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ciò che Suzanne riesce ad esprimere così liberamente deriva dal fatto che è cresciuta senza un’educazione condizionante. Nessuno l’ha educata a diventare donna. Così la sua creatività, il suo talento, la sua sessualità, sono fioriti spontaneamente con la stessa naturalezza permessa agli uomini”.
E’ una frase del pittore Degas, il primo che si accorse del talento di Suzanne Valadon. Degas, non solo, le insegnò i segreti delle diverse tecniche pittoriche, ma acquistò, anche, diversi suoi disegni e fu, sicuramente, uno dei suoi piu’ grandi sostenitori.
Ma chi era Suzanne Valadon?
Una donna-artista, vissuta tra la fine del 1800 e l’inizio del 1900, nell’ eclatante e mondana capitale francese, mite come le donne del suo tempo e insieme coraggiosa come solo chi segue un grande passione sa essere.
Una donna bella e sensibile, dagli enigmatici occhi grigio-azzurri, rifugiata in un caldo nido di sogni, fantasie e bugie, per tenere lontani i fantasmi della sua infanzia.
Una donna-artista, dal profondo talento, che si accosto’ alla pittura in maniera complicata ed appassionata. In Suzanne, Arte e vita furono sempre profondamente avviluppate l’una con l’altra: fu pittrice, modella, allieva, musa ispiratrice, amante di alcuni tra i più importanti artisti del suo tempo e madre del noto pittore Maurice Utrillo.
Una donna combattiva e determinata che, scelse di vivere il difficile ruolo di ragazza-madre, con la nascita di un figlio, talmente amato e desiderato da volerne poi, disperatamente, evitare il degrado psicologico con l’instillazione della passione pittorica, che paradossalmente ne offuscherà la visibilità ai posteri.
Una donna che riusciva a vedere nella sofferenza della vita di ogni giorno un microscopico lampo di speranza ed ottimismo, per poter fare un altro, piccolo, insignificante, meraviglioso passo in avanti.
Così ci appare la pittrice Marie Clèmentine Valadon, entrata nella storia dell’arte come Suzanne Valadon. In questo sito la sua biografia e le sue opere.

Francesca Londino








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