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Non conosco nessuna persona gay

Se pensate di non conoscere nessuna ragazza omosessuale è probabile che abbiate dato per scontato delle cose

Radiografando Lara abbiamo detto che una donna che ama le donne non ha un aspetto esteriore particolare.

In altre parole, non si ‘riconosce’ da lontano, non ha la bandierina arcobaleno disegnata in fronte e generalmente non fa la spesa gridando al macellaio ‘Buongiorno Mario, vorrei due braciole che oggi ho proprio una fame da lesbica’.

Quindi se pensate di non conoscere nessuna ragazza omosessuale è probabile che avete dato per scontato troppe cose con le amiche, le donne nella vostra famiglia, le vicine, le conoscenti, le negozianti, le edicolanti, le insegnanti, le dottoresse, le poliziotte, le operaie, le infermiere, le avvocatesse e… (la lista dei mestieri può continuare all’infinito perché le donne che amano le donne hanno tutte le età, sono presenti in tutte le fasce sociali e culturali e fanno tutti i lavori).

Ora alcuni tra voi penseranno che sto ripetendo notizie scontate e un po’ troppo didattiche. Ma se avete amici e amiche non eterosessuali, chiedetelo a loro. Vi diranno che la tendenza a semplificare e a dare per scontato che si sia tutti eterosessuali è ancora piuttosto generalizzata.

Ad esempio (a meno di non fare ogni volta il coming out) se una donna dice di essersi innamorata o di essere fidanzata, i suoi interlocutori concluderanno automaticamente che l’amato sia un uomo.

Se va dal ginecologo, nove volte su dieci si troverà di fronte a domande di anamnesi che non contemplano le sue abitudini sessuali e dovrà scegliere se rendersi o meno visibile per ottenere l’approccio diagnostico più adatto alla propria salute.

Se le notizie che ho dato sopra fossero davvero scontate, nel conoscere le persone non si darebbe per scontato il loro orientamento. Si lascerebbero aperte le possibilità. Non si assillerebbero le bambine (che poi diventano ragazzine, adolescenti e adulte) con interrogatori ricorsivi sulla ricerca del fidanzatino o del principe azzurro. E soprattutto, di fronte alle scelte diverse dalla proprie, non ci sarebbe l’ossessione di voler conoscere il perché.

I diversi aspetti della vita e dell’essenza di una persona sono il frutto di processi complessi e non sempre identificabili. Coordinate e linee che si intersecano. Gli uomini e le donne eterossessuali se lo chiedono mai perché sono eterosessuali? E se lo scoprissero, questo li renderebbe più eterosessuali o meno eterosessuali di chi non lo ha scoperto? Più contenti, più tristi? Secondo voi la serenità di una persona è codificata in qualche formula di vita ben definita che va rincorsa e attuata per filo e per segno?