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A proposito di Eva...

"A proposito di Eva...", un viaggio immaginario nell'universo femminile, attraverso la figura di Eva, archetipo primordiale della donna. Un viaggio tra volti e corpi di donna dipinti, descritti e fissati sulla tela da dodici artisti, affermati ed emergenti, provenienti da diverse località della Calabria. L’esposizione d’arte contemporanea, curata da Francesca Londino, verrà inaugurata giovedì 29 maggio, alle ore 18, nei locali dell’Istituto Comprensivo “A.Moro”, di Guardavalle (CZ). La mostra sarà accompagnata da un catalogo fotografico delle relative opere che accoglie i testi della curatrice.

Nelle opere in esposizione ogni soggetto ci propone possibili chiavi d’accesso per la conoscenza di un antico e dibattuto mito come quello della femminilità. Ninfe contemporanee, visioni femminee dalla natura terrestre e celeste, creature esotiche e regali, Olimpie conturbanti, volti innocenti di bimbe e inquietanti muse metropolitane: schegge d’identità nel fluire ininterrotto del tempo.
Avvolti in un affascinante silenzio, i ritratti di Annamaria Brissa interpretano i pensieri, le riflessioni, le divagazioni femminili giocate sul filo di una magica intimità.
Beniamino Giannini, attraverso un itinerario di ricerca sull’emozione raffigura, quasi a guisa di archetipi junghiani, le infinite donne “Eve” che nella vita è possibile riscontrare.
L’universo femminino di Carmela Calimera viene evocato con incursioni appassionate nel dettaglio di un volto, nell’enigma plastico di una movenza o di una posa. L’immagine di un’ inquietante e insondabile Eva afferma con forza la sua presenza nell’opera di Delya Dattilo, mentre colpi di luce scorrono su un corpo femminile, colto in un gesto di sensuale abbandono, nell’opera di Enzo Larocca.
Le creature evanescenti, quasi incorporee, di Francesco Molè ci dicono di un universo lontano da noi nel tempo e nello spazio, così come le fluttuanti silhouette femminili, in bilico tra fragilità e forza, che si susseguono e si ripetono nelle opere di Mavy Blasco.
Lo sguardo di Nicola Altomare si spinge lontano, posandosi su austere donne Masai, avvolte in sari colorati, mentre Nadia Collura, in un inconscio e intrigante rimando di sguardi riproduce se stessa in un doppio autoritratto
I volti femminili di Nicola De Luca, stagliati sullo sfondo di un notturno continuo, si fissano nel ricordo di chi li osserva come vere e proprie installazioni della memoria.
Pino Bartolo coglie l’essenza creativa di un tipo di donna tenera, intrigante ed enigmatica agli altri come a se stessa, mentre le trame lacerate ed i seducenti intrecci di filo, nella creazione di Rosa Spina, testimoniano la volontà di svincolare la creatività femminile dagli stereotipi imposti dalla società.