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Intervista a Gerardo Di Cola

Intervista esclusiva a Gerardo Di Cola, l'autore del libro " Le voci del tempo perduto ", un contributo storico e critico fondamentale per ricordare gli albori del doppiaggio, dal 1927 al 1970

DANIELA: Con enorme piacere risegnaliamo a tutti gli appassionati di doppiaggio il suo libro dal titolo ” Le voci del tempo perduto ” la storia del doppiaggio dal 1927 al 1970. Il libro è stato presentato all’ottava edizione del Festival “Voci nell’ombra” il 24 e 25 settembre 2004. Ci può raccontare qualcosa di quell’evento come ad esempio l’emozione nel presentare un lavoro al quale avrà dato sicuramente l’anima considerando la sua forte passione per il doppiaggio?

GERARDO DI COLA: Quando si lavora con passione non si avverte la fatica;una fatica lunga otto anni. Quando, poi, si ottengono dei riconoscimenti si ha la sensazione di non aver sprecato il tempo occorso per realizzare il sogno di dare visibilità a delle voci confinate nella memoria.

DANIELA: Dal suo sito leggiamo esperienze nel campo della fotografia, della cinematografia underground , una laurea in fisica ,una quasi laurea in astronomia e una creatività che trova una sua espressione ideale grazie alla videoregistrazione digitale. Ci racconta più diffusamente qualcosa di tutte queste sue passioni? Attualmente a cosa sta lavorando nel campo artistico? Quali altre passioni o apirazioni la attendono?

GERARDO DI COLA: Dopo la pubblicazione del libro che é quasi esaurito, da più parti mi si chiede di continuare la ricerca e portarla fino ai nostri giorni. Lo farò, ma nello stesso tempo mi dedicherò alla realizzazione di due documentari sulla Transumanza in Abruzzo, la mia regione, e su un problema che mi incuriosisce da diversi anni: l’uomo ha veramente messo piede sulla Luna?

DANIELA: Tra i cortometraggi e i documentari da lei realizzati quale di questi le è rimasto nel cuore oppure considera la sua opera migliore?

GERARDO DI COLA: Tra i cortometraggi “Il secondo principio”; tra i documentari “L’avventura dello scultore Di Felice” e “I registi italiani e il doppiaggio” ; tra gli omaggi dedicati ai doppiatori: “Omaggio a Giuseppe Rinaldi” e “Omaggio a Rosetta Calavetta”.

DANIELA: Cosa le piace e cosa le piace meno nel doppiaggio attuale? A quali doppiatori del passato è più legato lo si può dedurre dando uno sguardo alla lista dei contributi in video che lei ha realizzato quindi le chiedo quali doppiatori attuali stima particolarmente e perchè?

GERARDO DI COLA: Il doppiaggio attuale mi piace meno di quello del passato, ma questo dipende dalla consuetudine che avevo con le voci della mia generazione (dalla metà degli anni ‘50 fino alla metà degli anni ‘70), mentre adesso non ho più molto tempo per andare al cinema.
Sono diversi gli attori-doppiatori delle nuove generazioni che apprezzo anche se lamento una standardizzazione dei timbri e delle tonalità. Conseguentemente si ascoltano voci poco caratterizzate. Rosetta Calavetta, Dhia Cristiani, Gualtiero De Angelis, Carlo Romano, Massimo Turci, l’irraggiungibile Lydia Simoneschi, l’inarrivabile Giuseppe Rinaldi … voci con una tale gamma di sfumature che oggi non hanno riscontri.
Se poi teniamo conto della velocità con cui bisogna doppiare per restare competitivi nel mercato, é inevitabile concludere che il doppiaggio ha subito un calo di qualità.

DANIELA: Ringraziandola per la sua disponibilità, in conclusione, un’ultima domanda:dopo la laurea in fisica stava per laurearsi anche in astronomia, citiamo una frase tratta dal suo sito: abbandonò “gli studi delle stelle del firmamento per dedicarsi alle “stelle” delle sale di doppiaggio”. Si è mai pentito di questa scelta? A giudicare dall’entusiasmo, dalla cura e dalla passione che ha donato al suo libro noi diremmo proprio di no!

GERARDO DI COLA: E’ assolutamente vero. Non mi sono pentito, ma ne ho avuto certezza soltanto dopo che tanti appassionati, a me sconosciuti, mi hanno scritto per ringraziarmi del lavoro. Ho inserito le loro lettere, che mi hanno enormemente gratificato, nel mio sito tra le Testimonianze.

Ringraziamo nuovamente Gerardo Di Cola e Marco Bonardelli per averci aiutato tecnicamente a realizzare questa intervista.

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