l'Impressionismo al femminile

"Ho avuto grandi maestri, da cui ho preso il meglio, ovvero i loro insegnamenti, i loro esempi. Ho trovato me stessa, ho creato me stessa e ho detto ciò che avevo da dire". Suzanne Valadon

Pittrici impressioniste? Donne che contribuirono all’elaborazione del linguaggio e della forma, attraverso la passione per l’arte e il coraggio di affermare se stesse in un’epoca che certo non favoriva questo tipo di atteggiamento.
Donne sostenute dall’intenso desiderio di voler produrre un nuovo modo di vedersi e di pensarsi rispetto al mondo, accomunate dallo stesso tipo di obiettivi, di propensione al confronto e alla competizione culturale con la professionalità e il consolidato ruolo artistico di maestri come Edouard Manet, Edgar Degas, Camille Corot, uomini che, pur avendole iniziate ad un cammino artistico, attraverso un coinvolgente rapporto di tipo maieutico, non limitarono mai le loro potenzialità espressive. Le opere di queste pittrici preannunciano, forse inconsapevolmente, la capacità tutta attuale della donna artista di cogliere, indagare e raccontare la propria singolarità.
La loro ricerca artistica è la testimonianza del tentativo di impiegare come materiale linguistico la sfera del privato femminile, per esplorare il luogo in cui il proprio io si incontra con l’altro (con gli stereotipi culturali che riguardano il proprio essere, con il problema della propria differenza antropologica).
Tutto questo è percepibile nell’iconografia evocativa di Berthe Morisot che si distingue per originalità e innovazione, pur rimanendo legata ai teoremi estetici dell’Impressionismo. Le sue opere sorrette da un disegno poderoso e da toni tenui e delicati riconducono ad un’interiorità femminile di grande intensità emotiva.
Gli squarci di realtà quotidiana, fermati sulla tela da Eva Gonzalès sono avvolti da un’atmosfera sospesa tra immobilità ed incanto che induce l’osservatore alla contemplazione dell’immagine.
L’attenzione di Mary Cassatt si sofferma sul tema della cura materna, per enfatizzare, insieme al legame affettivo madre-figlio, la realtà di un compito educativo che all’epoca ricadeva, esclusivamente, sulla donna.
I dipinti di Suzanne Valadon sono poemi di un’autobiografia intima che richiamano il coraggio e la sofferenza della sopravvivenza quotidiana in un contesto di vita difficile ma appassionata.
Marie Bracquemond, è la meno nota tra le pittrici impressioniste, ma non per questo meno degna di attenzione e ricordo. Le sue opere rappresentano una felice sintesi espressiva tra sensibilità, razionalità e poesia che si realizza in immagini intrise di luce e di ombra, in cui l’artista raggiunge una resa atmosferica decisamente straordinaria.

Francesca Londino, 2007

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