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Benedetta Cappa, la futurista

"Ammiro il genio di Benedetta mia uguale non discepola" Filippo Tommaso Marinetti

Benedetta Cappa, compagna di Filippo Tommaso Marinetti ed esponente di spicco del Futurismo, non era nata per essere seconda a nessuno. La sua non era una personalità adatta a rimanere nell’ombra non della fama, quella le interessò poco, ma dell’insufficienza.
Artista poliedrica, pittrice, scrittrice, scenografa, illustratrice e grafica, Benedetta indirizzò una viva attenzione verso la sperimentazione delle immagini e delle parole (famose le sue tavole parolibere), riuscendo ad emergere all’interno di un gruppo dichiaratamente maschilista. Del Futurismo Benedetta divenne infatti non solo protagonista ma anche qualcosa di più, un’artista proto-femminista dotata di una notevole consapevolezza anticipatrice sulle pratiche artistiche delle donne.
“Credo l’anima femminile all’alba della sua espressione artistica […] senza copiare le esperienze maschili”, diceva l’artista.
L’artista ha partecipato a cinque edizioni della Biennale di Venezia (1926, 1930,1932, 1934, 1936). Nel 1930 è stata la prima donna-artista ad avere un’opera pubblicata nel catalogo della Biennale.
Purtroppo, anche se il suo apporto al Movivento Futurista è stato considerevole, il nome di Benedetta o Beny, come amava firmarsi, è poco menzionato sui libri di storia dell’arte.
Dalle parole di sua figlia Ala, il ritratto privato di Benedetta Marinetti, in un articolo tratto dall’Espresso: La mia mamma futurista

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