Questo sito contribuisce alla audience di

Intervista esclusiva a Edoardo Siravo

Noto al pubblico televisivo per il ruolo del Commissario Vincenzo Leoni nella fortunata Soap Opera "Vivere" di Canale 5 , Edoardo Siravo in questa intervista ci racconta degli inizi della sua carriera e soprattutto delle sue esperienze come attore di teatro e come doppiatore . Citando Edoardo : " Il doppiaggio presenta una componente artistica notevole che può raffinare le qualità di un attore teatrale."

DANIELA: Edoardo, lei è noto soprattutto per il ruolo del commissario Vincenzo Leoni nella fortunata Soap opera: “Vivere” (Canale 5, dal 1999) … ma non le chiederemo anticipazioni o curiosità su questa Soap che penso ormai le abbiano già chiesto o le chiederanno un pò tutti .Vorremmo che ci parlasse dei suoi esordi, di come è nata in lei la passione per la recitazione.

EDOARDO: Per quanto riguarda gli esordi, sono legati ad una passione istintiva che ho avuto sin dall’infanzia. Ricordo infatti con chiarezza che sin da bambino allestivo piccoli spettacoli nei contesti più diversi.
Dopo un periodo di Teatro Sperimentale ,entrai quindi in Accademia dove ebbi la fortuna d’incontrare, come maestro di recitazione, il Maestro Orazio Costa Giovangigli, che poi fu anche mio regista. Entrai poi nella Compagnia “Gli Associati”, iniziando un’importante collaborazione artistica che durò alcuni anni, con Giancarlo Sbragia.
Giungiamo quindi ai “giorni nostri” a quota circa 160 spettacoli, lavorando con i più importanti Attori e Registi.
E’ quindi una passione innata per la quale è difficile trovare una spiegazione, ma che sto vivendo ora come quando avevo 6 anni.

DANIELA: Si è dedicato anche al doppiaggio. Cosa ci può raccontare di questa specializzazione dell’attore? Le piace doppiare ? Quali suoi lavori ama ricordare e l’hanno emozionata maggiormente?

EDOARDO: Ritengo innanzitutto il doppiaggio una specializzazione dell’Attore, quindi non considero la figura del Doppiatore una professione a sè stante.
Il doppiaggio presenta anche una componente artistica notevole che può raffinare le qualità di un attore teatrale.
Doppiare grandi attori in grandi film è senza dubbio emozionante, come è accaduto a me doppiando il personaggio di Orazio nell’Amleto di Kenneth Branagh.
Ho avuto anche la fortuna d’incontrare Direttori di doppiaggio in grado di sfruttare le mie capacità di Attore teatrale per restituire al meglio le qualità di Attori impegnati in film importanti.
Ricordo tra questi: Depardieu, Reeve, Irons, P. Fonda..

DANIELA: Nel suo passato, tanto teatro. Partecipa a varie stagioni del Teatro Greco di Siracusa. Nel 1993 inizia a collaborare con il Teatro di Roma , lavora con Vittorio Gassman, Gabriele Lavia, Luca Ronconi. Dal 1988 lavora al Teatro San Carlo di Napoli.Partecipa al Festival Internazionale delle Scuole di Recitazione di Casablanca, dove vince persino un premio come regista. Quale spettacolo teatrale l’ha arricchita maggiormente? Cosa vuol dire per un attore curare la regia di uno spettacolo?

EDOARDO: E’ difficile rispondere ad una domanda così specifica: ho fatto tanti spettacoli ognuno dei quali, in un modo o nell’altro, mi ha lasciato senza dubbio qualcosa. Alcuni sono stati incontri importanti con grandi artisti, tra cui Gassman, Sbragia, Lavia, Guicciardini, De Simone, per citarne solo alcuni.
Per quanto riguarda la Regia, credo che con l’esperienza si possa giungere ad un livello tale da riuscire a dirigere altri Attori. Non è facile. Nel mio caso, pur potendolo fare, sento di dovermi scontrare con alcuni aspetti del mio carattere non propriamente compatibili con il mestiere del regista.

DANIELA: Al cinema la ritroviamo nel film: “Viaggi di nozze” (1995), nel ruolo del marito della “sorella” di
Carlo Verdone. Cosa ci può raccontare di quella esperienza? Secondo lei per quale motivo è più ricorrente trovare un attore doppiatore in fiction piuttosto che in film studiati per il grande schermo?

EDOARDO: Ho avuto la sfortuna di vivere un periodo in cui forse si può dire che il Cinema italiano non esiste più. A parte la straordinaria esperienza con Bolognini, grande Maestro del Cinema, il resto è di poca consistenza come, del resto, ha poca consistenza il Cinema italiano.
A parte i problemi economici, culturali e produttivi che affliggono il nostro Cinema, credo che il rilancio si avrà quando e se si ricomincerà ad utilizzare gli Attori anzichè le “mezze figure” attuali, che portano avanti un “minimalismo” che è, appunto il minimo della recitazione richiesta.

Ringraziamo Edoardo per la sua disponibilità per questa intervista.