispetto di alcune norme.<br />
In Italia c&#8217;è una <b>Circolare AIPA</b>  del settembre 2001 contente criteri e strumenti<br />
per migliorare l&#8217;accessibilità&#8217; dei siti web.<br />
Ma la certificazione attualmente più richiesta è il “bollino”  AAA, risultante dal totale e completo rispetto delle 14 linee guida.</p>
<p>Nel giugno 2000, per accelerare lo sviluppo digitale dei paesi membri,<br />
la Commissione europea definisce il piano “<b>eEurope 2002</b>  ”, un insieme di indicazioni destinate agli stati membri al fine di trarre il massimo vantaggio dalle opportunità offerte dalle nuove tecnologie dell’informazione.</p>
<p>Attualmente è in fase di elaborazione un nuovo piano d’azione, “<b>eEurope 2005</b>  ”,<br />
presentato preliminarmente a Barcellona, la cui priorità sarà portare a tutti i cittadini<br />
e a tutte le imprese i benefici di Internet. </p>
<p>Il nuovo piano si focalizza su alcuni obiettivi prioritari quali: </p>
<p>diffusa disponibilità e accesso in larga banda a internet;  </p>
<p>un modello di sicurezza ICT; </p>
<p>servizi governativi online completamente interattivi (<b>eGovernment</b>  ); </p>
<p>un ambiente di eBusiness dinamico e diffuso; </p>
<p>servizi di eHealth e eLearning completamente sviluppati. </p>
<p>Il modello è una Pubblica Amministrazione orientata all’utente, cittadino e impresa,<br />
fornitrice di moderni servizi, efficiente e trasparente nei suoi compiti.<br />
La realizzazione di un tale <b>modello di eGovernment</b>  , nei suoi sviluppi più avanzati,<br />
rappresenterà anche un potente strumento di coinvolgimento e partecipazione<br />
dei cittadini ai processi decisionali, evolvendo verso modelli innovativi<br />
di <b>eDemocracy</b>  .</p>
<p>Il rapido sviluppo della Società dell’Informazione porta certo con sé grandi<br />
opportunità, ma anche una grande sfida: garantire tali opportunità per tutti.<br />
E’ dunque necessario creare delle condizioni di base che prevengano esclusioni individuali o di gruppo, che proteggano e abilitino le categorie più deboli e le aree geografiche più disagiate.</p>
 
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	</item>
    
	<item>
	<title>SMAU – Domotica: impressioni &quot;a caldo&quot;</title>
	<link>http://guide.supereva.it/domotica/interventi/2002/10/123152.shtml</link>
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	<pubDate>Sun, 27 Oct 2002 00:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Adriana Tisselli</dc:creator>
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    <category>domotica</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p>SMAU, come ogni anno - da qualche tempo a questa parte - offre una panoramica sulle ultime novità della domotica: elettrodomestici intelligenti; telecomandi e display a parete di vario tipo per gestire impianti di riscaldamento, illuminazione, antifurto, irrigazione del giardino; maxi schermi al plasma e impianti Dvd con ricezione satellitare; e il “solito Internet” che permette di avere tutto sotto controllo anche a migliaia di chilometri di distanza. </p>
<p>La Bticino, un’importante realtà in questo settore – il cui stand centrale era però mal gestito da hostess estremamente lente e anche ineducate – ha presentato la ‘My home web’ un servizio per il controllo e la gestione da remoto della propria casa. La Bticino ha collaborato anche all’allestimento della Digital Home, con i suoi sistemi di video-citofono, controllo dell’antifurto, interruttori dell’ultima generazione, cronotermostato e telefono. </p>
<p>Lunga e sfiancante è stata la fila per visitare la Digital home, il prototipo di ‘casa intelligente’ - realizzato da Candy, Iguzzini, Oikos, Margaritelli, Schuco, Teuco, Contini, Bang e Olufsen e Sivral - nel quale si sono sperimentate soluzioni impiantistiche, tecnologiche e domotiche pensate per migliorare la qualità della vita domestica. </p>
<p>La Merloni (Ariston) ha presentato la sua linea di ‘elettrodomestici intelligenti’; tra le novità, un frigorifero in cui freddo varia zona per zona a seconda degli alimenti che vi sono conservati, una lavastoviglie che legge, attraverso il grado di torpidità dell’acqua, il tipo di sporco delle stoviglie stabilendo, di conseguenza, la temperatura di lavaggio ottimale, e i nuovi forni dotati della tecnologia smart cooking (con la quale si possono memorizzare le ricette e controllare a distanza cottura e temperatura). </p>
<p>La Innovatech ha presentato una serie prodotti, tra cui tastiere e un display touch screen per il controllo dei vari sistemi (il “Q-touch”). Con un solo tasto è possibile richiamare situazioni preimpostate che coinvolgono più impianti: Cena, Uscita, Notte, Ospiti in relazione alle quali è possibile controllare automaticamente tende, tapparelle, audio, video, sicurezza, eccetera. Il tutto raffigurato e “disegnato” sulla pianta della casa. Una menzione speciale va fatta al personale dello stand che è stato gentilissimo, professionale e estremamente disponibile. </p>
<p>Anche gli studenti del Politecnico hanno partecipato con dei loro progetti, ma di questo ne parlerò nel prossimo intervento. <i>(Segue)</i></p>
 
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	</item>
    
	<item>
	<title>Minority Report</title>
	<link>http://guide.supereva.it/domotica/interventi/2002/10/120848.shtml</link>
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	<pubDate>Tue, 08 Oct 2002 00:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Adriana Tisselli</dc:creator>
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    <category>fantascienza</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p>Tratto dall’antologia “Rapporto di Minoranza ed altri racconti” (1956) di <a href="http://www.philipkdick.com/overview.htm#biography"> Philip K. Dick </a>, il film offre parecchi spunti di riflessione se, come è vero, libri e film da sempre anticipano la realtà che sarà. Dick è stato un geniale autore di fantascienza, per lungo tempo incompreso (almeno fino al <a href="http://seattlepi.nwsource.com/movies/76011_dick26.shtml"> 1982</a>, anno di morte dello scrittore e anche di uscita di uno dei maggiori film cult di tutti i tempi, tratto da un suo romanzo: <a href="http://www.blade-runner.it">Blade Runner</a>).</p>
<p><b>La trama</b> </p>
<p>La storia, ambientata nell’anno 2054, parla degli Stati Uniti come di un paese che ha trovato la definitiva soluzione al crimine. Grazie ad una sorta di regime poliziesco che si basa sul talento di tre mutanti precognitivi (i “precog”), degli speciali agenti riescono ad arrestare gli assassini “prima” che essi possano, di fatto, commettere gli omicidi.<br />
La soddisfazione è generale, finché qualcuno non comincia ad insinuare dei dubbi in merito all’attendibilità delle previsioni e, di conseguenza, a mettere in discussione l’integrità di tutto il sistema. E colui che, più di ogni altro, ha creduto e combattuto per quello stesso sistema, improvvisamente, si ritrova ad essere accusato ingiustamente.</p>
<p><b>Le tematiche</b></p>
<p>I temi che attraversano l’opera di Dick sono: la confusione tra vita naturale e artificiale; la crescente pervasività del potere politico che controlla e manipola corpo, mente e personalità degli esseri umani; lo sviluppo di forme di intelligenza artificiale dotate di sensibilità e coscienza tali da sembrare creature “viventi”. In <a href="http://www.philipkdick.com/hollywood/minority/review.htm">Minority Report</a> il tema affrontato è scottante – quello dei rischi di degenerazione poliziesca legati alle leggi antiterrorismo - se consideriamo i tempi in cui è stato girato il film, e ancora di più il periodo in cui è stato distribuito nelle sale di tutto il mondo. L’accento viene posto sulla limitazione della privacy imposta dalla tecnologia e dai governi, un presentimento quasi “orwelliano”.<br />
In discussione, qui, è l’idea stessa di libero arbitrio: la libertà appare impossibile perché non appena ci si emancipa dalle manipolazioni del potere, si scopre che dietro a quel potere ce n’è sempre un altro.</p>
<p><b>Le opinioni</b></p>
<p>Dice Steven Spielberg: “<i> La visione di Minority Report”, che ho girato molto prima dell’11 settembre, ma che è uscito dopo la tragedia collettiva, ha spinto una platea, per lo più superiore ai 25 anni, a vivere il film come lo specchio futuristico delle problematiche attuali. (&#8230;) Per il pubblico, questi temi, interrogativi e timori, si sono riflessi nel racconto di Dick e nel nostro film. (&#8230;) E’ stato importante girare a Washington, una città costruita da un urbanista francese su un modello del Rinascimento, nata come modello di Utopia. Nel film è un prototipo della vita presente e futura, non solo in senso tecnologico. Mi interrogo di continuo sul potere della tecnologia, che ha conquistato un ruolo determinante nell’esistenza di tutti e che, da strumento per l’uomo, si sta tramutando – e sono pessimista su questi sviluppi – in una sorta di padrona e spia del nostro esistere.</i>” [cit. Corriere della Sera]</p>
<p>Aggiunge, a sua volta, Tom Cruise: “<i> Interpretare Minority Report, diretto da un autore con il quale il mio immaginario cinematografico si è formato, è stato un modo di interrogarmi sul futuro che ci aspetta e che prepariamo per i nostri figli, sul presente denso di incognite. E’ vero che il controllo della privacy è un primo passo verso la dittatura, ma è anche vero che oggi è necessario prevenire i pericoli.</i>”<br />
[cit. Corriere della Sera]</p>
<p><b>Filmografia ispirata a Philip K. Dick</b></p>
<p><b>&#8220;Blade Runner&#8221;</b> (1982) dal romanzo &#8220;Do Androids Dream of Electric Sheep?&#8221;</p>
<p><b>&#8220;Total Recall&#8221;</b> (1990) dal racconto &#8220;We Can Remember It for You Wholesale&#8221;</p>
<p><b>&#8220;Barjo&#8221;</b> (1992) dal racconto &#8220;Confessions of a Crap Artist&#8221;</p>
<p><b>&#8220;Screamer&#8221;</b> (1995) dal racconto &#8220;Second Variety&#8221;</p>
<p><b>&#8220;Impostor&#8221;</b> (2002) dal racconto &#8220;Impostor&#8221;</p>
<p><b>&#8220;Minority Report&#8221;</b> (2002) dal racconto &#8220;The Minority Report&#8221;</p>
 
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	<item>
	<title>La forza del Pirelli</title>
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	<pubDate>Thu, 09 May 2002 00:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Adriana Tisselli</dc:creator>
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    <category>sicurezza</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p><b>World Trade Center</b></p>
<p>Il World Trade Center fu inaugurato nel 1970. Il complesso era costituito da due grossi parallelepipedi di 63 metri per ciascun lato (misura obbligata, risultante dalla topografia delle strade). Per reggere il peso di 400 e passa metri di altezza di costruzione, ogni grattacielo al suo interno aveva un altro parallelepipedo &#8220;portante&#8221; più piccolo, completamente in cemento armato, contenente tutti gli impianti, gli ascensori, le scale etc. Intorno, Lo spazio rimanente consentiva la distribuzione (a pianta libera, suppongo) degli alloggi e/o uffici. Cosa è successo intuitivamente? L&#8217;aereo ha tagliato la torre 1 nella zona della pianta esterna e quindi, in teoria, non avrebbero dovuto esserci ulteriori danni, a parte la morte delle persone coinvolte, e il parziale crollo della struttura &#8220;portata&#8221;. Il crollo è arrivato perchè gli aerei, pieni di carburante infiammabile, sono esplosi causando enormi incendi che hanno poi riscaldato la struttura esterna (in acciaio) e soprattutto quella interna (i ferri del cls). Notoriamente il cls resiste al calore fino ad un certo punto: dopodichè si sgretola improvvisamente. Ecco perchè la torre 1 ha resistito ben più di un&#8217;ora prima di crollare rovinosamente. Il cls si è indebolito (a causa dell&#8217;alta temperatura causata dalle parti metalliche strutturali in fusione) fino a raggiungere il punto &#8220;critico&#8221;, cioè quello di &#8220;rottura del materiale&#8221;, e non ha più resistito alla forza di compressione (la forza gravitazionale dovuta al suo stesso peso). Inoltre il crollo della torre 2 (più rapido) ha assestato il colpo di grazia! La torre 2 è stata tagliata dall&#8217;aereo più in profondità e a quota più bassa, ma le ragioni del cedimento sono state le medesime. Se la torre 1 aveva, fino a quel momento, resistito all&#8217;aereo, il crollo della torre 2 ha causato un tale spostamento d&#8217;aria da imprimere alla torre 1 una forza di flessione/torsione (quella dovuta ai venti, per intenderci) talmente violenta da far cedere le ultime resistenze strutturali. Le lesioni poi ormai a questo punto erano così profonde, e le fondamenta così danneggiate che il grattacielo si è come polverizzato. </p>
<p><b>Grattacielo Pirelli</b></p>
<p>Considerato, con il Duomo, uno dei simboli di Milano, il grattacielo Pirelli venne costruito tra il 1955 ed il 1959 su progetto di Ponti, Fornaroli, Rosselli, Valtolina, Dell&#8217;Orto, Nervi. Con i suoi 127 mt di altezza è uno dei più alti edifici del mondo (in cemento armato) ed uno dei più eleganti per la forma a estremità rastremate. </p>
<p>Il 18 aprile 2002 un aereo (un Piper da turismo) con un problema al carrello è precipitato mentre stava cercando di fare un ampio giro per risolvere un’avaria. L&#8217;impatto è avvenuto al di sopra del 25esimo piano, coinvolgendo oltre cinque piani. </p>
<p>Tuttavia, sia per la struttura in cemento armato, sia per il fatto che le scale (notoriamente strutture portanti) sono state progettualmente collocate, molto ingegnosamente, nelle estremità (nelle “punte” dx e sx) dell’edificio, il grattacielo “ha tenuto” nonostante tutto, e le persone sono riuscite a scappare, riparandosi dall’incendio e da eventuali fumi tossici sviluppatisi in seguito all’impatto. I danni riportati sono stati di grossa entità &#8230; ma fortunatamente riparabili. C’è però da osservare che il Pirellone è molto più basso rispetto alle Twin Towers, quindi più forte, e non ha parti metalliche strutturali scoperte; inoltre il collocamento delle uscite (le scale) è stato decisivo, dal punto di vista progettuale, per la messa in salvo dei civili che vi lavoravano.</p>
 
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	<description>World Trade Center
Il World Trade Center fu inaugurato nel 1970. Il complesso era costituito da due grossi parallelepipedi di 63 metri per ciascun lato (misura obbligata, risultante dalla topografia[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>Lo spazio del telelavoro</title>
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	<pubDate>Fri, 08 Mar 2002 00:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Adriana Tisselli</dc:creator>
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    <category>future_style</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p>I visitatori di Spazio Casa 2002  hanno avuto un assaggio, in diretta, di come lo spazio dell’ufficio, da tempo codificato con regole precise, e quello della casa, fondato sulla cura del sé e dei propri cari, potrebbero presto subire una mutazione profonda. Le statistiche dicono infatti che il fenomeno del telelavoro coinvolgerà un numero sempre maggiore di persone. </p>
<p>Il concetto tradizionale di “lavoro” si basa proprio sulla classica separazione fra l’ufficio, luogo socialmente deputato ad una sorta di “ispessimento” del ritmo di vita, e la casa, riservata invece a un “diradarsi” di questo stesso ritmo. Con il telelavoro, invece, questi due mondi si incontreranno nello stesso luogo, cercando di coesistere senza che l’uno prevarichi sull’altro. Il nuovo scenario che si delinea è una dimensione abitativa dove l’uomo-lavoratore interagisce con i mezzi domestici, apre e chiude gli spazi dove si muove, alternando la sfera della produttività a quella più intima della privacy personale, in modo da assecondare i propri tempi, le proprie esigenze e in definitiva “allentare lo stress”.</p>
<p>All’interno dei padiglioni espositivi della fiera di Vicenza è stata realizzata la casa di due telelavoratori, mostrando come vivono e organizzano le loro giornate, in un intrecciarsi continuo di lavoro, divertimento e relax. Il risultato è stato uno spazio, senza porte, dove l’unica vera separazione è stata creata da un pannello a “S”, che divideva la casa vera e propria dalla zona ufficio. Una casa contaminata dall’utilizzo della tecnologia in tutti i suoi ambienti, con un occhio alla salvaguardia della salute.</p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20020308000000"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20020308000000?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20020308000000" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-0008021944834004&channel=2508919242&output=png&cuid=20020308000000&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fdomotica%2Finterventi%2F2002%2F03%2F96928.shtml"/></p>
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	</item>
    
	<item>
	<title>&quot;Casa dolce Casa&quot;</title>
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	<pubDate>Sun, 24 Feb 2002 00:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Adriana Tisselli</dc:creator>
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    <category>domotica</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p>Digitale, cablata, spaziosa e accogliente, gestibile on line e via cellulare, tecnologica ma sgombra da cavi e fili di ogni genere?<br />
Come sarà la casa del futuro?</p>
<p>Una prima realizzazione è stata portata a termine dalla Cisco Systems a Watford, nella campagna inglese. E’ la prima Internet Home, progettata per una famiglia di cinque persone: si tratta, a dispetto di chi potrebbe essersi già fatto un’idea molto “hi-tech” dell’abitazione in oggetto, di un classico e tradizionale cottage a due piani con tetto in coppi, mattoni e travi a vista. Il soggiorno è dominato da un imponente camino, la cucina è decorata da graziose ceramiche. I locali, tre camere da letto e tre bagni, ampi e accoglienti, sono assolutamente sgombri da cavi e monitor. A completare il bucolico quadretto ci sono un bel garage e l’immancabile giardino col prato all’inglese  ma diciamo che il prezzo di questa adorabile casetta non è esattamente  per tutte le tasche!</p>
<p>Sempre la Cisco, a Milano, sta trasformando un palazzo di sei piani nel primo condominio interamente on-line. </p>
<p>A Palermo, invece, una villa del seicento, ormai degradata, è in via di ristrutturazione e quindi sta per essere trasformata, grazie all’impegno dei docenti della facoltà di architettura locale, in una modernissima residenza digitale.<br />
Infatti la domotica permette di migliorare la vivibilità delle case d’epoca, grazie alla rete e a tutto quell’insieme di elementi non invasivi che permettono di non alterare il delicato equilibrio artistico e architettonico degli edifici antichi.</p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20020224000000"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20020224000000?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20020224000000" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-0008021944834004&channel=2508919242&output=png&cuid=20020224000000&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fdomotica%2Finterventi%2F2002%2F02%2F94844.shtml"/></p>
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	<description>Digitale, cablata, spaziosa e accogliente, gestibile on line e via cellulare, tecnologica ma sgombra da cavi e fili di ogni genere?
Come sarà la casa del futuro?
Una prima realizzazione è stata portata[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>Quando l’hacker viaggia nel programma del bianco a 60°</title>
	<link>http://guide.supereva.it/domotica/interventi/2002/01/88923.shtml</link>
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	<pubDate>Sun, 20 Jan 2002 00:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Adriana Tisselli</dc:creator>
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    <category>sicurezza</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p>Negli ultimi anni il problema della sicurezza informatica è aumentato, e diverrà un punto sempre più dibattuto nel prossimo futuro. Ormai, ognuno di noi possiede vari accessi alla Rete, e le modalità di accesso sono diverse. L’esplosione del fenomeno Internet ha portato all’espansione delle connessioni, sempre più veloci e di anno in anno meno costose: ISDN, HDSL, ADSL.<br />
In questo modo una quantità crescente di server e computers risulta connessa in maniera permanente alla Rete, finendo inevitabilmente per diventare il bersaglio degli “hackers”, i pirati informatici.</p>
<p>L&#8217;allarme è stato lanciato dagli esperti di sicurezza, mettendo in crisi i già numerosi estimatori della “Casa Intelligente”. La domotica, cioe&#8217; l&#8217;elettronica applicata agli impianti domestici potrebbe, infatti, divenire campo d&#8217; azione privilegiato degli hackers. </p>
<p>Ad esprimere preoccupazione sui potenziali rischi connessi all&#8217;elettronica domestica è stato Raoul Chiesa, 25 anni, autore del manifesto degli hacker negli anni Ottanta che, per i suoi coetanei, è un vero eroe. Ha bucato i massimi sistemi, è stato arrestato dopo mesi di indagini a livello internazionale, scomodando la polizia di mezzo mondo. Ma soprattutto, è riuscito a cavarsela: i giudici hanno creduto alla sua buona fede e, grazie al patteggiamento, è tornato a piede libero. Da allora, si è rifatto una vita: ha trovato un lavoro che lo soddisfa, ovviamente nel campo della sicurezza informatica. Ed è uscito allo scoperto: è tra i rari hackers di cui si conoscano nome e cognome. </p>
<p>In un&#8217;intervista televisiva “esplosiva” ha confermato che, se a intimidire sono oggi gli attacchi che mettono in pericolo la stabilità dei computer, in futuro, ad essere maggiormente esposti ad incursioni telematiche, saranno invece lavatrici, impianti di condizionamento e frigoriferi che si connettono ad Internet. </p>
<p>Tra gli esempi riportati da Chiesa, uno in particolare merita di essere menzionato ovvero la possibilità che, in futuro, qualcuno riesca ad avere accesso all&#8217;impianto del gas con conseguenze facilmente immaginabili, non contando che le forze dell&#8217;ordine sarebbero assolutamente impreparate per affrontare la situazione in maniera adeguata.</p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20020120000000"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20020120000000?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20020120000000" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-0008021944834004&channel=2508919242&output=png&cuid=20020120000000&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fdomotica%2Finterventi%2F2002%2F01%2F88923.shtml"/></p>
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	<description>Negli ultimi anni il problema della sicurezza informatica è aumentato, e diverrà un punto sempre più dibattuto nel prossimo futuro. Ormai, ognuno di noi possiede vari accessi alla Rete, e le modalità[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>&quot;E un chip esaudirà ogni tuo desiderio!&quot;</title>
	<link>http://guide.supereva.it/domotica/interventi/2001/12/83847.shtml</link>
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	<pubDate>Mon, 17 Dec 2001 00:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Adriana Tisselli</dc:creator>
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    <category>domotica</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p>Il sogno di ognuno è quello di poter adoperare qualsiasi nuovo dispositivo tecnologico “semplicemente” collegandolo ad una spina per vederlo funzionare, e soprattutto senza perdere più tempo per studiare voluminosi libretti di istruzioni, sistemare gli allacciamenti e ritrovarsi, alla fine, con un mucchio di noiosi fili sparsi per il pavimento.</p>
<p>Negli USA questo è già una realtà, ribattezzata “Plug &#038; Play” vale a dire “Attaccalo e usalo”. Questa è anche la promessa di due nuovi universi tecnologici che già si danno battaglia su mercato: Jini, nato in casa Sun Microsystem come evoluzione di Java, e Universal Plug &#038; Play di Microsoft, Windows compatibile. Entrambi consentono di creare reti domestiche connesse anche a Internet. Ma l’idea di base è comunque diversa: se la soluzione Microsoft resta “pc-centrica”, il nuovo nato in casa Sun risponde in pieno allo slogan “The Network is the computer” (la rete è il computer). Jini (parola araba che significa mago, tant’è che il suo simbolo è la lampada di Aladino) è il primo software per “l’embedded Internet” cioè l’Internet incorporata ovunque, per portare in rete qualunque oggetto abbia al suo interno un chip elettronico. In questo modo i costi della rete vengono ridotti e contemporaneamente se ne semplifica l’uso: l’idea rivoluzionaria è quella di creare delle vere e proprie comunità di oggetti in cui Jini costituisce la chiave d’accesso per ogni inserimento. Il software stesso, infatti, è in grado di descrivere l’apparecchiatura e di interfacciarla automaticamente con la rete: è sufficiente disporre di una presa elettrica e di una connessione, dopodiché saranno gli oggetti stessi a “fare conoscenza” tra loro.</p>
<p>Secondo la Sun, il costo di sviluppo per aggiungere la tecnologia Jini sarà compreso tra i 5 e i 10 dollari (intorno alle 19mila lire). Il codice sorgente è libero, ma le aziende che vorranno utilizzare il logo di Jini dovranno pagare una royalty simbolica di 10 cents su ogni utilizzo. Tra queste ci sono già grossi produttori di macchine fotografiche, stampanti epersonal digital assistant.</p>
<p>Ma su un nuovo tipo di utilizzo degli ormai diffusissimi telefoni cellulari, contano un gran numero di produttori informatici, riuniti sotto il cartello del concorrente Microsoft; quest’ultimo infatti è agguerrito sul fronte domestico, grazie ad un sistema che permette di comandare i dispositivi - elettrodomestici e non - tramite un display di cellulare, attrezzato come un browser, sfruttando il linguaggio xml.</p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20011217000000"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20011217000000?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20011217000000" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-0008021944834004&channel=2508919242&output=png&cuid=20011217000000&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fdomotica%2Finterventi%2F2001%2F12%2F83847.shtml"/></p>
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	</item>
    

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