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Intervista esclusiva ad Alessandro Sorrentino

" ... Nei paesini piccoli come il nostro, la radio era anche un motivo di aggregazione per la promozione di altre iniziative. Anche per scioglierci con l'italiano, visto che tra di noi si parlava sempre in dialetto! Si ascoltava la dizione perfetta solo in Rai ... Mia Martini, l’indimenticabile Mia, la intervistammo davanti ad una bellissima tavola imbandita… Mia ci trattò come se ci conoscessimo da sempre. Era contenta, gioviale ... "

DANIELA: Alessandro, ci racconti qualcosa circa la tua formazione artistica, le tue prime esperienze radiofoniche , quelle più significativi e che ami ricordare?

ALESSANDRO: Era il lontano 1979, quando mi avvicinai ai microfoni per la prima volta e presentai il primo disco in onda. Si trattava di Swiss Kiss di Patrick Juvet. A quei tempi, per entrare in radio non serviva una raccomandazione, dovevi iniziare o dalla scopa svuotando i cestini (per quelli meno fortunati), o conducendo il “Cantanapoli”. Tutto era “magico” : inventare nuovi jinglee, copiare lo stile pompato come quello dei dj americani. I mezzi a disposizione … davvero pochi … per fare le interviste si andava nei paesi della Campania a bordo di una vecchia 127 rossa. Sono gli anni delle radio “international”, un aggettivo che furoreggia nella radiofonia privata. Nascono migliaia di radio, addirittura alcuni radiotecnici riescono a costruirne alcune con kit inviati per posta. Sono radio di quartiere che trasmettono dalla camera da letto con l’antenna sul balcone. Radio E.R.A. ha una storia simile, ma subito si evolve grazie ad un potente trasmettitore che copre, con i suoi 89.200 Mhz in monofonia, parte del Cilento e costa della Calabria. Le hit del momento (Video killed the radio star, Stop dei Kim e Kadillack ecc…) venivano trasmesse a ripetizione da tutti i dj e speaker che si alternavano rigorosamente gratis ai microfoni della radio. Si trattava per la maggior parte di studenti. Il fenomeno era simile in tutta Italia. I programmi erano tutti in diretta, la musica veniva scelta dal buon gusto del conduttore che era regista, autore e speaker. Il programma delle dediche era sicuramente il programma che coinvolgeva direttamente l’ascoltatore con il proprio contributo personale: da Giovanni (Bilancia) a Maria (Scorpione), gli Arieti che ricambiano ai pesci e gemelli. Erano tutte richieste telefoniche pervenute durante l’arco della giornata e annotate su pezzettini di carta. Ad esempio: “Vorrei essere un uccellino, per volare nel tuo giardino, per volare ramo a ramo e per dirti che ti amo”. Nei paesini piccoli come il nostro, la radio era anche un motivo di aggregazione per la promozione di altre iniziative. Anche per scioglierci con l’italiano, visto che tra di noi si parlava sempre in dialetto! Si ascoltava la dizione perfetta solo in Rai. (A proposito di Rai, è da ricordare la hit parade di Paolo Testa) Si cercava di imitare in qualche modo lo speaker professionista, anche se si sentiva l’inflessione dialettale, in Campania come in Calabria, in Lombardia come in Emilia Romagna ecc… Per via di un economia malata i network si sono sviluppati quasi tutti al nord (Lombardia) e al centro (Lazio). Ma si può comunque affermare che nella metà degli anni ‘80 esistevano delle realtà radiofoniche all’avanguardia anche al Sud, sia per la musica che per il palinsesto e l’ottimo livello raggiunto dagli speaker locali. Pensare che la radio potesse entrare nelle Università era una cosa da non credere, perché la professione dello speaker era quello dell’incosciente che perdeva il suo tempo, invece di dedicarlo allo studio. Insomma, ci voleva coraggio, è un po’ coraggiosi lo siamo stati. Magari ti dicevano: “ma quando metti la testa a posto”…però poi magari dagli stessi (l’avvocato, il medico amico di famiglia) ti arrivavano i complimenti sia per la voce che per i contenuti. Ognuno di noi a secondo delle proprie passioni e inclinazioni, faceva del suo meglio in onda, per evitare di fare solo il passadischi (annunciare il disco in entrata e in uscita). Così grazie alle riviste “Ciao 2001″ , “Tutto Musica e spettacolo” e le recensioni che si trovavano su altri giornali si cercava di dire qualche cosa in più. A volte si annunciavano i concerti, a Bologna De Gregori, a Milano Vecchioni, ma si trattava solo di cronaca, non partiva nessuno per Bologna o Milano.
Soldi ne avevamo veramente pochi. Compravano i dischi che si usavano nei Jukebox , perchè avevi due hit diverse su un unico disco..altro che mp3!… e quando si inceppavano? Quando dimenticavamo il microfono aperto? E quando invece lo facevi all’insaputa dell’altro!?! Come poter descrivere il “profumo” delle carta delle copertine dei dischi… Quelli di Papetti e di Cerrone, a causa di alcune copertine, erano i più gettonati. Si sentiva parlare delle radio delle altre città da chi era fuori per lavoro o dai ragazzi di leva: allora arrivavano le cassettine TDK da Bologna con Bologna 101, da Milano con R.M.I. con le classifiche di Leopardo ecc…
Il primo jingle professionale di Radio ERA, lo portò mio fratello che prestava servizio militare a Caserta. Un amico speaker gliene confezionò uno sulla base di For those who like to groove di Ray Parcher Jr.

DANIELA: Leggiamo sul tuo sito che hai realizzato tante interviste a molti cantanti italiani ricordiamo Mia Martini, i New Trolls, Mango, Zarrillo, Fiordaliso … In che modo ti hanno arricchito questi contatti con questi artisti? Che ricordo hai dell’intervista che hai realizzato alla grande Mia Martini ?

ALESSANDRO: Jeans, t-shirt, scarpe tipo clark (non potevamo permetterci quelle originali), quel poco di peluria (barba) che avevamo e partenza verso le 18.00 o 19.00 sulla vecchia 127 rossa di Rino (che all’epoca faceva il panettiere DJ, nel senso che la notte faceva il pane, e al mattino era il primo ad aprire la radio, dopo una notte di Revox A77.. a volte il nastro si sganciava dalle pizze, e ti ritrovavi lo studio pieno di coriandolini neri). Partivamo alla volta dei paesi del Cilento dove, in occasione delle Feste Patronali nella serata dopo le funzioni religiose, incontravamo questi grandi nomi, molto in voga in televisione. Con alcuni cantanti c’era un imbarazzo reciproco, noi perché eravamo emozionati dal loro nome, loro perché non sapevano chi fossimo, ed erano quasi più imbarazzati di noi. Di Michele Zarrillo ricordo la sua gentilezza e la sua folta chioma, che era simile alla mia. Mango lo intervistammo nello stadio di Lagonegro sua città di origine. Ricordo anche la chiacchierata con il bravissimo Armando (il fratello di Mango), autore di autentiche perle cantate dall’allora Pino Mango: La mia ragazza è un gran caldo, Se mi sfiori, Angela ormai ecc…
Mia Martini, l’indimenticabile Mia, la intervistammo davanti ad una bellissima tavola imbandita…ricordo, e riesco addirittura con la memoria visiva a vedere, le bellissime ciliegie nel piatto. Non ricordo l’anno, ma ricordo la sua band di musicisti di alto livello. Mia ci trattò come se ci conoscessimo da sempre. Era contenta, gioviale. Mostrava un grande affiatamento con il resto della band composta da musicisti di primo ordine. Ricordo che indossava un foulard con la tastiera di un pianoforte. Siamo usciti tutti felici e riconoscenti sia per l’intervista sia per l’accoglienza. Infatti, a distanza di tanti anni ricordiamo quegli attimi, che purtroppo rimangono vivi solo nella nostra memoria in quanto non documentati da fotografie. Le macchine fotografiche non erano diffuse come oggi, e forse un po’ non ci si pensava. Col tempo poi ci siamo morsi le mani.

DANIELA: Sappiamo che hai prestato la tua voce in alcuni documentari , in
letture di Dante Alighieri, in spot pubblicitari, jinglees. Ci racconti qualcosa riguardo a tutte queste esperienze? Ti piacerebbe affermarti anche come attore doppiatore? Quali sono gli attori doppiatori e le doppiatrici che ami particolarmente , tra passato e presente?

ALESSANDRO: Ho macinato quintali di carta, in documentari spot pubblicitari ecc… Ma la cosa che sicuramente mi trasmette forti emozioni, è il contatto con il pubblico, la sua partecipazione quando avviene il miracolo dello scambio di emozioni. Perché è pura bellezza di sensazioni. Per esempio: quando ho letto nel 2002 per la prima volta Dante nell’Abbazia di Morimondo, non credevo di trovare così tanta gente che ama Dante.
”Recitare Dante è uno scambio reciproco di emozioni con il pubblico, e a questo contribuisce spesso il luogo suggestivo dove si svolge la rappresentazione. I diversi protagonisti dei Canti prendono vita e sono loro stessi che raccontano a noi la loro storia, il loro dubbi, le loro sofferenze, ed è come se anche noi fossimo lì, con Dante, ad accompagnarlo nel suo periglioso viaggio…..” A l’alta fantasia qui mancò possa;/ ma già volgeva il mio disio e ‘l *velle*,/ sì come rota ch’igualmente è mossa,/l’amor che move il sole e l’altre stelle”.
I miei attori preferiti sono Alberto Sordi, di cui ne ho una profonda venerazione. Possiedo tutti i suoi film, foto e libri. In ufficio ho molti ritratti appesi. Amo di lui i film, apprezzo la sua vita da gran signore di altri tempi. Una vita composta, un uomo generoso in silenzio (anche se in genere dicevano il contrario), il gran rispetto di tutti. Purtroppo non ho avuto il piacere di conoscerlo personalmente.
Altro grande attore Vittorio Gassman, il mattatore. La grande cultura, il portamento, la voce, l’interpretazione. E poi Mastroianni, Manfredi, Totò, Montesano, la bellissima Sabrina Ferrilli, che nelle generazioni successive lascerà con le sue interpretazioni capolavori bellissimi, poi Castellitto, Bova, e tantissimi altri giovani. Se mi piacerebbe affermarmi come attore? Ma…di esperienze teatrali ne ho fatte tantissime con Checov, Pirandello ed altri autori, ho avuto come maestro Sergio Cetrangolo, allievo dell’indimenticabile Ennio Balbi (tra l’altro di origine di San Giovanni a Piro mio paese natio); in pratica, avendo avuto una formazione radiofonica e sapendo di possedere (non me ne vogliate, ma lo dico senza presunzione, credetemi) una bella voce, mi sono dedicato più a perfezionare la stessa, che a studiare da attore. Di voci belle di speaker da annoverare sicuramente quelle di Paolo Monesi, di Braccialarghe e tantissimi altri.
Se mi piacerebbe affermarmi in questo campo? Sarebbe bello, perché è innegabile nascondere che tutti quelli che fanno questo mestiere, aspirano alla gloria degli altari. Ma se non dovessi raggiungere negli anni la notorietà immaginata, non mi dispiacerebbe, perché nel mio piccolo sono riuscito a trasferire e ricevere emozioni nelle tante serate condotte. Mi capita a volte, qualche sera dopo una serata importante, di rivivere con la mente, prima di addormentarmi, gli attimi e le emozioni di quei momenti. Uso questa tecnica anche per farmi passare la tristezza in alcuni momenti un po’ bui. Per diventare famosi è importante sicuramente la bravura…ma anche un po’ la fortuna…trovarsi nel posto giusto al momento giusto … ma anche altro … è la storia che sappiamo tutti.

DANIELA: Grazie per la tua simpatia e disponibilità, ti congediamo chiedendoti una anticipazione sui tuoi progetti più immediati e di lasciare un messaggio a tutti i tuoi radioascoltatori presenti qui sulla rete.

ALESSANDRO: Il progetto che assorbe la maggior parte delle mie energie è il
meeting Dj sotto le stelle (djsottolestelle.it , link attivo tra i correlati
all’argomento). E’ previsto un convegno che si terrà tra le mura dell’antica
torre dell’Oliva, di fronte al bellissimo Golfo di Policastro, un posto
affascinante e misterioso per la sua storia. Si tratta di due pomeriggi con
esperti del mondo della comunicazione e famosi dj. Si parlerà di speaker,
palinsesti, legislazione e tanti altri argomenti legati al mondo della
radio. La manifestazione è sotto l’Alto Patronato del Presidente della
Repubblica, e con i Patrocini del Consiglio Regionale della Lombardia, La
Regione Lazio, Campania, Calabria, Basilicata e l’Assessorato al Turismo
della Regione Sicilia. E poi lo spettacolo: con lo sfondo incantevole del
porto di Scario a pochi metri dal mare, nella serata del 15 luglio, alle ore
21.00, si terrà lo spettacolo musicale con importanti ospiti della canzone
italiana. Durante la serata, verranno premiati numerosi dj e radio. Last but
not least: la discoteca: DJ SOTTO LE STELLE: la musica si sposterà anche in
discoteca con i protagonisti della kermesse e il numeroso pubblico per due
notti no stop. Quindi si avrà modo di conoscere e parlare con i nostri
beniamini radiofonici. Ma chi sono??? Tra qualche giorno verranno resi noti
su giornali e sul sito www.djsottolestelle.it.
Quindi vi aspettiamo numerosi a questo grande evento nato dalla passione per
la radio dal sottoscritto e da Tonino Luppino, uno dei padri fondatori
dell’emittenza radiofonica libera nel Sud Italia che nel gennario del 1979
direttore di Radio Sapri, travestito da missionario sudamericano, riuscì
rocambolescamente ad intervistare, per pochi minuti, Giovanni Paolo Secondo
il Grande, dopo appena tre mesi di Pontificato. Pare sia stato il primo
cronista ad aver intervistato Papa Wojtyla.

Un messaggio agli ascoltatori: dobbiamo tutto a voi se esistiamo, grazie per le belle emozioni che ci regalate, e un grazie in questo momento a te Daniela e un in bocca al lupo per i grandi progetti che hai nel tuo cuore. Un abbraccio a tutti. A.S.