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Chiara Giustiniani - Di passaggio

Una riflessione profonda sul senso degli spazi e sul loro vissuto, sulla loro umanità. È appassionata e intessuta di desideri la ricerca della giovane fotografa Chiara Giustiniani, che raccoglie il meglio suoi scatti realizzati negli ultimi tre anni nella mostra personale "Di passaggio", a cura di Francesco Paolo Del Re e Antonio David Fiore, allestita dal 20 aprile al 4 maggio presso lo spazio espositivo del Circolo di cultura omosessuale Mario Mieli di Roma.

L’itinerario fotografico di Giustiniani ha in questa mostra una ragione superiore: quella proposta è una vera e propria installazione-evento e non già una semplice galleria di foto. La ricerca sulla vita segreta degli spazi che caratterizza gli sguardi della fotografa trova, infatti, una suggestiva eco metalinguistica, dal momento che a ospitare la mostra è un edificio industriale dismesso nel quartiere San Paolo. Lo spazio espositivo della personale di Giustiniani appare affine ai paesaggi mentali e fisici che la fotografa esplora con il suo obiettivo: la sede storica del Circolo Mario Mieli è essa stessa reperto di archeologia industriale, essendo parte del complesso di una ex Stazione Radio-Telegrafica.

Non solo vernissage, dunque, quello di domenica 20 aprile, a partire dalle 18: l’inaugurazione della mostra vuole essere, infatti, un’occasione di apertura verso tutto il quartiere, nelle sue diverse istituzioni e realtà associative, ricreative e sociali, per creare un momento di reciproco incontro e di confronto, durante il quale si possano superare pareti e soglie spesso conosciute e considerate solo dall’esterno e quindi parzialmente.

 

Chiara Giustiniani si diploma all’Istituto Superiore di Fotografia di Roma nel 2007, al termine di un percorso che passa per studi storico-artistici e approda all’esercizio della tecnica fotografica come mezzo di ricerca ed espressione. Le fotografie in mostra rappresentano un bilancio di tre anni di osservazione dello spazio circostante, di uno sguardo discreto, lucido e teso rivolto alle realtà di volta in volta vissute e sentite dall’autrice.

I rituali sacri e profani della terra di Barbagia, le architetture allucinate dell’Ostiense e Parigi, con le sue multiple sfaccettature di metropoli multietnica, sono i poli di un dialogo culturale vissuto come momento di confronto con se stessa: la terra di adozione, disegnata inseguendo vesti scure in processione, i suoni arcaici di un dialetto, la ritmicità di una litania, o le mani tese nell’atto poetico e ormai automatico della tessitura di una tela infinita; la grande città e il desiderio umano di un luogo di accoglienza, incredibilmente ritrovato dove non c’è folla né traffico, solo il grande silenzio degli spazi dismessi, vuoti monumenti di archeologia industriale che si riflettono nelle acque del Tevere, luoghi in stand-by, abbandonati al tempo, giganteschi ruderi della civiltà moderna in attesa di essere perduti per sempre.

Già location in passato di eventi espositivi, la storica associazione gay capitolina, che nel 2008 festeggia i 25 anni dalla sua fondazione, propone ora con il progetto “Galleria Mieli” un ciclo organico di mostre per tutto l’anno, con l’obiettivo non solo di dare spazio e visibilità a giovani artisti, ma anche di promuovere un confronto e un incontro tra la comunità gay e le varie forme di creatività e ricerca artistica contemporanea.

Dal 20 aprile al 4 maggio 2008
CIRCOLO DI CULTURA OMOSESSUALE MARIO MIELI
Via Efeso 2a, Roma
+39 065413985 (info)
www.mariomieli.org