Questo sito contribuisce alla audience di

Piroette linguistiche davanti alle parole 'scomode'

Lesbica è carica di connotazioni, e va bene. Donna omossessuale sembra un ibrido medico, ragazza gay un ossimoro...e l'ellissi non è quasi mai possibile per menzionare se stesse o le donne che amano donne in frasi di senso compiuto.

E quidi una
situazione classica è l’impaccio verbale. Avere a disposizione dei
sinonimi può migliorare la prontezza (anche se non sono mai le pause
ad essere imbarazzanti - lo è il non detto che ci sta
annidato dietro). A dirla tutta, poco importa la parola scelta,
se per pronunciarla si abbassa la voce nel mezzo di un
discorso. 
 
Le parafrasi, per
quanto ben fatte, non si prestano all’immediatezza della comunicazione e
la preferenza ostinata per i termini più neutri, nel contesto
sbagliato, può risultare esilarante o del tutto
controproducente. A un certo punto insomma, arriva per tutt* il momento di
ragionare sulle parole per dirlo, per definirsi e definire.
 
Non ci sono regole,
ma soprattutto all’inizio, aiuta far piazza pulita:

delle parole
’segnaposto’ (dal binomio normale/diverso in poi) 
dei reperti
archeologici (saffica, tribade e compagnia bella) 
delle categorie
(femme/butch/dyke/queer ecc.). 
 
Prima di lanciarsi
nella fabbricazione o nella riappropriazione di certe parole per renderle
inoffensive, è anche una buona idea tenersi alla larga dallo slang e dagli
insulti. Detto questo, resta innegabilmente una questione di preferenza, di
sensibilità e di allenamento. Voi che parole
usate?

Link correlati