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Intervista a Federico Lagna

"Proprio per la mia passione per i cartoni animati da tempo sapevo chi era Ivo De Palma e non ho esitato un attimo a contattarlo. Stabilito il suo interesse verso il progetto ci siamo messi al lavoro per doppiare e risonorizzare il corto. Il lavoro ultimato è stato perfetto, Ivo ha dato voce ad uno dei personaggi principali e ha curato tutto il sound design." Intervista a cura di Marco Bonardelli

MARCO: Hai iniziato a girare cortometraggi autoprodotti nel 1993, all’età di 16 anni, e collaborato alla stesura di soggetti per corti e lungometraggi. Come è nata questa tua passione per il cinema ?

FEDERICO: Direi che è nata quando ero ancora molto piccolo e passavo le giornate davanti al televisore. Ci stavo molto vicino e vedevo davvero un gran numero di serie. Mi appassionavo ai personaggi, alle storie, ma sopratutto al modo in cui venivano raccontate. Ricordo le musiche, le bellissime protagoniste e naturalmente gli eroici protagonisti. E stare così vicino al televisore mi poneva in una posizione privilegiata, quasi “dentro” la storia. Penso di aver quindi imparato prima il linguaggio audiovisivo di quello parlato. In seguito il passo dai cartoni animati al cinema vero e proprio è stata la chiave di volta, il colpo di fulmine.

MARCO: L’attore e doppiatore Ivo De Palma ha lavorato con te ai cortometraggi “luCY” e “Video” , del quale è protagonista. Puoi raccontarci qualcosa riguardo questa collaborazione ?

FEDERICO: Stavo completando il mio cortometraggio “luCY”, storia di una ragazza che a causa della troppo forte pressione materna impazzisce creandosi un mondo parallelo in cui lei è un androide, e alla fine delle riprese ci siamo accorti che l’audio non era pulito come avrei voluto. Sono dell’idea che l’audio in una produzione quale può essere quella di un cortometraggio faccia la qualità ancora prima del video. In più questo era un corto a sfondo fantascientifico, quindi non si parlava solamente di dialoghi ma anche di effetti sonori. Io e Ivo avevamo una amica in comune, le ho chiesto di metterci in contatto e Ivo si è dimostrato disponibile a visionare il corto. Proprio per la mia passione per i cartoni animati da tempo sapevo chi era Ivo De Palma e non ho esitato un attimo a contattarlo. Stabilito il suo interesse verso il progetto ci siamo messi al lavoro per doppiare e risonorizzare il corto. Il lavoro ultimato è stato perfetto, Ivo ha dato voce ad uno dei personaggi principali e ha curato tutto il sound design. Finito “luCY” avevo pronta la sceneggiatura di un thriller, “Video”, sempre a sfondo psicologico. Data la natura del soggetto si faceva grande uso della Voice Off, così ho proposto ad Ivo il ruolo del protagonista, in modo da poterlo apprezzare non solo come doppiatore ma anche come attore. Devo dire che il mix è stato davvero efficace, Ivo come “cattivo” è impressionante. Come per “luCY” anche per “Video” Ivo ha curato tutto il sound design e il doppiaggio. Ivo ha sonorizzato anche il mio corto in pellicola, “Hot Car” scritto da Joe Vignola, con Daniela Fazzolari e Edoardo Sala, che è stato in Concorso al David di Donatello 2006.

MARCO: Mentre in televisione nomi importanti del doppiaggio fanno delle comparse nelle fiction o, come nel caso di Luca Ward e Giorgio Borghetti, interpretano ruoli da protagonista, il cinema tende a isolarli. E’ capitato talvolta che nomi importanti del doppiaggio venissero scartati alle audizioni. Secondo il tuo punto di vista perchè accade tutto ciò ?

FEDERICO: Comincio raccontandoti un aneddoto. Abbiamo girato una scena di “Video” in una location dove appena tre settimane prima avevano finito di girare “Centovetrine”. La location era lo studio di Luca Ward non ricordo su quale isola… Naturalmente non avevo idea di quale volto avesse Luca Ward e neanche che fosse proprio lì sul set a girare. Finite le riprese faccio per usare la toilette e ad un tratto sento Il Gladiatore dirmi “occupato”. E’ stato imbarazzante… Come è imbarazzante molte volte non sapere quale volto si cela dietro le voci che più amiamo. Io penso che sia a causa di politiche di produzione più o meno errate. Come a ottimi doppiatori e a bravi attori capita anche a volti molto noti di non passare le audizioni. Questo perchè al cinema si preferisce “andare sul sicuro” e scegliere ai provini attori che garantiranno un incasso piuttosto che dare una opportunità a persone che hanno magari una grandissima esperienza anche a livello interpretativo ma non sono presenti nell’immaginario collettivo. Nelle fiction è un pochino più facile ritagliarsi un ruolo quindi per passione lo si accetta, a volte anche con ottimi risultati.

MARCO: Ringraziandoti, a nome mio e di Daniela, per la gentilezza e la disponibilità vorrei chiederti se puoi dirci ancora quali sono i tuoi progetti futuri.

FEDERICO: Dopo aver diretto “I corti di Gabriele Cirilli” e montato il film “Sono tornato al Nord” con Franco Neri, (e dire che mi piacciono l’horror e la fantascienza…), sto finendo di montare il mio, spero, ultimo cortometraggio “Bambole” appunto di genere horror. Ultimo perché sono in trattative per girare finalmente un lungometraggio mio del quale, per scaramanzia, non dico altro. In questi giorni sto inoltre pre-producendo un documentario - fiction su due pionieri del cinema in Italia, due personaggi della Torino del 1905, Arturo Ambrosio e Roberto Omegna per la associazione cinematografica di cui faccio parte, la “Famiglia Ekdhal”.

INTERVISTA A CURA DI MARCO BONARDELLI

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