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Intervista a Marco Lodovichi

" ... Nel mio essere “artista” non ho mai amato le fotografie “tipiche” di ogni viaggio di gruppo, quelle dove vedi solo i volti delle persone, ma mai un panorama, un monumento ... foto che potresti aver fatto in qualsiasi luogo , e per differenziarmi preferivo portare con me la telecamera. Ero abituato a visionare i film delle vacanze realizzati e montati da mio padre, questo mi ha portato a fare lo stesso con i miei filmati: realizzare montaggi sempre più ricercati, progettandone e curandone la regia per poterli poi presentare come veri e propri documentari di viaggio ad insegnanti e compagni di classe. E' proprio in questi video che comincia il mio periodo d'incubazione del doppiaggio, mi divertivo infatti, a doppiare le immagini dei professori, riadattandone i dialoghi per creare scenette divertenti! ... La fotografia diventa per me un obiettivo primario tanto da spingermi a lasciare l'Accademia per frequentare un corso per fotografi professionisti ... Ho frequentato un paio di corsi privati di Doppiaggio, ma sono di Firenze e non credo sia la città giusta per questo genere di passione. Le città più indicate sono Roma , Milano ed anche Torino ... dovrò spostarmi se voglio coltivare maggiormente questo amore per il doppiaggio! ... Sono molti i doppiatori (e doppiatrici) che ammiro per come sanno usare la voce ... quanto ad ispirarmi preferisco relazionarmi a coloro ai quali , se possiamo dirlo , la mia voce può avvicinarsi (e speriamo che non si offendano). Parlo di doppiatori come Luca Ward , Claudio Capone , Ciro Imparato per citarne alcuni. Ti dirò che al corso di doppiaggio , il personaggio che più mi calzava , a detta degli altri , era il Dracula (Gary Oldman) di Francis Ford Coppola ... mi piacerebbe riuscire a realizzare un video documentario sul cammino di Santiago de Compostela, unendo il video alla fotografia per poi poter doppiare il lavoro una volta montato. Corredando ed anticipando questo progetto con il percorrere (prima o poi) il cammino di persona tenendo una sorta di diario del cammino sul web, utilizzando la tecnica del photoblog tanto di moda in questo periodo ... "

DANIELA: Marco , ci racconti un po’ di te , delle tue passioni e della tua
formazione artistica?

MARCO: Daniela, è una domanda bella densa, vediamo se riesco a rispondere
senza divagare troppo … sono nato a Firenze, nel 1980, dove vivo e lavoro
attualmente come fotografo pubblicitario.
La mia vera e propria formazione artistica ha inizio con la scoperta di un
forte interesse per il disegno artistico, proprio alla fine delle scuole
dell’obbligo. Il disegno diventa in modo preponderante la mia via
d’espressione per sogni, desideri ed emozioni.
Forte di questa consapevolezza mi sono iscritto al Liceo Artistico di
Firenze quando molte persone me lo sconsigliavano perchè non mi sarei
garantito un futuro. Personalmente non mi sento un vero e proprio artista,
nel senso canonico del termine, sono forse un po’ puntiglioso, metodico e
preciso, con una parola sono un capricorno (e si dice che debba essere
così) per questo ho scelto di seguire la specializzazione in Architettura
e Design piuttosto che le Discipline Pittoriche.
Ho frequentato i cinque anni di corso sognando di diventare un noto
architetto. In quel periodo non conoscevo assolutamente il computer, non
lo sapevo usare e nemmeno mi interessava, amavo disegnare a mano,
progettare a mano… un patito della manualità!
Però si sa, le persone cambiano idee, gusti e molte altre cose, e anche io
ho avuto un cambiamento di rotta nel mio percorso. Questo cambiamento
credo sia dovuto in buona parte alla fortuna (che dicono essere rara in
una scuola superiore) di poter viaggiare per molte capitali Europee (come
Berlino, Parigi, Barcellona etc…) con le visite di istruzione
organizzate annualmente dall’Istituto.
Nel mio essere “artista” non ho mai amato le fotografie “tipiche” di ogni
viaggio di gruppo, quelle dove vedi solo i volti delle persone, ma mai un
panorama, un monumento… foto che potresti aver fatto in qualsiasi luogo,
e per differenziarmi preferivo portare con me la telecamera. Ero abituato
a visionare i film delle vacanze realizzati e montati da mio padre, questo
mi ha portato a fare lo stesso con i miei filmati: realizzare montaggi
sempre più ricercati, progettandone e curandone la regia per poterli poi
presentare come veri e propri documentari di viaggio ad insegnanti e
compagni di classe.
E’ proprio in questi video che comincia il mio periodo d’incubazione del
doppiaggio, mi divertivo infatti, a doppiare le immagini dei professori,
riadattandone i dialoghi per creare scenette divertenti!
Credo che proprio il ricorrere al montaggio digitale mi abbia avvicinato
inconsapevolmente al mondo dei computer che tanto odiavo. Ricordo che per
un esame al quarto anno di Liceo il professore di architettura volle
concedere eccezionalmente anche l’uso del computer per progettare un
grattacielo a chi avesse voluto passare dal disegno “analogico” a quello
“digitale”. Non sapevo assolutamente usare un computer, eppure mi schierai
tra quelli che avevano scelto il computer come strumento di progettazione,
confidando nell’aiuto dei miei compagni più esperti.
Dopo il Diploma ho proseguito gli studi, forte di una nuova passione: il
video, la regia… il cinema. Forse proprio questo nuovo interesse, unito
al precedente, mi ha portato ad iscrivermi all’Accademia di Belle Arti per
seguire il corso di Scenografia teatrale e cinematografica.
Con l’ingresso in Accademia, ormai avvezzo al digitale, mi sono anche
dedicato da autodidatta alla progettazione di siti internet con l’intento
di realizzarne uno personale per poter proporre i miei progetti in rete, e
da qui fino a diventare un web designer professionista, alternandomi tra
lavoro e studio.
Credo cha avendo riscontrato la grande necessità di immagini per i siti
internet, ed il naturale bisogno di immagini d’effetto per la scenografia
abbia fatto nascere in me ancora una nuova passione: la Fotografia. La
fotografia diventa per me un obiettivo primario tanto da spingermi a
lasciare l’Accademia per frequentare un corso per fotografi
professionisti. E come ho già detto lavoro tuttora come fotografo!
In tutto questo modificarsi di passioni, il doppiaggio ne è parte
integrante da ben quattro anni. Ho frequentato un paio di corsi privati di
Doppiaggio, ma come ho detto sono di Firenze e non credo sia la città
giusta per questo genere di passione. Le città più indicate sono Roma,
Milano ed anche Torino… dovrò spostarmi se voglio coltivare maggiormente
questo amore per il doppiaggio!

DANIELA: Sul tuo sito “net.marcolodovichi.org” troviamo tante interessanti
sezioni
dedicate ai cortometraggi , alla fotografia , una sezione ancora in
costruzione
riservata al Doppiaggio “Demo audio per doppiaggio, voice over di Marco
Lodovichi”.

Ci racconti qualcosa in merito ?

MARCO: Beh, quello è il “famoso” sito web che volevo realizzarmi. O meglio
è una sorta di “Beta” per usare un gergo tecnico. Come tu stessa hai
precisato ci sono molte sezioni, e molte sono ancora in costruzione.
Sembra strano ma è così: chi fa siti web per lavoro poi non trova mai
tempo per il proprio, come chi fa fotografia raramente ha foto di sé
stesso…
Per quanto riguarda la fotografia: si tratterà del mio sito web dedicato
al mio portfolio fotografico, per i cortometraggi invece ti ho parlato
della mia passione per il cinema e il mondo dei cortometraggi è il
naturale sbocco per chi inizia a coltivare una passione simile.
Ho perfino “istituito” un gruppo con amici, chiamato “Cortopatia”
(www.cortopatia.org), per la realizzazione di cortometraggi e soprattutto
per organizzare eventi dedicati alla diffusione del cinema breve.
Per il doppiaggio, sì beh… non sono ancora un doppiatore professionista
ma da qualche parte bisogna partire, e l’idea di un sito web dove far
ascoltare delle demo della mia voce “all’opera” non mi dispiace. Sto solo
aspettando di poter ricevere dalle scuole di doppiaggio il cd/dvd con i
miei esercizi da “voice over”… e spero che presto tutto possa essere
online!

DANIELA: Ti piacerebbe affermarti come doppiatore? Hai dei modelli , tra
passato e
presente , ai quali ami ispirarti?

MARCO: Dire di no, sarebbe come dire una bugia! Sì, mi piacerebbe molto,
molti noti doppiatori hanno cominciato molto piccoli a muoversi
nell’ambiente, se dovessi riuscire ed “entrare” in questo mondo sarei
forse un fuoricorso?
A dire la verità sono molti i doppiatori (e doppiatrici) che ammiro per
come sanno usare la voce e non starei a farne una lista… quanto ad
ispirarmi preferisco relazionarmi a coloro ai quali, se possiamo dirlo, la
mia voce può avvicinarsi (e speriamo che non si offendano).
Parlo di doppiatori come Luca Ward, Claudio Capone, Ciro Imparato per
citarne alcuni. Ti dirò che al corso di doppiaggio, il personaggio che più
mi calzava, a detta degli altri, era il Dracula (Gary Oldman) di Francis
Ford Coppola …

DANIELA: Riprendendo per un secondo il tuo discorso sull’età … a volte affermati attori doppiatori dichiarano d’aver iniziato non in tenera età , già da adulti , giovani sulla trentina ma con alle spalle , spesso , anni e anni di teatro … Sei l’autore del corto “Giorno Speciale” . Che soddisfazioni ti
ha dato ,
su cosa verte il soggetto ?

MARCO: Posso dirti che è anche un corto speciale, non si tratta di un
cortometraggio nel senso cinematografico del termine. E’ realizzato con
una tecnica relativamente nuova ed insolita per un film perchè non ho
usato una videocamera, bensì la macchina fotografica. Le immagini sono poi
montate ed animate in una sorta di “presentazione” in sequenza dinamica
per dare il senso del movimento alla staticità tipica delle fotografie, il
tutto corredato dalla mia voce che narra una sorta di riflessione sulla
vita.
Mi chiedi il soggetto… un uomo (che non vediamo, ma sentiamo) è intento
a preparare le cose personali della propria consorte, che è passata a
miglior vita, in vista del funerale. Nel ritrovare questi oggetti comincia
una riflessione interiore su tutte quelle cose che generalmente non si
fanno aspettando il momento migliore per farle, il giorno speciale.
Ad esempio un completo elegante da usare per un’occasione particolare, dei
bicchieri di cristallo da usare per una cena speciale… ormai la moglie
se n’è andata senza mai godere di tutte le belle cose che conservava per
il giorno speciale.
L’uomo si propone da quel momento di non conservare più nulla per
un’occasione particolare, perchè si rendo conto che ogni giorno, è un
Giorno Speciale.
E’ Un cortometraggio che mi ha permesso di esprimere questa mia reale
riflessione tramite un linguaggio che sembra rasentare la tristezza ed
invece lancia un messaggio positivo. Inoltre la grande soddisfazione di
aver realizzato un’opera con una tecnica inusuale integrando le mie tre
passioni principali, regia, fotografia e doppiaggio!

DANIELA: Ti ringraziamo per la tua gentilezza e infine chiediamo , se
vorrai , di
anticiparci qualche tuo prossimo progetto o lavoro in campo artistico.

MARCO: Grazie a te Daniela, nessun problema a parlare di uno dei progetti
futuri, confesso che sono ancora nella fase di ideazione e
concretizzazione dell’idea … ad ogni modo mi piacerebbe riuscire a
realizzare un video documentario sul cammino di Santiago de Compostela,
unendo il video alla fotografia per poi poter doppiare il lavoro una volta
montato. Corredando ed anticipando questo progetto con il percorrere
(prima o poi) il cammino di persona tenendo una sorta di diario del
cammino sul web, utilizzando la tecnica del photoblog tanto di moda in
questo periodo.
Ho già detto troppo, grazie ancora per questa intervista, buon lavoro ed
auguri per la tua Guida!