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L'animo profondo delle donne

Delicata e precisa nell'analizzare l'essere donna, Simone de Beauvoir riesce a disegnare il ritratto dell'inquietudine femminile scavando nella parte più intima della sua esistenza

Tre storie sviscerate nella loro profondità che non lasciano spazio a dettagli dimenticati. E’ come sempre lo stile di De Beauvoir che anche in questa rappresentazione cinematofigrafica del suo romanzo Una donna spezzata riesce a catturare il lettore e in questo caso lo spettatore fino alla fine della visione, per scoprire nei meandri dell’animo umano delle tre protagonisti cosa mai potrà nascondersi.

La storia, anzi le tre storie: Monique che si sente insostituibile nella vita di suo marito fino a quando questi non le dice che ha un’altra. Poi una mamma che si sente tradita dal figlio che preferisce la moglie alla saggezza materna, e infine Maurielle che invece deve affrontare due matrimoni finiti male e il suicidio della figlia, e che sembra condannata alla solitudine di chi davvero ha perso tutte le speranze.

Quacosa sull’autrice della storia.

Simone De Beauvoir è nata a Parigi nel 1908 ed è morta nel 1986. Da sempre è considerata l’ombra del suo grande compagno Jean Paul Sartre, ideatore dell’esistenzialismo. Lei ne ha sicuramente elaborato i fondamenti nei suoi lavori, dalle opere teoriche ai libri di viaggio e di memoria, che sono un carattere fondamentale dello stile beauvoriano.

Tra i suoi maggiori lavori si possono ricordare senza dubbio Per una morale dell’ambiguità, Il secondo sesso, La vecchiaia, L’invitata, Il sangue degli altri e poi I mandarini, metafora straordinaria per definire  gli intellettuali francesi che si sono affermati negli anni del secondo dopoguerra.