Questo sito contribuisce alla audience di

Intervista esclusiva a Ciro Imparato

" ... Il doppiaggio italiano ha fatto scuola nel mondo. Abbiamo scritto le pagine più belle del doppiaggio, alcune cose sono talmente belle da essere quasi ineguagliabili. Ma questo comporta una controindicazione: per superare la quasi perfezione occorre superare se stessi. Per fare questo ho idea che il doppiaggio italiano attualmente stia cercando nuove strade; a volte per cercare di stupire si cercano i sensazionalismi. Ha visto il "Codice Da Vinci"? Il doppiaggio viene effettuato in larga parte con accento francese, e questo è un controsenso. Il motivo di questa scelta può essere validissimo, ma si svilisce il senso della nostra tradizione. Un'altra strada "sensazionalistica", che coinvolge questioni di richiamo commerciale, riguarda i film d'animazione. Si cercano nomi famosi per portare gente al cinema: ma cosa c'entrano Luca Laurenti o Melba Ruffo di Calabria con il doppiaggio? Simpatici, grandi professionisti ma certo non doppiatori. Tempo fa lavorai con Enzo Iachetti in Aida degli Alberi. Enzo è un grande personaggio, fece anche un ottimo lavoro... ma lo preferisco a Striscia! ;-) In merito alle emozioni che provo ancora oggi con il doppiaggio, sono innumerevoli. Ce ne sono alcune che cito spesso anche a lezione: la lucida potenza di Giancarlo Giannini su Al Pacino nel monologo finale dell'Avvocato del Diavolo, l'ambigua intelligenza di Dario Penne su Anthony Hopkins nel Silenzio degli Innocenti, il carisma a metà strada tra l'umano e il divino di Massimo Corvo su Laurence Fishburne in Matrix, la seduzione sprezzante di Luca Biagini su John Malkovich ne Le relazioni Pericolose... mi piace molto poi l'ironia di Alessandro Rossi, la disarmante inventiva di Lella costa... ma l'elenco sarebbe lunghissimo. Per ciò che riguarda il passato, adoro l'umana assertività di Pino Locchi su Sean Connery e sono grato a Ferruccio Amendola per ciò che ha saputo insegnarci. ... Sta per uscire un mio libro sul concetto di "Voce felice" e presto i corsi La Voce.net saranno presenti in tutta Italia ... "

DANIELA: Attore doppiatore , speaker , docente delle seguenti discipline:
Dizione e Sviluppo della Voce , La Comunicazione Piacevole , Public Speaking , Uso della voce al telefono. Ciro , ci racconta come nascono in lei tutte queste passioni e in che modo svolge il suo ruolo di insegnante nelle varie discipline ?

CIRO: Le mie passioni nascono da una scelta di fondo: pensare al benessere dell’anima prima di quello materiale. Se pensi veramente alla tua anima, gli aspetti materiali arriveranno di conseguenza, mentre non è assolutamente vero il contrario. Appena diplomato studiavo musica, psicologia e avevo un programma alla radio. Come dire che… facevo la fame! Ma i miei coetanei non avevano ciò che avevo io: la libertà di scegliere. La mia prima passione è stata quella per la Lingua Italiana. Mia mamma mi insegnò a leggere a 3 anni e mezzo e da allora non ho mai smesso. Ho sempre amato leggere ad alta voce, mettendomi al servizio dei significati voluti dagli Autori in modo da amplificarne il messaggio. Ho studiato batteria jazz, ho presentato molti Eventi e serate, ho fatto tanta radio… ho conosciuto moltissime persone, molti artisti famosi… e poi ho studiato dizione e recitazione e mi sono buttato a capofitto nel doppiaggio e nella formazione, che sono ormai da molti anni le mie due più grandi passioni.

Ad un certo punto della mia vita ebbi un’illuminazione. Fu quando mi capitò di rileggere Stanislavskij con le basi di Psicologia della Comunicazione che avevo studiato all’Università. Gli aspetti psicologici sono tutto nella vita di un attore (e non solo di un attore!). In Italia spesso l’insegnamento della recitazione è di stampo manierista: ti insegnano “come usare la voce per dire bene una battuta” o “come usare il corpo per fare bene un movimento di scena”. Ma questo non è tutto: molti attori alle prime armi, pur conoscendo bene la tecnica, non riescono ad applicarla perché hanno paura del giudizio degli altri, non sono liberi di recitare. Io mi occupo prevalentemente di due cose che di solito nessuno ti insegna:

1.
“Come ti devi sentire DENTRO affinché un certo movimento o una certa battuta risultino naturali”;

2.
“COSA BISOGNA FARE per riuscire a sentirsi così”.

La tecnica è importante per carità. Ma cosa se ne fa un attore di tanta tecnica se la sua mente, anziché dar spazio agli impulsi dell’inconscio, è tutta o anche solo parzialmente tesa a non sbagliare? La tecnica completa di un attore comprende non solo la conoscenza dei movimenti e della recitazione, ma soprattutto la libertà assoluta di effettuarli senza condizionamenti. Rileggere Stanislavskij con basi di psicologia mi ha fatto scoprire qualcosa che oggi voglio insegnare a chi ne ha bisogno. De Niro non pensa a come reciterà un personaggio: De Niro è quel personaggio. Ma lui ha studiato all’Actor’s Studio, dove vengono impartiti proprio i due insegnamenti che citavo prima. Questi insegnamenti ti danno le basi, se lo vuoi, per diventare letteralmente un’altra persona. Il mio metodo insegna sostanzialmente alle persone (attori e non) come “sbloccarsi”. Quando qualcuno mi contatta per partecipare ad un corso di “Comunicazione Piacevole”, pensa che gli insegnerò delle tecniche. Rimangono tutti stupiti quando dico loro: “Non c’è niente che tu debba imparare sulla comunicazione che tu già non sapessi quando avevi tre anni”. Ed è vero: l’unica cosa da imparare è come liberarci da tutti i blocchi che ci siamo imposti fino ad oggi.

DANIELA: Ideatore e Voce di “La Voce.net” , Voce televisiva (Rai, Mediaset , 24 Ore TV) , Socio ADAP (Associazione Doppiatori Attori Pubblicitari) Socio TPP (Associazione Pubblicitari Professionisti). Cosa ci può dire circa la sua formazione artistica , l’idea del suo sito, quali suoi lavori ama ricordare particolarmente?

CIRO: Tutto ciò che ho fatto mi è servito per essere ciò che sono ora. Cominciai nel 1978 con la radio: fu un periodo meraviglioso!!! Eravamo dei pionieri, e soprattutto potevamo dire davvero tutto ciò che volevamo (o quasi tutto ;-). Oggi i tempi sono cambiati: c’è meno spontaneità e più tecnica. Sono tutti bravissimi: che noia!!! …Salvo alcune felici eccezioni, come Baldini e Fiorello. Quando ascoltavo Marco Baldini a Radio Deejay ho rischiato diversi incidenti mortali: mi piegavo in macchina dal ridere e non riuscivo più a rialzarmi! Nello stesso periodo studiai batteria jazz (ero un musicista promettente ;-) e studiai dizione con il grande Iginio Bonazzi. Ho poi studiato Psicologia all’Università e, solo allora, mi sono avvicinato prima alla recitazione e poi al doppiaggio. E dal quel momento la mia vita è cambiata! Il doppiaggio è uno dei mestieri più difficili e affascinanti al mondo: non si smette mai di imparare. Ogni nuovo attore che doppiamo ha qualcosa da insegnarci. Infatti doppiare significa diventare la voce del video e ogni essere umano si muove in modo diverso: capisce cosa intendo? Con il doppiaggio impariamo ogni giorno nuovi movimenti e nuovi modi di comunicare da altri esseri umani. Il sito La Voce.net (www.lavoce.net) deriva da un’intuizione. Nel ‘99 pensai: “Al web manca qualcosa. E’ incredibile che non ci abbia ancora pensato nessuno: al web manca la voce!” Ne parlai con una web agency di Torino (ora Testawebedv) e, insieme, creammo La Voce.net. Era il maggio del 2000. Ero felicissimo: per primo avevo dedicato un sito interamente alla voce. E intorno alla voce ruotano anche tutte le mie altre attività: sono socio dell’Adap, la prestigiosa Associazione italiana delle voci della pubblicità, e della TP, che raggruppa tutti i professionisti della pubblicità. Mi piace dirigere il doppiaggio in italiano e in inglese (es. la serie per la Rai Amazing History) perché il mondo anglosassone ha molto da insegnarci. Da molti anni sono impegnato nel doppiaggio della pubblicità, un settore più difficile di quanto si pensi. Bisogna essere credibili sapendo che genererai emozioni allo scopo di vendere un prodotto. Amo tutte le campagne che faccio e, curiosamente, divento un convinto assertore della bontà dei marchi che hanno la mia voce (es. Gatorade, Basf, Pirelli, etc.)

DANIELA: Citando le parole lette sul suo sito, su di lei, si dice : “… la sua profonda conoscenza sull’uso della voce gli consente di spiegare i concetti attraverso esempi vocali pratici e non teorici. Dal 1990 svolge attività formativa nello sviluppo delle caratteristiche espressive della voce, con l’obiettivo di conferire ai partecipanti sicurezza nella parola, efficacia comunicativa e capacità di parlare in pubblico con disinvoltura… “. Una scuola dunque che non si rivolge solo ad aspiranti attori o attori specializzandi nel doppiaggio …

CIRO: Molto spesso le scuole di teatro dedicano solo un piccolo spazio alla voce: a volte mi trovo ad esaminare persone con 5 o 6 anni di teatro e una voce assolutamente immatura. Non si può recitare se la voce è ancora imperfetta, non solo in termini espressivi ma anche, e soprattutto, in termini timbrici. Recitare significa diventare letteralmente un’ altra persona. Non fingere, ma essere veramente un altro. Per fare ciò occorre conoscere a fondo tutti i sistemi atteraverso cui comunichiamo: le parole, la voce, i movimenti, la mimica facciale, gli sguardi… ognuno di loro aggiunge o toglie qualcosa all’intensità della comunicazione. Non potrò mai avere uno sguardo profondo se non lo saranno anche la mia voce, le mie mani e le parole che uso. Ma come diceva Lei, non è necessario essere degli attori per diventare persone espressive, anche perché la base di partenza del mio mestiere è la lingua italiana. La conoscenza profonda della Lingua Italiana è un presupposto imprescindibile: se non conosciamo a fondo la sintassi (parentetiche, incisi… in altre parole se non capiamo ciò che è scritto) non saremo credibili quando parliamo. In Italia si parla poco di voce in termini didattici, mentre tutti e ribadisco tutti avrebbero grandi benefici migliorando la voce. Chiunque investe in immagine, comprando abiti, profumi, cosmetici, abbonamenti a palestre, centri benessere … decine di migliaia di euro. E neanche un euro per migliorare la voce, che al telefono è l’unico strumento di immagine che abbiamo.

DANIELA: Sul suo interessante sito è possibile ascoltare alcuni frammenti audio. Sono presenti file audio dove lei si cimenta nell’interpretazione di una stessa frase letta con stati d’animo diversi, sempre citando il suo sito ” La voce umana è in grado di offrire una molteplicità di sfumature. In particolare, ci sono centinaia di modi diversi per interpretare lo stesso testo. In questa pagina Ciro Imparato leggerà un aforisma di Johann Wolfgang Goethe esprimendo 10 diversi stati d’animo.” Cosa può aggiugere riguardo a questo esperimento ?

CIRO: Le persone come dicevo usano la voce in maniera immatura. Di solito un individuo usa tre tipologie di voce: triste, seria, allegra. Ma i colori di voce possibili sono infiniti! Ha mai pensato alla differenza fra romantico, sensuale e amoroso? Sono tre tipologie di voce assolutamente differenti. Con il corso di Dizione La Voce.net tutti possono incrementare le proprie capacità espressive. Sul sito ho inserito una breve dimostrazione di come una stessa frase possa significare cose diverse semplicemente cambiando colore di voce. Pensi ad una barzelletta: come mai può far spanciare dal ridere o lasciare assolutamente indifferenti se raccontata da persone diverse? Provi a pensare ad un uomo che dichiara il suo amore: la sua voce può arricchire le parole di significato rendendole vibranti oppure può contribuire ad ottenere l’effetto contrario.

DANIELA: Quali sono gli errori più tipici che gli allievi “incontrano” con più facilità. Che suggerimenti ama dare loro?

CIRO: Grazie per la domanda . Gli errori più frequenti di chi partecipa ai miei corsi sono:

1. Credere che venire a lezione sia sufficiente per avere risultati. In realtà, la lezione insegna il metodo ma la pratica a casa lo consolida. Io ho ideato una metodologia che rende semplice e divertente fare esercizio.

2. Pensare di avere una brutta voce: chiunque può avere una bella voce, se educata appropriatamente. Di solito in questi casi dico: “La tua voce è gia bella… solo che tu ancora non lo sai.”

3. Pensare che parlando con una voce espressiva e con gli accenti giusti si diventi ridicoli. E’ il contrario! Consiglio di coinvolgere gli amici nello studio, affinché anche loro si possano rendere conto dei miglioramenti.

4. Pensare che la conquista di una bella voce sia una cosa naturale. E’ esattamente l’opposto: si comincia a migliorare la voce quando ci si accorge di fare cose strane, diverse dal solito. Il linguaggio non viene appreso, ma si acquisisce per esposizione. Quindi un nuovo modo di parlare sarà sicuramente strano nei primi tempi: deve sostituire il modo in cui abbiamo sempre parlato.

DANIELA: Secondo il suo pensiero, il doppiaggio italiano che fase sta attraversando attualmente? Tra gli attori doppiatori del passato e quelli recenti chi la emoziona maggiormente?

CIRO: Il doppiaggio italiano ha fatto scuola nel mondo. Abbiamo scritto le pagine più belle del doppiaggio, alcune cose sono talmente belle da essere quasi ineguagliabili. Ma questo comporta una controindicazione: per superare la quasi perfezione occorre superare se stessi. Per fare questo ho idea che il doppiaggio italiano attualmente stia cercando nuove strade; a volte per cercare di stupire si cercano i sensazionalismi. Ha visto il “Codice Da Vinci”? Il doppiaggio viene effettuato in larga parte con accento francese, e questo è un controsenso. Il motivo di questa scelta può essere validissimo, ma si svilisce il senso della nostra tradizione. Un’altra strada “sensazionalistica”, che coinvolge questioni di richiamo commerciale, riguarda i film d’animazione. Si cercano nomi famosi per portare gente al cinema: ma cosa c’entrano Luca Laurenti o Melba Ruffo di Calabria con il doppiaggio? Simpatici, grandi professionisti ma certo non doppiatori. Tempo fa lavorai con Enzo Iachetti in Aida degli Alberi. Enzo è un grande personaggio, fece anche un ottimo lavoro… ma lo preferisco a Striscia! ;-)

In merito alle emozioni che provo ancora oggi con il doppiaggio, sono innumerevoli. Ce ne sono alcune che cito spesso anche a lezione: la lucida potenza di Giancarlo Giannini su Al Pacino nel monologo finale dell’Avvocato del Diavolo, l’ambigua intelligenza di Dario Penne su Anthony Hopkins nel Silenzio degli Innocenti, il carisma a metà strada tra l’umano e il divino di Massimo Corvo su Laurence Fishburne in Matrix, la seduzione sprezzante di Luca Biagini su John Malkovich ne Le relazioni Pericolose… mi piace molto poi l’ironia di Alessandro Rossi, la disarmante inventiva di Lella Costa… ma l’elenco sarebbe lunghissimo. Per ciò che riguarda il passato, adoro l’umana assertività di Pino Locchi su Sean Connery e sono grato a Ferruccio Amendola per ciò che ha saputo insegnarci.

DANIELA: La ringraziamo e infine le chiediamo di anticiparci qualche suo imminente progetto e di regalare un ultimo consiglio a tutti coloro volessero migliorare la propria dizione.

CIRO: Sta per uscire un mio libro sul concetto di “Voce felice” e presto i corsi La Voce.net saranno presenti in tutta Italia. A chi vuole migliorare la sua voce, dico che non è mai troppo tardi e che i risultati, anche solo dopo una lezione, sono esaltanti! Contattatemi via e-mail scrivendo a

ciro@lavoce.net

Grazie per la bella intervista Daniela! Grandiosa iniziativa il Suo sito. Ciro Imparato