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Michela Pedron

Un universo fantastico, in bilico tra kitsch e poesia, tra sogno e realtà.


Cieli monocromi su orizzonti immaginari, textures ornamentali nette e decise, intimità femminile, peluche e personaggi dei fumetti che indagano lo spazio.
Cieli puri, a stesura piatta, solcati da magie cromatiche che proiettano la mente in una dimensione altra.
La tradizione della pittura è vista e rivisitata come strumento per costruire soggetti ed elementi visivi che fluiscono in un universo estetico, avvolto da uno spleen sottile e contemporaneo.
Dipingere ritratti e autoritratti attraverso un gioco di velature interrotte e poi riprese: l’acrilico come fosse acquerello.
Creare scenari irreali e contrastanti, osservati da una concezione estetica che riconduce a suggestioni di matrice New Pop.
Materializzare aperture oniriche in cui volti di donne, raffigurati con sguardi lanciati oltre il limite della tela, appagano il silenzioso desiderio dell’artista di celebrare un formalismo esteriore che si dissolve in atmosfere decise e al tempo stesso delicate in cui i fondali bui, i fragili e ingombranti pois vaganti, caratterizzati dalla preziosità dell’oro e dall’intensità del rosa, gli inserti decorativi evocanti stoffe da parati dal sapore vintage, lasciano il segno di un’artificiosità del gesto.
Dall’immaginario infantile, dal codice del fumetto, dell’illustrazione e della moda, Michela Pedron attinge e cattura le sue iconografie, per svuotarle subito da ogni significato eliminando il contesto, approdando all’autonomia del significante: “il mezzo è il messaggio” come affermava McLuhan.
Francesca Londino, 2010

Biografia e opere