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Intervista esclusiva a Valentina Martino Ghiglia

Valentina ci parla del suo lavoro di doppiatrice , attrice di teatro , dei progetti come soggettista , sceneggiatrice e regista . Riguardo alle esperienze radiofoniche ammette : " La radio trovo sia un mezzo grandioso e divertentissimo ... il divertimento è la gran passione che metto in questo mestiere ... non c'è divertimento senza un grande bagaglio di serietà e competenza."

DANIELA: Valentina, leggendo il suo curriculum,annovera tante
esperienze teatrali come attrice ma anche come aiuto regia ricordiamo
ad esempio il saggio del terzo anno all’ Accademia Nazionale d’Arte
Drammatica “Silvio D’Amico:”Teste tonde e teste a punta” di Bertold
Brecht regia A. Martino.
Cosa ci può raccontare di quella esperienza?

VALENTINA: Veramente sono passati talmente tanti anni! Di assistenze
e aiuto regie in Accademia ne ho fatte parecchie dopo essermi
diplomata, ma anche fuori dall’ambito accademico, perchè trovo che
stare anche dall’altra parte aiuti molto l’attore. Avere ben chiari più
punti di vista, entrare nel lato strettamente tecnico dà una visione a
360 di questo mestiere. Anche in sala di doppiaggio, ad esempio, sono
molto affascinata dalla sala regia e, quando posso, mi impiccio della
fase tecnica , una volta ho fatto anche l’assistente, lavoro
durissimo!!!!

DANIELA: Al Doppiaggio la ricordiamo per aver prestato la voce a
Monica Villa nel ruolo della MADRE DI JOSEFINA in “La niña santa” e a
Jenny Galloway in “Scuola di streghe” (nel ruolo di Beetle).
Qual è
stata la sua esperienza al doppiaggio? Le piacerebbe proseguire con
questa affascinante arte ? Secondo lei la figura del doppiatore, da
parte dei mass media più tradizionali, è giustamente apprezzata o
meriterebbe maggior attenzione?

VALENTINA: Beh, a dirla tutta, ultimamente ho doppiato anche Margo
Martindale nel ruolo della MADRE in “Million dollar baby” e in “Lady
vendetta” la cattivona che viene uccisa dalla protagonista con monodosi
di candeggina (pardon ma i nomi coreani non sono il mio forte) !!!
Doppiare ruoli di carattere mi piace molto e mi ci diverto anche
soprattutto quando hai delle bravissime attrici su cui voli senza
fatica.
Ho cominciato il doppiaggio molto tardi; sono molto timida e
riservata, ma, grazie a Ludovica Modugno che mi ha invitata a seguire
dei film che dirigeva, mi sono appassionata e piano piano ho cominciato
a farmi sentire da molti altri direttori di doppiaggio, un pò oggi un
pò domani… qualcuno mi chiama!!!!
Sono ancora agli inizi, ho ancora
molto da imparare!!! Per questo ho anche fatto un corso con Mario
Maldesi
di tre mesi, che organizzava l’Accademia Silvio D’Amico, da cui
provengo.
Trovo questo mestiere molto creativo e ringrazio sempre i direttori di
doppiaggio che mi permettono di farlo dandomi anche delle parti
importanti.

Sull’apprezzamento da parte dei mass media non saprei: certamente è
una categoria molto in ombra e anche un pò data per scontata; capisco
che la faccia di Robert De Niro sia più affascinante, intrigante e
ipnotizzante, ma parte del suo successo in Italia è dato dal suo
doppiatore (chi sa chi è? chi sa com’è fatto?).

Un esempio: un film che adoro e che so a memoria: “Frankestein
Junior” . Attori eccezionali, regia meravigliosa, sceneggiatura
magistrale ma quando lo vedi doppiato e in originale non ci senti mica
differenze che ti fanno stridere le orecchie!!! E’ doppiato
magistralmente e anche l’adattamento è grandioso.

DANIELA: A teatro ha lavorato tra gli altri con Mario Ferrero,
Claudia Giannotti, Lorenzo Salveti, Ger Thijs, Frans Weisz, Walter
Pagliaro, Giorgio Pressburger, Luigi Musati, Elena Povoledo, Paolo
Terni, Enzo Siciliano, Marise Flach, Angelo Corti, Adriana Martino,
Stefano Valentini, Carlo Merlo, Alessandro Bertolazzi, Ninni Giromella,
Gianni Tomasetigh.
Quale lavoro le è rimasto maggiormente nel cuore e
perchè ?

VALENTINA: Si, sono stati tutti miei insegnanti in Accademia. A tutti
in qualche modo, chi più chi meno, devo qualcosa e, sinceramente, non
riuscirei a estrarre un frammento che possa essere veramente più
importante degli altri di quel gran calderone che mi ha nutrito per ben
tre anni!

DANIELA: Leggiamo esperienze televisive, citiamo

Documenti: “DSE - Invito al teatro” (Rai, 1989), regia di Marco Parodi
e radiofoniche come ad esempio “Spirito allegro” (Radio3 Rai, 2003),
di Noël Coward, regia di Mario Missiroli.
Cosa ci può raccontare invece
di queste esperienze?

VALENTINA: La radio trovo sia un mezzo grandioso e divertentissimo !!!
Non mi fraintenda: il divertimento è la gran passione che metto in
questo mestiere! Non c’è divertimento senza un grande bagaglio di
serietà e competenza. Ma tornando alla radio anche ultimamente ho fatto
delle belle cose: “Josephine” per la regia di Paolo Modugno. E’ un
mezzo diverso ma molto creativo: devi far immaginare all’ascoltatore
uno spazio tridimensionale nel quale agisce il personaggio: una bella
sfida!

DANIELA: A quali progetti sta lavorando e, rigraziandola per la sua
disponibilità , le chiediamo infine cosa sogna per il suo futuro
artistico?

VALENTINA: Ora sto cercando di far quagliare un progetto di corto
cinematografico dove ho scritto soggetto e sceneggiatura e poi per l’anno prossimo spero di riuscire a portare a termine una regia di un
testo tratto da una novella di Pirandello e, come attrice finalmente,
uno spettacolo scritto da un giovane autore italiano, Gianni Guardagli.
Speriamo bene e incrociamo le dita.