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Globuli rossi, plasma e piastrine

Grazie alla separazione del sangue negli ultimi anni si sono ridotti gli sprechi

Subito dopo il prelievo, il sangue viene centrifugato e separato nei tre componenti principali che sono: i globuli rossi, il plasma e le piastrine. I componenti vengono trasferiti, dopo la centrifugazione, nelle sacche satelliti, il tutto a circuito chiuso in quanto il sangue non deve venire
a contatto con l’aria dove si trovano batteri che potrebbero inquinare il sangue.

I tre componenti hanno un destino diverso:

a) I globuli rossi saranno utilizzati per le anemie acute (emorragie da traumi, emorragie intestinali, interventi chirurgici urgenti ecc.) e per le anemie croniche (leucemie, talassemia): queste ultime sono patologie in cui il paziente
è per tutta la vita trasfusione-dipendente cioè può vivere soltanto grazie alle periodiche trasfusioni (a meno che non possa effettuare il trapianto di midollo osseo).

b) Il plasma viene congelato subito dopo il prelievo ed inviato alle industrie per la preparazione di emoderivati (fattori della coagulazione, albumina, antisieri) oppure trasfuso, dopo essere stato scongelato, a pazienti affetti da
malattie della coagulazione del sangue. L’albumina prodotta dall’industria, che non trasmette alcun agente
infettivo, viene infusa ai pazienti epatopatici cronici con valori bassi di albuminemia.

c) Le piastrine vengono trasfuse ai soggetti affetti da leucemia o da aplasia midollare il cui midollo non produce piastrine. Fino a quindici anni fa, il sangue veniva trasfuso “intero” cioè così come veniva prelevato nei flaconi di vetro, qualunque fosse la patologia in atto: questo determinava un cattivo uso e uno spreco del sangue perché i pazienti trasfondevano anche i componenti di cui non necessitavano. L’avvento delle sacche multiple, in PVC e a circuito chiuso, ha determinato un cambiamento importante: ad ogni paziente viene infuso solo il componente di cui necessita.