Intervista esclusiva a Ivo De Palma

Intervista esclusiva a Ivo De Palma , voce di Pegasus in "I Cavalieri dello Zodiaco". L'attore ci parla delle sue grandi passioni: il doppiaggio , il teatro , l'insegnamento e del lavoro del dialoghista , considerato un arricchimento per un artista.

DANIELA: Ipotizzando un progetto tv dedicato ai doppiatori: 20 minuti di piccole trasmissioni o cortometraggi quotidiani dedicati a ciascuno di voi, vi parteciperebbe? Nella puntata dedicata a IVO DE PALMA cosa vorrebbe che emergesse di lei come artista?

IVO DE PALMA : Sì, perché no?

Mi piacerebbe che emergesse che il doppiaggio, per me, non è un ripiego, tant’è vero che è stata la mia prima scelta professionale, anche se ho poi saltuariamente frequentato altre forme di spettacolo. Poi, naturalmente, il fatto che non sempre le condizioni di mercato delle piazze in cui ti trovi a lavorare ti consentono di esprimerti al meglio. Ritengo, per esempio, che la mia voce non sfigurerebbe, quanto meno in ruoli secondari, sugli schermi cinematografici, ma non lavorando a Roma si tratta di un mercato e di un ambito professionale nel quale tuttora non sono presente.

DANIELA: Augurandole una lunga vita artistica, per quale suo lavoro vorrebbe essere ricordato al momento ?

IVO DE PALMA :Sono già ricordato per il Pegasus dei Cavalieri dello Zodiaco, protagonista di una fortunata serie di cartoni giapponesi dei primi anni ‘90, di tanto in tanto replicata ancora oggi.

DANIELA: Oltre ad essere uno stimato doppiatore, la possiamo ammirare anche a teatro. Quale sua interpretazione le è rimasta maggiormente nel cuore e quale personaggio vorrebbe interpretare in futuro?

IVO DE PALMA :Non faccio teatro quanto vorrei, per via dei molti impegni e delle molte energie che richiede. Ricordo ancora con piacere le due ultime cose, che risalgono a circa due anni fa: il monologo “Onda di piena”, per la regia di Massimiliano Giacometti, e la lettura scenica “WAR(um?)”, con testi e immagini inerenti alla guerra. In futuro, mi piacerebbe frequentare di più proprio la dimensione del testo letto in scena, sia perché di più agevole realizzazione, per il poco tempo di cui dispongo, sia perché mi consente di presentarmi, anche in teatro, con il mio lato artistico più forte.

DANIELA: Nel 2004 ha interpretato il ruolo del medico di casa Krueger nella Soap Opera “Cento Vetrine” (Canale 5), da attore di teatro e doppiatore come si lavora nelle fiction? Le piacciono oppure conserva un granitico amore per il teatro e il doppiaggio?

IVO DE PALMA :L’amore granitico per teatro e doppiaggio resta… granitico. La fiction è una grande scuola di uso quotidiano della voce, oltre che di utilizzo della mimica del corpo e del volto. Per un doppiatore, una grossa sfida. Il problema è che, se non imbrocchi uno di quei bei contrattoni che ti consentono di stare sul set tutti i giorni per mesi, non raggiungi mai un agio e una disinvoltura paragonabile a quella di chi vive e lavora 24 ore al giorno in quell’ambiente. Ti senti sempre un pesce fuor d’acqua e questo, probabilmente, influisce anche sulla recitazione. Per carità, in genere mi produco in prestazioni abbastanza dignitose, ma mai per me soddisfacenti come potrebbero essere dopo, poniamo, un anno di quotidiana frequentazione del set.

DANIELA: Lei insegna anche dizione, recitazione e organizza corsi intensivi di adattamento dialoghi. Riceve soddisfazioni dai suoi allievi? Quali sono gli errori più ricorrenti? L’insegnamento la gratifica? In che misura un artista, un attore può “ridimensionare” la passione iniziale per lasciar spazio ad un’altra passione, certamente non meno importante ma decisamente più tecnica, meno artistica come è la professione del dialoghista? Come coesistono questi due lavori così diversi nell’anima di un attore?

IVO DE PALMA :L’insegnamento mi gratifica molto, altrimenti lascerei perdere. Quanto all’adattamento dei dialoghi, non concordo sul fatto che sia una dimensione poco artistica. Direi, anzi che ci sono attori molto tecnici, e dialoghisti con una vena artistica indiscutibile. Così come il contrario, naturalmente. Il doppiatore è un artigiano che sceglie le migliori intonazioni, il dialoghista un artigiano che sceglie le parole più appropriate. In questo senso, non penso che fare il dialoghista, quando mi capita, significhi ridimensionare qualcosa di me stesso. Semmai è un arricchimento.

In genere, gli allievi sono fonte di soddisfazione, anche se può capitare che i più bravi non abbiano poi la determinazione per entrare nel giro, mentre magari qualcuno un po’ più scarso ci riesce, perché è più motivato.

Errori?

Beh, qualche allievo non sa fare la cosa più importante che un allievo deve saper fare, cioè… l’allievo.
Non sanno fidarsi di se stessi, ma, anzi, di se stessi diffidano.
Non sanno fidarsi del loro insegnante, ma, anzi, spesso se ne difendono.
Morale della favola: non riconoscono i propri miglioramenti, non riconoscono il valore di un progresso minimo ma significativo, non riconoscono l’immenso valore didattico del tempo che trascorre e che consente, ai semi piantati settimane o mesi (talvolta anche anni…) prima, di dare finalmente qualche frutto. Perdono quindi motivazione, non si impegnano quotidianamente e per ciò stesso si fermano. Di conseguenza, rispetto a chi va avanti, arretrano.
Un allievo, che aspiri a fare il sarto o il doppiatore, deve saper fare innanzitutto l’allievo: il resto arriva di conseguenza. E arriva molto prima.

DANIELA: Ringraziandola per la disponibilità infine le chiediamo: cosa ne pensa del fatto che sulla rete ci siano così tanti estimatori del doppiaggio, che nascano giornalmente sitiweb , forum, groups dedicati a voi mentre i mass media tradizionali preferiscano spesso (stiamo generalizzando) ospitare a talk show oppure scrivere articoli su artisti improvvisati o su inquilini delle case dei mille Reality?

IVO DE PALMA :Beh, i mass media tradizionali hanno bisogno di personaggi, e non sempre noi doppiatori, che dei personaggi (anche grossi) siamo la voce italiana, riusciamo a diventare personaggi in prima persona.

Degli estimatori del nostro lavoro ho il massimo rispetto, come dimostra il fatto che mi sono reso reperibile sul web con il mio sito personale. Grazie e un saluto a tutti!

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