Intervista esclusiva a Riccardo Leto

Riccardo Leto ci parla del suo ruolo nel film "Saddam" esperienza da lui definita " unica ed irripetibile"...l'attore ci racconterà anche delle sue esperienze come doppiatore , come speaker radiofonico per Radio Tam Tam Network e dei suoi progetti futuri.

DANIELA: Di recente è uscito il film dal titolo “Saddam”, regia di Max Chicco , lei interpretava il ruolo di Antonio Lo Russo. Ci può parlare di questa esperienza cinematografica?

RICCARDO: Questa esperienza nasce dall’incontro con il regista Max Chicco durante un provino per una sit-com. Dopo aver visionato diverso materiale che mi riguardava artisticamente notò che nella mia vita ero stato anche sottoufficiale dell’esercito italiano per sei anni. Chicco aveva da parte una sceneggiatura sugli italiani impegnati in questa guerra in Iraq…e da li il passo è stato breve. Bloccò la sit-com e iniziò il progetto del film: “Saddam”. In un certo senso mi sono sentito onorato. Il ruolo di “Antonio Lo Russo” nasce dall’esigenza del regista di avere tra i suoi protagonisti un mercenario, un contractors come si chiama adesso, cinico, opportunista, un uomo che trae profitto dal disagio altrui. Vorrei precisare che nella vita sono decisamente l’opposto..e interpretare un ruolo simile mi ha costretto ad essere quello che non sono nella realtà; quindi per evitare spiacevoli disguidi e fraintendimenti mi sono isolato per circa quattro mesi da tutto e da tutti. Mi sono documentato moltissimo, analizzando i vari aspetti sia interiori che esteriori dei soldati nelle guerre passate. La visione di pellicole con tema la guerra è stato il mio pane quotidiano per circa centoventi giorni. A poche settimane prima dell’inizio delle riprese del film, portai il mio personaggio alla visione del regista il quale lo reputò veritiero per il messaggio che voleva trasmettere al pubblico. Un esperienza unica ed irripetibile. Non solo per la difficoltà registica (il film si avvale solo di due location), ma anche per il clima disteso e di partecipazione collettiva che si era creato con tutto lo staff, tecnico ed artistico. In più avere avuto la possibilità di recitare con due attori caratteristi americani come : Frank Adonis (Quei bravi ragazzi, ecc) e Joe La Barbera (I Sopranos), ..bè…anche l’ego vuole la sua parte..no? Quando si recita in una produzione indipendente, in Italia, oggi si rischia sempre di non “uscire” nelle sale cinematografiche di prima visione soprattutto in piena stagione dove le majior la fanno da padrone..quindi reputo questa pellicola un piccolo miracolo italiano.

DANIELA: Si è cimentato anche come doppiatore.Cosa vuol dire per lei doppiare? Che emozioni riceve ? Sono emozioni che differiscono di molto rispetto alla recitazione davanti ad una macchina da presa?

RICCARDO: Premetto che doppiare è un’arte. Questa è una di quelle figure lavorative in campo artistico un pò sottovalutate, ed è un peccato perchè in Italia ci sono tantissimi bravi doppiatori. Ho sempre sostenuto che dare la voce ad un personaggio ti rende orgoglioso. Personalmente non rientro ancora in nessuna delle “voci famose”, anzi sono ancora all’inizio di questa che reputo una strada non di ripiego, ma bensì un’attività di grande personalità e crescita artistica.
Non mi è ancora capitato di doppiare cinematograficamente parlando attori di grande rilievo, ma solo parti di contorno. Ma si sa, la gavetta anche in questo tipo di strada va comunque fatta. E tra l’altro si impara decisamente tantissimo anche solo guardando e ascoltando i migliori. Io ho avuto la possibilità di imparare da un grande maestro. Tecnicamente la recitazione del doppiatore e un pò più complessa. Se davanti ad una macchina da presa le emozioni sono del tutto personali, (il personaggio lo si cuce addosso amalgamando ogni piccola sfumatura), nel doppiaggio bisogna ricreare con la voce le emozioni dell’attore straniero. Senza personalizzare nulla, attenendoti solo a ciò che l’attore in quel preciso momento voleva dire o fare. Cogliendo le sue di sfumature. A volte ci si riesce alla prima intenzione, a volte bisogna provare e riprovare finchè il tutto non è perfetto. E poi per ultimo ma non per questo trascurabile la difficoltà di andare a sync.

DANIELA: Lei è Conduttore e speaker a Radio Tam Tam Network (2006). Le piace e la emoziona lavorare in radio?

RICCARDO: La radio, come tanti..è stato il primo amore. La passione del microfono risale a tantissimi anni fa..(accipicchia..vuol dire che sto invecchiando..), oggi finalmente riesco a coronare quel sogno. Gestisco un programma di intrattenimento e musica degli anni ‘70-’80 e ‘90. Un pò quella della mia generazione per intenderci. Il legame musicale con la mia vita è decisamente fortissimo. Ogni brano trasmesso è un’emozione o un episodio della mia gioventù, e gli ascoltatori del programma condividono pienamente perchè ci si rispecchiano. Le emozioni tutte le mattine sono diverse. Ogni mattina è diversa, mai uguale. Certo si segue una scaletta, ma per lo più c’è tantissima improvvisazione legata alla notizia o all’evento che devi commentare, insomma al microfono di una radio non ci si annoia mai!In più ho la fortuna di lavorare in una radio che ti permette, grazie anche ad una redazione impeccabile e un editore davvero unico, di rendere questo lavoro un vero e proprio divertimento!

DANIELA: La ritroviamo anche in note fiction ricordiamo “Vivere”, “Cento vetrine”, “La freccia nera” (Canale 5, 2005)… come si lavora nelle fiction italiane? Le piacciono?

RICCARDO: C’è una netta distinzione, purtroppo o no, dipende dai punti di vista, tra gli attori di fiction e quelli di cinema. Di solito chi fa televisione non fa cinema e viceversa. Reputo questa distinzione decisamente troppo drastica. Personalmente ho affrontato anche questa strada per avere nel mio bagaglio artistico anche la televisione di tipo fiction. I miei personaggi, si sono sempre amalgamati benissimo anche nella fiction televisiva, l’unica distinzione è il ritmo più serrato. A volte non si ha il tempo di sperimentare o di improvvisare, si lavora molto a memoria, mentre nel cinema si ha più tempo per costruire il tuo personaggio.

DANIELA: La rigraziamo e infine le chiediamo di parlarci dei suoi futuri progetti.

RICCARDO: Ho appena concluso un cortometraggio di tipo “noire” e mi appresto a girarne un altro fra un mese circa. Quest’anno poi ci sono altri progetti molto interessanti che sto valutando. Mi piace sempre sperimentare. Ci sono dei registi giovani in Italia che hanno grande talento e voglio portare la mia esperienza per i loro progetti. Poi a fine anno sarò impegnato nella nuova pellicola del regista Max Chicco…ma per ovvie ragioni non posso aggiungere altro…poi radio e uno spettacolo teatrale di cui sono anche autore verso la fine dell’anno.

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Pubblicato il 2 maggio 2006 in: Interviste Attori Doppiatori

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