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Intervista a Nunziante Valoroso

Nunziante Valoroso , massimo esperto Disney soprattutto per quanto concerne il doppiaggio , intervistato da Marco Bonardelli

MARCO: Su Internet sei considerato il massimo esperto Disney, soprattutto per quanto concerne il doppiaggio. Come sono nate queste tue passioni ?
NUNZIANTE: “Da piccolo, ascoltando le voci italiane dei personaggi Disney sui dischi LP pubblicati in Italia e tratti dai film e poi frequentando assiduamente le sale a partire dai 5 anni.”

MARCO: Hai collaborato a diverse iniziative dedicate all’animazione e al doppiaggio. Una di queste è la collaborazione ad alcuni filmati e una mostra a “Voci nell’Ombra” , entrambe dedicate ai grandi doppiatori. Come sono nate queste iniziative ?
NUNZIANTE: “La mostra la feci dei manifesti dei classici Disney.Mi contattò l’organizzazione di “Voci nell’Ombra” perchè gli serviva un esperto del doppiaggio dei cartoons e film Disney e un amico, il giornalista Valerio Caprara fece il mio nome. L’omaggio in video è solo uno, ho solo scelto qualche pezzetto per “Maria Pia di Meo” ma è quasi tutta farina di Gerardo (Di Cola, ndr), poi ad Acquappesa feci un montaggio dei vari doppiaggi in tutte le lingue di Biancaneve.”

MARCO: Secondo te che sei cresciuto ascoltando le grandi voci del passato e visto esordire alcuni dei doppiatori più importanti di oggi, quanto è cambiato il doppiaggio negli ultimi anni ?
NUNZIANTE: “Oggi il lavoro è più frettoloso e più spezzettato, prima si recitava in gruppo in sala oggi è il trionfo della colonna separata e la qualità ne risente. Spesso il povero attore non sa neppure il contesto in cui vive la sua battuta ed è un miracolo che il lavoro finale abbia comunque senso. Comunque prima c’era più tempo, più attenzione alla recitazione e al linguaggio, gli adattamenti erano più curati e spesso erano dei veri capolavori letterari.”

MARCO: La Disney e gli altri colossi dell’animazione statunitense chiamano spesso a doppiare i loro film personaggi dello spettacolo, soprattutto attori. In Italia, invece, spesso si tende a coinvolgere personaggi televisivi e musicali e di rado interpreti che nel cinema già ci lavorano. Qual è la tua opinione su questa usanza dettata dal marketing ?
NUNZIANTE: “E’ un’usanza pessima perchè il “talent” ha senso in America dove la voce viene registrata PRIMA di animare il personaggio, che sovente viene costruito su di essa. Usare il personaggio televisivo del momento in sala doppiaggio porta via tempo e denaro per un risultato spesso deludente e dimenticabile. Esempi ne sono lo sciagurato ridoppiaggio del 1997 di “Lilli e il Vagabondo” a base di Buy, Amendola, Brilli e Columbro (oggi per fortuna archiviato a favore dello storico doppiaggio CDC del 1955 ) e l’orripilante doppiaggio del leone di Narnia da parte di Omar Sharif , che parla un italiano dall’accento molto approssimativo!”

MARCO: Negli ultimi anni l’interesse per il doppiaggio italiano è aumentato notevolmente rispetto a quanto accadeva in tempi non molto lontani. Ciò da un lato ha contribuito a rendere il giusto tributo ad artisti che non hanno mai goduto di attenzione, dall’altro ha creato un fanatismo da parte di alcuni appassionati (soprattutto giovani). Come si dovrebbe conciliare la passione per il doppiaggio con gli stimoli che questa può suscitare in una persona giovane ?
NUNZIANTE: “Bisognerebbe cercare di essere meno “fanatici”. Amare il doppiaggio può essere un ottima occasione anche di studio e approfondimento delle lingue (italiano compreso) e non si dovrebbe ridurre i professionisti del settore ad oggetto di culto, tipo il povero Claudio Capone che riceveva dozzine di telefonate di assatanate che volevano parlare con Ridge.”

MARCO: Ringrazio Nunziante a nome mio e di Daniela per la gentilezza, la disponibilità e la competenza che ha messo al servizio dell’intervista.